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Uccide la compagna nella notte, a Roveredo in Piano

La giovane donna, 32 anni, è stata raggiunta da una serie di coltellate che non le hanno lasciato scampo. Restano senza mamma due bimbi di tre e otto anni

Uccide la compagna nella notte, a Roveredo in Piano

L’ennesima lite terminata nel sangue, con l’uccisione della propria compagna e con due bimbi, di tre e otto anni, che non potranno più abbracciare la loro mamma. E’ successo proprio nella giornata contro la violenza sulle donne a Roveredo in Piano dove una giovane donna, Aurelia Laurenti, 32 anni, è stata uccisa dal compagno, Giuseppe Forciniti, infermiere di 33 anni, originario di Rossano (Cosenza) che l’ha raggiunta con numerose coltellate inferte al collo.

Dopo averle tolto la vita, si è presentato in Questura a Pordenone, con le mani ancora sporche di sangue. Forciniti ha raccontato di aver avuto una colluttazione con un ladro, sorpreso in casa. Poi, messo alle strette, ha confessato di aver litigato con la compagna. Gli agenti, quindi, si sono precipitati nell’abitazione di via Martin Luther King a Roveredo in Piano, assieme al personale sanitario e ai Vigili del Fuoco. Per Aurelia, però, non c’era più nulla da fare: la giovane donna era riversa su un fianco in camera da letto, senza vita e con ferite da arma da taglio al collo.

Nel corso dell'interrogatorio con il sostituto procuratore Federico Facchin, l’uomo ha fornito la sua ricostruzione di quanto accaduto nella notte del 25 novembre. Stando alla sua versione, la compagna, nel corso di un’accesa discussione, lo avrebbe cercato di colpire per prima, scatenando la sua reazione e la coltellata.

Un’ipotesi che, però, sarebbe smentita dal primo esame sul corpo di Aurelia, dove sono state trovate ben otto ferite da taglio. Il coltello utilizzato, invece, è stato recuperato in un cassonetto dei rifiuti poco lontano, dove il 33enne lo aveva gettato. Il movente? L'uomo si è detto sotto stress per il suo lavoro in un reparto Covid ed esasperato dai contrasti con la compagna.

Stando ad alcune delle testimonianze raccolte, anche tra i vicini di casa, la coppia ultimamente litigava spesso e Aurelia avrebbe anche pensato di terminare la relazione, salvo poi cambiare idea per i figli.

Proprio la presenza dei bambini sulla scena del delitto rappresenta un altro elemento drammatico di questa tragedia. I bimbi, stando a quanto riferito dal padre, erano addormentati nella loro cameretta mentre la mamma moriva e non si sarebbero accorti di nulla. Lui poi li avrebbe presi e portati dagli zii materni, lasciandoli da loro senza dare spiegazioni, prima di consegnarsi in Questura.

Nel corso della giornata, dopo i primi rilievi della Polizia Scientifica, con il pm Federico Facchin e il medico legale, l’abitazione della coppia - posta sotto sequestro – è stata oggetto di un ulteriore sopralluogo con l’intervento del nucleo Ert, Esperti Ricerca Tracce dell’Unità Analisi Crimine Violento del Gabinetto Interprovinciale della Polizia Scientifica di Padova.

La coppia dal 2013 viveva in via Martin Luther King, quartiere che, nei primi anni 2000, aveva ospitato i militari della Base Usaf di Aviano e poi era stato riconvertito.

LA DIFESA. L'avvocatessa Rossana Rovere, già presidente dell'Ordine degli avvocati della provincia di Pordenone, che l'indagato aveva scelto a proprio difensore, ha rinunciato all'incarico. La legale, da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne, è stata chiamata dalla Questura. "L'indagato mi conosceva e ha fatto il mio nome quando gli è stato chiesto chi dovesse patrocinare la sua difesa, ma non posso accettare l'incarico. Non posso assumere le difese di quest'uomo, dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne". Forciniti è stato quindi assistito dall'avvocato Ernesto De Toni di Padova.

DUE COMUNITA’ IN LUTTO. Di quanto accaduto, è stato subito informato il sindaco di Roveredo in Piano, Paolo Nadal. "Oggi è una giornata molto triste. Ci siamo svegliati con questa notizia che ci ha sconvolto e amareggiato. Questi fatti non sono mai improvvisi, quindi ci sono stati dei messaggi che tutti noi non abbiamo colto per tempo”, è il commento del primo cittadino che poi lancia un appello: “Chiedo a tutti di essere uniti e di non colpevolizzare nessuno. Chiaramente il dramma maggiore, ora, è quello di chi ha perso una persona amata, ma che per i familiari di chi ha compiuto questo gesto bisogna avere pietà”.

Anche San Quirino, dove Aurelia era cresciuta e dove vive la sua famiglia, è rimasta letteralmente senza parole. A farsi interprete del sentimento della comunità è il sindaco Gianni Giugovaz. “Aurelia era una bella ragazza che veniva da una famiglia modesta, umile, che ha sempre lavorato, facendo sacrifici. E’ davvero una tragedia che non trova una spiegazione. Ho parlato con suo padre, anche lui è sconvolto. Ma il pensiero di tutti, in questo momento, va ai due bimbi che si ritrovano senza la mamma e con il papà in galera. Sono andato a trovare i nonni, che li hanno sempre seguiti, per offrire tutta l’assistenza che potremo dare”.

L'uomo era incensurato; a suo carico non c’è alcuna segnalazione alle forze dell'ordine o ai centri anti-violenza. La Procura ha chiesto la convalida dall'arresto; ora si trova in carcere con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato.

I COMMENTI. "Con orrore e costernazione crescente aggiungiamo un'altra vittima di questa barbarie quotidiana che, subdola, striscia nelle case, nelle famiglie, anche nei piccoli comuni, nelle comunità che grazie alla prossimità si potrebbero pensare immuni: anche in Friuli Venezia Giulia un uomo uccide la compagna e madre dei suoi figli e ci ritroviamo davanti alla tragedia, proprio il giorno dopo la giornata che ricorda questa piaga: tutto questo dolore ci deve spronare a trovare più energie e più volontà per combatterla". Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a proposito del femminicidio avvenuto a Roveredo in Piano.

"Questo sacrificio ci deve ricordare - ha aggiunto Fedriga - che contro la violenza sulle donne non basta un convegno organizzato il il 25 novembre o un fiore regalato l'8 marzo, ma occorre mettere in campo le armi potenti dell'educazione e della cultura del rispetto e, come rappresentanti delle istituzioni, quelle normative che consentano sanzioni tempestive e severe contro i carnefici, misure di sostegno per le donne, per rafforzare la loro indipendenza economica e dare loro supporto nella cura familiare, per consentire che i centri antiviolenza siano efficaci approdi per chi è già caduta nel vortice dell'orrore".

"Non sono solo le periferie degradate delle grandi metropoli a fare da sfondo a questi casi, ma come ci insegna purtroppo la cronaca, anche piccole comunità. Non è più possibile sottovalutare questa emergenza, che in periodo di pandemia, si rafforza - ha concluso Fedriga - facendo diventare la casa, il luogo che per ogni persona dovrebbe rappresentare la sicurezza e la tranquillità, un luogo di orrore e di morte".

"Apprendere di questa terribile notizia, il giorno dopo la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, mi rattrista tantissimo", sono le parole del vicepresidente Fvg Riccardo Riccardi. "Desidero esprimere tutta la mia vicinanza e il mio cordoglio ai familiari della vittima".

"L'orrore colpisce ancora il Fvg e l'Italia. Una donna, una mamma uccisa in modo animalesco", sono le parole della deputata e coordinatrice di Forza Italia Fvg, Sandra Savino. "Incomprensibile brutalità che distrugge una famiglia e peserà per sempre sui cuori dei bambini che da oggi saranno soli ad affrontare un mondo che non contiene la violenza".

"Esprimo dolore e sconcerto per la tragedia che ha sconvolto le comunità pordenonesi di San Quirino e Roveredo in Piano, dove una giovane donna stanotte è morta per mano del proprio compagno di vita, lasciando due figli in tenera età", scrive il deputato M5S Luca Sut. "Le mie più sincere e costernate condoglianze alla famiglia di Aurelia Laurenti, a cui vorrei far giungere la mia vicinanza umana e politica. Solo ieri abbiamo ricordato la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e, stamattina, ci svegliamo con una notizia così terribile che scuote il mio territorio e l’Italia intera, dopo i femminicidi già avvenuti nelle ultime ore in Veneto e Calabria. Oggi è un giorno triste per tutti, in Italia la violenza contro le donne si conferma essere una piaga aperta".

"La notizia che giunge oggi da Roveredo in Piano, di un altro omicidio domestico è agghiacciante", è il commento del consigliere di Open Sinistra Fvg, Furio Honsell. "Il fatto che questa violenza avvenga proprio il giorno successivo alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne nella quale a tutti i livelli ci sono stati forti impegni a contrastarla, fa sentire impotenti. Ma così non deve essere".

"La gravità della situazione è ulteriormente preoccupante in questo periodo nel quale il confinamento obbligatorio dovuto alle misure antivirus porta a meno denunce ma a un numero maggiore di segnalazioni ai numeri telefonici antiviolenza. Sento quindi di fare un appello ai media e a coloro che si occupano di comunicazione per uno sforzo straordinario volto non solamente a condannare questi episodi tremendi, ma a sottolineare periodicamente tutte le misure preventive di contrasto alla violenza e di early warning. Inoltre va posta un'attenzione speciale a messaggi, spesso impliciti, che un certo tipo di comunicazione trasmette e che vede la donna come un oggetto da possedere nel rapporto di coppia, invece che un altro essere umano", conclude Honsell.

"E' stato davvero un brutto risveglio quello di oggi, con la notizia dell'uccisione da parte di un uomo della propria compagna, proprio a ridosso del 25 novembre", è il pensiero dell'assessore del comune di Pordenone, Guglielmina Cucci. "Questo ci ricorda che nella nostra società circola ancora con vigore il virus della violenza maschile sulle donne, ed è contagioso. Ogni uccisione manda un segnale agli altri uomini che questo è un modo possibile di agire. Non ci interessa se poi si costituiscono, non ci interessa il movente. Si tratta di un delitto generato dalla volontà dell'assassino di uccidere, per il quale non esiste giustificazione, nè circostanza alcuna. Oggi una giovane donna non c'è più e due bambini sono orfani".

“Purtroppo anche stavolta, nel caso del femminicidio di Roveredo in Piano, siamo arrivati tutti in ritardo. Questo ennesimo, agghiacciante episodio testimonia come sulla violenza contro le donne si debba tenere alta l’attenzione tutto l’anno, non soltanto il 25 novembre o l’8 marzo”. Lo afferma la consigliera regionale Mara Piccin (Forza Italia), aggiungendo: “Contro questo orribile fenomeno abbiamo le armi della cultura e dell’educazione, ma è nostro dovere, come rappresentanti delle istituzioni, continuare a occuparcene anche dal punto di vista normativo, da una parte con leggi che comportino pene adeguate e sicure contro ogni forma di violenza, dall’altro con misure di sostegno per le donne, anche prima che diventino vittime o potenziali tali”.

“Per quanto riguarda il gruppo consiliare regionale di Forza Italia – ricorda la consigliera -, ieri ha depositato una proposta di legge nazionale per l’istituzione del Soccorso di libertà, che si concentra sull'aspetto del sostegno economico e l’inserimento sociale delle donne vittime di violenza, per garantire la loro indipendenza economica, l'autonomia e l'emancipazione. Inoltre, a livello regionale, proporremo un testo unico sulla tutela delle donne vittime di violenza”.

“Ieri – continua Piccin - la convergenza dell’Aula su una mozione unitaria sull'attivazione di misure urgenti di contrasto alla violenza di genere era stata positiva. Abbiamo bisogno di questa unità d’intenti per incidere il più possibile contro questo triste quanto purtroppo ancora radicato fenomeno. Nessuna donna deve sentirsi sola. Deve invece percepire il sostegno della società e dalle istituzioni, per poter reagire per tempo anche al minimo segnale di possibile sopraffazione”.

"Davvero basta a qualunque sottovalutazione o distorsione di questo reato. Questo omicidio, di poco successivo ad altro analogo nel vicino Veneto, mostra che la violenza anche estrema degli uomini sulle donne, sulle loro mogli e compagne, è un fenomeno reale e una emergenza sociale. Non è sufficiente piangere le vittime e quel che resta delle loro famiglie". Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc.

Per Renzo Liva, membro della segreteria regionale del Pd già sindaco di Roveredo in Piano, "bisogna essere consapevoli che i nostri piccoli paesi non sono immuni da questo tipo di tragedie, non sono fenomeni che riguardano le metropoli, le loro periferie o ambienti socialmente o economicamente degradati. Come roveredano ed ex sindaco di questa comunità, i miei sentimenti di vicinanza e di sentite condoglianze alla famiglia della vittima e l'augurio che le Istituzioni e tutte le famiglie coinvolte si stringano per dare il massimo sostegno e conforto ai due figli".

"Non chiudiamoci a chiave in casa pensando che il nemico sia sempre esterno - aggiunge Liva - e investiamo in strutture pubbliche di ascolto e di intervento facili da raggiungere per i diretti interessati e per chi, eventualmente avvertisse se nella casa accanto segnali di pericolo". "Soprattutto in questo periodo di pandemia dai risvolti psicologici pesanti sulle persone e nei rapporti di coabitazione - conclude Rojc - è importante che i servizi sociali siano rafforzati e la consulenza psicologica pubblica favorita e promossa".

"Siamo sgomenti e abbiamo difficoltà a trovare le parole per commentare la notizia di quanto accaduto a Roveredo in Piano, scena di un femminicidio agghiacciante". Queste le parole con cui Dusy Marcolin esprime il pensiero di tutte le componenti della Commissione regionale pari opportunità uomo/donna (Crpo Fvg) alla notizia dell'ennesimo femminicidio, questa volta accaduto in Friuli Venezia Giulia. "E' particolarmente devastante che ciò si registri appena il giorno dopo la celebrazione del 25 novembre quale Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, nella quale - ricorda la presidente - ci siamo espressi unanimemente sulla necessità di impegnarci al massimo per contrastarla. Il periodo di lockdown ha esacerbato situazioni già compromesse e difficili, e questo si evince anche dai dati comunicati dall'Istat che ha evidenziato il triste record di chiamate al 1522 nel periodo citato".

"Esortiamo le donne a rivolgersi ai centri dedicati e diffusi in tutto il territorio regionale, alle Forze dell'ordine, al proprio medico di famiglia. Dobbiamo far emergere il più possibile le situazioni di potenziale pericolo", è la sua riflessione finale.

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