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A Gorizia inaugura il progetto d'arte ispirato a Basaglia

Apre al pubblico la mostra 'Mind the Gap' allestita con le opere di Caterina Morigi, Ulla Rauter e Debora Vrizzi, dedicate al tema del corpo. Visite solo su prenotazione

A Gorizia inaugura il progetto d\u0027arte ispirato a Basaglia

È finalmente visitabile in sicurezza presso studiofaganel Gorizia la quarta edizione di “Mind the Gap”, progetto d’arte contemporanea promosso da Altreforme Udine con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’edizione di quest’anno – ideata da Augusta Eniti e co-curata da Giada Centazzo, Bruno Di Marino e Rachele D’Osualdo – vede protagoniste le artiste visive Caterina Morigi, Ulla Rauter e Debora Vrizzi che si interrogano sulla questione del ‘corpo’, tra natura e cultura, a partire dal tema del limen, significante molto caro allo psichiatra Franco Basaglia.

Con il passaggio della Regione in zona arancione e fino al 24 aprile prossimo, la mostra allestita presso studiofaganel (viale XXIV Maggio 15/c) sarà ora visitabile in presenza, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 19. In ottemperanza alle misure di contrasto della pandemia da Covid-19, si potrà accedere solo su appuntamento, ingresso contingentato (due persone alla volta con mascherina). Prenotazione obbligatoria almeno 24 ore prima.


Il concetto di limen indica il confine, la soglia. Per Basaglia, padre della Legge 180, l’irrigidimento e la sclerotizzazione del confine tra ragione e follia, normalità e anormalità, tra città e asilo, ha sempre prodotto segregazione e intolleranza. Quando invece il confine diviene poroso e permeabile, permettendo interscambi e sconfinamenti, lì si scaturiscono energia e vitalità.

Il corpo umano è limen per eccellenza: collega e separa, protegge e allo stesso tempo interfaccia. Interrogando da angolature diverse e personali il tema del corpo, le tre artiste invitate esplorano il concetto di confine, di limite mediante categorie dialettiche quali soggetto/oggetto, familiare/estraneo, proprio/altro, interno/esterno.

Nelle opere di Caterina Morigi centrale è il mutamento della materia soggetta in particolare allo scorrere del tempo e colta nei suoi aspetti meno evidenti, spesso nascosti. Come accade nel dittico fotografico in mostra intitolato Trama (2013) in cui Morigi evidenzia, rimarcandole, le imperfezioni della pelle umana – nei, cicatrici, macchie, irregolarità epidermiche – per tradurle in immagini complessa da decifrare, giocate su una duplice scala dimensionale micro e macroscopica per offrirle allo sguardo del visitatore.

La ricerca estetica dell’austriaca Ulla Rauter prende forma all’incrocio tra sound art, performance ed arti visive, e si concreata nella creazione di dispositivi sonori e strumenti musicali sperimentali in grado di tradurre stimoli fisici in suoni elettronici. È il caso ad esempio dell'opera Glissando (2007) – esposta in mostra – costituita da un archetto di violino dalle corde di rame che Rauter ‘suona sulla propria pelle’ nel corso di suggestivi interventi performativi, producendo suoni perturbanti e sui generis.

Nel suo lavoro la friulana Debora Vrizzi riflette invece sull’identità personale e collettiva, avvalendosi ora di strutture semi-narrative o simbolico-concettuali, ora ricorrendo alla documentazione del reale e all’autobiografia. Nel progetto multimediale Out of order (2021) – costituito da un video e 4 fotografie e creato per la mostra a partire dalla lettura di cartelle cliniche di donne internate in strutture manicomiali nel periodo Fascista – Vrizzi esplora la relazione tra corpo femminile e potere, mettendo in scena alcuni ‘oggetti simbolici’ evocativi, vicini alla sensibilità delle artista surrealiste.

L’esposizione si arricchirà inoltre di alcuni eventi collaterali e vedrà la realizzazione di un catalogo, con i contributi dei tre co-curatori – Giada Centazzo, Bruno Di Marino, Rachele D’Osualdo – e un testo critico del filosofo Simone Furlani, ordinario all'Università degli Studi di Udine.

La mostra fa parte del più ampio progetto d’arte contemporanea “Mind the Gap”, avviato da Altreforme Udine nel 2007 e che si caratterizza anche in questa nuova edizione per una consistente rete di partnership che vede coinvolti oltre alla Regione Friuli Venezia Giulia (main partner), Comune di Gorizia, Comune di Cormons, Università degli Studi di Udine, Legacoop FVG, Agherose, Agorè - Associazione di Promozione Sociale (Gorizia), Boato International spa (Monfalcone), MEC CAD (Udine), Tecnoteca srl (Tavagnacco), Conad (Gorizia), servus.at (Linz, Austria). Il progetto è reso possibile con il partenariato di Associazione IoDeposito (Pontebba), Biblioteca Statale Isontina (Gorizia), Biblioteca P.P. Pasolini (Pasian di Prato), Cooperativa Sociale Thiel (Gorizia), Ecopark (San Vito al Torre, Udine), Enaip FVG (Pasian di Prato), Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia), La Collina - Cooperativa Sociale (Trieste), Liceo Classico Dante Alighieri (Gorizia), Unione Provinciale delle Cooperative (Gorizia).

Per informazioni e prenotazioni scrivere a mail@altreforme.net o telefonare allo 0432 227853.

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