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A Vicino/Lontano è il giorno di Franklin Foer

Sabato 18 alle 18, la consegna del Premio Terzani allo scrittore e giornalista che, alle 21, dialogherà con Gad Lerner

A Vicino/Lontano è il giorno di Franklin Foer

È senz’altro l’evento clou della 15^ edizione del festival vicino/lontano la consegna del Premio Terzani 2019 al giornalista e scrittore statunitense Franklin Foer per “I nuovi poteri forti. Come Google Apple Facebook e Amazon pensano per noi”, lucida analisi della grande sfida cui siamo chiamati dalle Big Tech del giornalista e scrittore statunitense (Longanesi).

La presidente della Giuria Angela Terzani consegnerà il riconoscimento a Foer domani, sabato 18 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (ore 21) nel corso di una serata-evento, da sempre il momento più atteso di vicino/lontano.

La Giuria che ha assegnato il prestigioso riconoscimento è composta da Giulio Anselmi, Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Àlen Loreti, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Ettore Mo, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Peter Popham e Marino Sinibaldi.

Foer dialogherà con il giornalista Gad Lerner intorno ai temi del libro, che mette al centro del suo ultimo saggio-denuncia la questione del monopolio che i giganti della Silicon Valley, padroni della rete, esercitano sul sistema della comunicazione globale e del mercato. La serata – per la regia di Gianni Cianchi – sarà contrassegnata dalle incursioni in ottave, sul tema del libro vincitore, di David Riondino ed Enrico Rustici.

Foer, in un linguaggio accessibile a tutti, ci mette in guardia sui pericoli di un'informazione manipolatoria, che minaccia di trasformare il volto della democrazia in una forma inedita di autoritarismo. Foer ci invita a non rassegnarci e a organizzare una sia pur minima forma di ribellione individuale per dissociarci ogni tanto dalla macchina e concederci qualche momento di lettura su carta, solitaria e silenziosa, lontano dal rumore totalizzante della rete e dalla sorveglianza digitale. Un atto di resistenza dal basso, che potrebbe contribuire a far sopravvivere una tecnologia alternativa, la cultura stampata sulla carta.

"È con un sentimento di onore e di umiltà - ha dichiarato Franklin Foer - che ricevo questo Premio. Onorato di essere parte dell’eredità di Tiziano Terzani. Il mio libro è una polemica. Riguarda quattro aziende che si sono radicate profondamente nelle nostre vite. Sono ovunque. Ciò che queste aziende ci stanno togliendo è proprio ciò che primariamente dobbiamo preservare e proteggere: la nostra individualità. Ci hanno privati di una delle cose più importanti: la nostra libertà di scelta".

Franklin Foer, giornalista e scrittore statunitense, è nato nel 1974 ed è fratello dello scrittore Jonathan Safran Foer e del giornalista Joshua Foer. È uno dei redattori di punta della prestigiosa rivista di cultura, scienza e attualità "The Atlantic". In passato è stato editor di "The New Republic" (2006-2016) e collaboratore delle riviste "New York" e "Slate".

Sabato 18 maggio, in mattinata dalle 8.30 al Giovanni da Udine si rinnova l’appuntamento con il Concorso Scuole Tiziano Terzani: Buoni esempi / cattivi esempi: come e quanto possono diventare “contagiosi”? è il tema dell’edizione 2019. Parteciperanno Angela Terzani Staude, Marinella Chirico e la Civica Accademia ‘Nico Pepe’ di Udine che come ogni anno metterà in scena uno spettacolo sul tema del concorso per la regia di Claudio de Maglio, che condurrà anche la mattinata.

Alle 17, nel Salone del Popolo “In America. Cronache da un mondo in rivolta”, i reportage finora inediti di Tiziano Terzani dagli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta. Li ha raccolti e li racconterà il biografo di Terzani, Àlen Loreti.

Oltre un centinaio di protagonisti per una quarantina di incontri sui temi di attualità: “Propaganda: come sta cambiando la comunicazione politica”: alle 11 nella Chiesa di San Francesco ne parlano lo storico delle crisi politiche Fulvio Cammarano, il docente di innovazione democratica Michele Sorice, il sociologo e docente di organizzazione del consenso e marketing politico Massimiliano Panarari e l’esperto di innovazione tecnologica nella comunicazione politica Antonio Palmieri, coordinati dal giornalista dell’Espresso Marco Pacini, tra i fondatori del festival vicino/lontano. “Saremo tutti africani? O forse cinesi?”: alle 15 nella Chiesa di San Francesco si parlerà di come la globalizzazione abbia cambiato i rapporti tra le culture, spodestando il “sistema Occidente” da una posizione di centralità geopolitica e dal suo ruolo di modello valoriale, che si credeva inossidabile, parleranno: si confronteranno il sinologo Maurizio Scarpari, il direttore del Consiglio Italiano Rifugiati Mario Morcone e l’antropologo Nicola Gasbarro. “La calunnia è un venticello: bufale e disinformazione”: alle 17 si parlerà di fake news e del loro contagio con il docente di teoria della comunicazione Guido Gili, il debunker (cacciatore di bufale) David Puente e il direttore del quotidiano Messaggero Veneto Omar Monestier. Subito dopo, alle 18.30 sempre nella Chiesa di San Francesco, al contagio della disinformazione sarà dedicato un irriverente dialogo a due voci tra Massimiliano Panarari e il giornalista e conduttore televisivo David Parenzo. Il dialogo sarà introdotto da Sergia Adamo, docente di letterature comparate: a partire da un grande testo classico, la Storia della colonna infame di Manzoni, vedremo come il potere cerchi sempre di costruire capri espiatori quando è necessario distrarre l'opinione pubblica da problemi troppo difficili da affrontare e risolvere.

Quale sarà il prossimo contagio in ambito economico-finanziario? Chi ne sarà “l’untore”? Alle 10 nell’Oratorio del Cristo ne discuteranno, moderati dall’economista Antonio Massarutto, il docente di economia politica Angelo Baglioni, il trader e investitore Claudio Zampa e lo psicologo cognitivo Paolo Legrenzi. Fino a che punto siamo preparati ad affrontare epidemie vecchie e nuove, che spesso si manifestano in paesi “fragili” o addirittura in guerra, e con sistemi sanitari al collasso? Affronteranno il tema, in un appuntamento a cura di multiverso e Medici Senza Frontiere, Nevio Zagaria, medico con pluridecennale esperienza nel dipartimento OMS per la risposta sanitaria alle crisi umanitarie, e Roberto Scaini, medico che con MSF ha affrontato le ultime epidemie di Ebola, moderati dal genetista Michele Morgante (Oratorio del Cristo, ore 11.30).   Due importanti focus in ambito giuridico, domani: il presidente dell’Unione forense per la tutela dei diritti umani, Anton Giulio Lana, ripercorrerà le battaglie che hanno portato a fare del riconoscimento e della protezione dei diritti dell’uomo un patrimonio comune, che non può essere condizionato da esigenze di bilancio o dai punti di Pil (Salone del Popolo, ore 10). Del delicato e spesso labile confine tra obbedienza costituzionale e disobbedienza civile discuteranno il giudice del Tribunale di Roma Francesco Crisafulli, il medico pediatra Claudio Germani, la giornalista Fabiana Martini, coordinatrice FVG di Articolo 21, e il fondatore del Centro Balducci Pierluigi Di Piazza, con la moderazione dell’avvocato Maddalena Bosio (Oratorio del Cristo, ore 15).

Il sociologo (e poeta) Stefano Allievi (nel Salone del Popolo alle 15.30) terrà una lezione sulla necessità del “contagio” tra approcci e discipline diverse per poter meglio “com-prendere” la realtà, con letture di Manuel Buttus. In tema di Europa, i filosofi Giovanni Leghissa e Luca Taddio (alle 17 nell’Oratorio del Cristo) rifletteranno sulla necessità di costruire una mitologia politica comune, a partire da quella declinazione radicale dell’Illuminismo che ha fondato i valori della tolleranza, dell’eguaglianza e della libertà individuale, per provare a ridare vita a un futuro condiviso.     Alle 18 in Largo dei Pecile (e in caso di pioggia nella Libreria Friuli) ci inviteranno a “Non girarti dall’altra parte” Pierluigi Di Piazza e Nicoletta Ferrara, coordinati da Gianpaolo Carbonetto. La parola accoglienza entra nel dibattito, nelle polemiche, nella propaganda e negli esiti delle elezioni. Pier Aldo Rovatti, in dialogo con Davide Zoletto esplora alle 18 nella Libreria Feltrinelli “L’intellettuale riluttante”: cronaca di un anno di vita italiana, osservata dal punto di vista di una “etica minima”. Lo sguardo è critico, preoccupato, dubbioso. Lo sguardo di un intellettuale che non si conforma all’aria che tira oggi nella scuola, nella sanità, nei modi della comunicazione, nel discorso politico.        Il festival propone quest’anno anche delle conversazioni più ravvicinate tra alcuni dei suoi protagonisti e il pubblico: sabato mattina lo storico Guido Crainz (alle 11.30 al Bar al Vecchio Tram), e alle 16,30 il giornalista Simone Cosimi sul cyberbullismo (in via Pelliccerie/Osteria Pulesi in caso di pioggia).

In anteprima nazionale domani a vicino/lontano il libro “Febbre” (Fandango) di Jonathan Bazzi che converserà con il libraio Remo Andrea Politeo, presidente dell’associazione “Librerie In Comune” di Udine. E’ il romanzo d’esordio di Jonathan Bazzi, milanese, classe 1985, ed è direttamente legato al tema del contagio: al centro del romanzo il giorno che ha cambiato la sua vita con la diagnosi della sieropositività. Bazzi ci accompagna nel paese dei tossici, degli operai, dei tamarri, della gente seguita dagli assistenti sociali, dove le case sono alveari e gli affitti sono bassi.  Domani anche il dialogo a partire dal libro di Pietro Del Soldà “Non solo di cose d’amore” vedrà coinvolti, insieme all’autore, i filosofi e docenti Filiberto Battistin e Cristina Benedetti (Oratorio del Cristo, ore 18.30). Alle 11 alla Libreria Friuli si racconta un secolo di internamento femminile con Candida Carrino, Peppe Dell’Acqua e Orietta Pagnutti: a partire dalle cartelle cliniche custodite nell’Archivio del Centro Studi “Le reali case dei matti” di Aversa, l’autrice racconta le storie emblematiche di alcune donne rinchiuse in manicomio tra il 1850 e il 1950 – dalle bambine alle prostitute, dalle idiote alle immorali, dalle lesbiche alle deflorate, dalle infanticide alle uxoricide: tutte vittime di un gioco crudele, attraverso il quale le famiglie e la società si adoperavano per rinchiuderle, spesso con la complicità degli psichiatri.

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