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Addio ad Andrea Camilleri, padre del commissario Montalbano

Si è spento questa mattina, a 93 anni, all'ospedale Santo Spirito di Roma dove era ricoverato dal 17 giugno

Addio ad Andrea Camilleri, padre del commissario Montalbano

Addio ad Andrea Camilleri. Si è spento a 93 anni, questa mattina, all’ospedale Santo Spirito di Roma dove era ricoverato dal 17 giugno, in seguito a un malore. Le sue condizioni di salute, già critiche, “sono precipitate nella notte compromettendo le funzioni vitali", informa il bollettino emesso dall'ospedale.

20 anni di Montalbano con la puntata 'made in Friuli'
Lo scrittore, nato a Porto Empedocle, ha dato alla luce uno dei personaggi più amati dal pubblico italiano, il commissario Montalbano, interpretato dall'attore Luca Zingaretti. Proprio quest’anno, l’amatissima e seguitissima serie tv Rai ha celebrato 20 anni con una doppia serata, lunedì 11 e 18 febbraio scorso, e due nuovi episodi, uno dei quali interamente girato in Friuli. “L’altro capo del filo” – centesimo volume di Camilleri dedicato al suo commissario -, questo il titolo dell’episodio che ha portato la troupe diretta dal regista Alberto Sironi in Fvg nella primavera del 2018.
Cividale, con il fiume Natisone e il ponte del Diavolo, il borgo più bello d’Italia Venzone, che per esigenze sceniche si è trasformato in Bellosguardo, e poi Rocca Bernarda di Premariacco e Villa Beretta a Pavia di Udine hanno fatto da sfondo all’ennesimo giallo ideato dalla penna dello scrittore siciliano.

Il ricordo di Francesco De Filippo

“Un uomo con almeno una marcia in più, di un rigore morale enorme, di un'onestà intellettuale e non solo veramente rigorosissima, e non lo dico per celia, perché da stamattina non c'è più, ma è un pensiero che ho sempre avuto e ha fatto sì che lo scegliessi come mio maestro di vita” ricorda Francesco De Filippo, direttore Ansa Fvg.

Qual è l'insegnamento più importante che le ha lasciato? “Direi sicuramente l'obiettività e un’impostazione egualitaristica... molti diritti e molti doveri. Non si possono avere diritti senza avere anche doveri. Questo bilanciamento è stato per me un insegnamento fondamentale. Oltre alla spropositata cultura e curiosità. Mi ha insegnato a essere sempre curioso, disponibile e duttile. Un uomo che a 92 anni è passato dalla scrittura alla dettatura di un romanzo: un’impresa che mi ha lasciato esterrefatto”.

Nel 2002 a Pordenonelegge, il ricordo di Villalta
In Friuli, Camilleri era stato ospite a Pordenonelegge nel 2002. Il curatore Gian Mario Villalta ricorda che "era già famoso quando fu nostro ospite: l'auditorium della Regione di Pordenone era gremito. Camilleri, però, ci teneva a essere riconosciuto come letterato anche dal mondo della cultura e non soltanto dal pubblico che amava i suoi gialli. Questo il motivo per cui chiese, in cambio della sua partecipazione, la possibilità di incontrare il poeta Andrea Zanzotto con cui andammo tutti a cena. L'ultima volta che lo scrittore siciliano si spinse nel Triveneto fu per ricevere il premio Campiello alla carriera".

Camilleri, oltre che romanziere, è stato sceneggiatore, regista e drammaturgo. Un intellettuale molto amato dal suo pubblico che non ha mai smesso di ribadire l’importanza della democrazia e uguaglianza, richiamando i principi che ha fatto suoi anche nei romanzi che in tanti hanno letto e amato. Un’eredità, quella lasciataci da Camilleri, preziosa e su cui riflettere.
"Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate - hanno annunciato i medici del Santo Spirito nel comunicato -. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio".

Tanti i messaggi di cordoglio sui social
"Con la scomparsa di Andrea Camilleri l’Italia perde un altro grande Maestro del nostro tempo - scrive Debora Serracchiani, deputata del Pd -. Mancheranno i suoi scritti e le saghe poliziesche, che hanno appassionato milioni di italiani. Mancherà la sua passione con cui sollecitava a un fattivo impegno civile da parte di tutti".

"L'Italia perde uno dei suoi ultimi veri intellettuali, un uomo che leggeva e interpretava la complessa realtà contemporanea con gli strumenti creativi delle arti e della critica. Come tutti i grandi ha saputo creare un mondo e farne metafora universale. La potenza di Camilleri deve essere ancora recepita in tutta la sua coerenza, al di là delle opere che giustamente gli diedero larga fama di pubblico". Lo afferma Tatjana Rojc, scrittrice, critica letteraria e senatrice del Pd, esprimendo cordoglio per la scomparsa di Andrea Camilleri.
"La sua lezione civile - aggiunge Rojc - si è collocata nella grandissima tradizione dei Maestri del nostro Mezzogiorno, di cui ha definito la bellezza e le ombre, e da cui ha guardato il mondo cogliendone l'essenza tragica".

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