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Archeologia in lutto per la morte del friulano Paolo Moreno

'Stelliniano' doc, aveva 86 anni. Suoi gli studi approfonditi che hanno permesso di identificare i Bronzi di Riace

Archeologia in lutto per la morte del friulano Paolo Moreno

Lutto nel mondo dell'archeologia e della storia dell'arte antica per la scomparsa di Paolo Moreno, nato a Udine 86 anni fa. Si spegne così un grande studioso e instancabile divulgatore, a cominciare dalle numerose e interessanti attribuzioni e identificazioni da Fidia a Prassitele il vecchio fino all'enorme contributo che diede per lo studio dei Bronzi di Riace.

"Da secoli il Friuli Venezia Giulia esporta le sue arti, i suoi saperi e i suoi mestieri in tutto il mondo. Paolo Moreno ha portato ovunque il suo sapere e la sua maestria e ovunque gli sono stati riconosciuti", lo ricorda l'assessore alla Cultura, Tiziana Gibelli.

"È stato un orgoglio del Friuli Venezia Giulia e la sua memoria ci sia di esempio - afferma Gibelli -. Che gli sia lieve la terra, lui se lo merita".

Biografia. Paolo Moreno era nato nel 1934 a Udine, dove aveva iniziato gli studi classici al Liceo Ginnasio Statale Jacopo Stellini: l’Associazione gli Stelliniani di Udine lo aveva invitato spesso a parlare di archeologia con gli allievi di ultima generazione al Liceo. Laureato in Archeologia cristiana con Adriano Prandi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari (1958), allievo di Doro Levi alla Scuola Archeologica Italiana di Atene (1961), di Ranuccio Bianchi Bandinelli e Giovanni Becatti a Roma (Diploma di Perfezionamento, Scuola Nazionale di Archeologia, 1964), era stato Direttore dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Bari, dove aveva promosso la serie Studi sull’antico (1–7, 1975–1985), poi ordinario di Storia dell’arte antica a La Sapienza di Roma, Facoltà di Magistero.

Dal 1992, anno di costituzione della Facoltà di Lettere e Filosofia nell’Università Roma Tre, al 2008, titolare della cattedra di Archeologia e storia dell’arte greca e romana, aveva sperimentato nel nuovo Ateneo una didattica presso musei, monumenti, mostre e laboratori di restauro (esemplificata nelle pagine di Sabato in museo, 1999, vedi Scritti n. 527), programmando all’inizio di ogni anno accademico il Forum di storia dell’arte antica con frequenza mensile per allievi e laureandi, su temi di comune interesse.

Già Redattore dell’Enciclopedia dell’arte antica classica e orientale (Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani), aveva collaborato ad analoghe iniziative internazionali (Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Artemis Verlag, Zurigo, Düsseldorf; The Dictionary of Art, Macmillan, Londra, New York; Künstlerlexikon der Antike, K. G. Saur, Monaco) e a numerose riviste specialistiche, italiane e straniere.

Nel giorno del 70esimo compleanno, il 30 ottobre 2004, aveva ricevuto il Premio Internazionale Tarquinia Cardarelli, sezione Archeologia, per l’attività divulgativa e con la motivazione che "gli si deve un nuovo corso nella storia dell’arte antica”: visione d’insieme degli originali greci continuamente recuperati attraverso scavi e rinvenimenti subacquei, ricomposti da frammenti nei depositi dei musei, talora misconosciuti capolavori rivalutati dalla critica. Tale è l’arricchimento (non da tutti avvertito) del contenuto della disciplina in quantità e qualità, che si è potuto estendere ai monumenti antichi il linguaggio maturato dagli storici dell’arte su opere a noi più vicine nel tempo. La coincidenza dei nuovi archetipi con repliche già presenti nelle collezioni, invita inoltre a non abbandonare (come altri vorrebbero) il metodo tradizionale di ricostruzione induttiva dalle copie, nei casi in cui il modello ellenico sia perduto. Di qui il manifesto sull’attualità di una poliversa “ricerca dei maestri”, Archeologia filologica e nuovi risultati da Agelada a Stefano, in Meisterwerke, 2005 [vedi Scritti n. 680), e l’ininterrotto sviluppo di saggi coerenti e conseguenti su temi fondamentali.

www.paolomoreno.com

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