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Cagliostro riappare in Friuli a 225 anni dalla morte

Ritrovata in un cimitero una pergamena dove l’alchimista prevede la pandemia e l’anno del rinvenimento

Cagliostro riappare in Friuli a 225 anni dalla morte

In una notta di luna velata una mano anonima scava nei pressi delle rovine di un antico cimitero su indicazione di una visione apparsagli in sogno. E proprio là, dove la fantasima gli ha detto, ritrova un cofanetto di legno, incrostato dai sedimenti dei secoli. Un piccolo forziere rinserrato da una morsa di ferro. Servirà la perizia di un fabbro per aprirlo, qualche giorno più tardi. Immagino l’ansia, l’attesa febbrile (e anche fabbrile, in questo caso!), la curiosità che brucia le tele dell’anima fino a non poterne più. Poi l’epifania, finalmente. Il contenuto è un cartiglio in pergamena, chiuso con un sigillo in ceralacca. Romperlo è un peccato, perché porta impresso un segno araldico, probabilmente calcato con un anello, come si usava. L’unica soluzione è farne una fotografia, almeno per serbarne memoria. Quindi, biblicamente, il sigillo viene rotto e il rotolo srotolato.

E’ stato vergato da una mano settecentesca, e lo scopritore non è in grado di decifrarne la scrittura. Capita che nel piccolo cubicolo entro il quale mi sono fatto tana in Biblioteca Guarneriana Antica, uno spazio angusto e stipato di libri nel cuore della Magnificenza più assoluta, oltre a studiosi e studenti capitino anche curiosi che chiedono notizie sull’antichità di un vecchio tomo ereditato dai nonni, ragguagli su ricerche intraprese, pongano questi su qualche etimologia bislacca o consigli su chi interpellare per farsi valutare una pergamena più o meno antica di cui sono venuti in possesso. Ed è sempre un piacere accoglierli, perché anche questa è la funzione di chi custodisce i libri di Guarnerio. O almeno così la penso io.


Capita spesso di essere piacevolmente sorpresi da quanto viene portato in visione. Ma devo ammettere che quando la mano anonima di cui sopra mi ha mostrato il suo piccolo tesoro un brivido di sorpresa misto ad eccitazione pura l’ho provato davvero. Alla fine della prima lettura, abbastanza veloce e avida, devo confessarlo, non credevo a quanto avevo letto, dunque ho chiesto un po’ di tempo in più e ho immerso gli occhi tra i righi inchiostrati per ripassarli con tutta la diligenza di cui sono capace. Il testo si chiudeva più o meno così: “E nell’anno del Signore del Venti Doppio, in tempo di mortifera pestilenza, si ritroveranno codeste carte che io sarò morto da due secoli e cinque lustri. Dato in Parigi, A.D. 1785”. La firma svolazzante era quella di Camillo Balsamo Conte di Cagliostro, alchimista e mago, morto nel carcere di San Leo il 26 agosto del 1795.

2 Commenti
renzoslabar

Ad Halloween metto questo.
E' tutto programmato, notare la tabella di marcia:
https://scenarieconomici.it/fughe-di-notizie-dal-canada.../
Ottobre 26, 2020 posted by Nicoletta Forcheri
Fughe di notizie dal Canada sul grande reset: campi di detenzione e tabella di marcia.

reant1972@libero.it

Ma.. Prof. Floramo, il conte di Cagliostro si chiamava Giuseppe Balsamo, non Camillo! Fa fede indiscutibile la buona Wikipedia, è inoppugnabile di questi tempi! https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cagliostro

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