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Calcio e Chiesa, che spettacolo!

Ripartenza della Serie A e riapertura degli edifici di culto sembrano essere i problemi più grandi del Paese

Calcio e Chiesa, che spettacolo!

Vi ricordate la vecchia barzelletta che circolava quando si poteva essere ancora politicamente scorretti? Nella maniera più nobile, lanciando strali contro i potenti, mica prendendosela con i poveracci. All’epoca gli intellettuali non frequentavano i salotti buoni, non occupavano le cattedre universitarie, ma davano voce ai malumori della gente. Bei giorni quelli. Quando il libero pensiero, caustico e graffiante, poteva bersagliare i poteri forti, sommergendoli di cachinni! Chiedo scusa per l’assonanza con quella materia di scarto organico poco edificante, ma cachinno vuol dire sghignazzo triviale, nulla di che. La scenetta era di questo tipo: davanti al Sinedrio, nel giorno del Venerdì Santo, Ponzio Pilato arringa la folla e grida: “Chi volete libero, Gesù o Barabba?” e dalla massa gli risponde una voce sola: “Barabba libero, Gesù in difesa!”.
La storiella catto-calcistica mi è rimbalzata in testa in questi giorni strambi, in cui, tra le millanta stranezze, incongruenze e grottesche carnevalate, due in particolare mi hanno profondamente colpito e che nei toni della vetusta storiella sembrano allacciarsi insieme nel viluppo del medesimo nodo.

La prima riguarda il campionato di calcio. Ovviamente la Serie A. Si sono scomodati ministri dello sport, baroni della Figc, opinionisti e perfino influencer. Sembrava che il problema pi grande del Paese fosse la sospensione delle partite. Il mio vecchio professore di chimica, al Liceo, amava sempre ricordarci che calcio e stronzio hanno qualcosa in comune, in fin dei conti. E forse aveva ragione lui, facendo capo a questo baraccone nazional popolare capace di movimentare più danari di quelli che basterebbero a sistemare la Sanità, la Scuola, la tutela del patrimonio artistico e culturale italiano.
E poi, a distanza di pochi giorni, la voce lagnosa dei vescovi italiani, uniti nel coro a piangere la chiusura delle chiese, l’assenza delle messe, la mutilazione delle anime dei buoni fedeli, condannati allastinenza. E subito mi si aperta nella mente una pagina meravigliosa di Sant’Agostino, dove si dichiara che il tempio più adatto per cercare il volto di Dio è “in interiore homine”. Nelle profondità di ciascuno di noi. o confrontato la rusticitas della chiesa madre di Aquileia con la Chiesa Spettacolo, il calcio spettacolo, la orte spettacolo di oggi. E ho rivisto quella vecchia vignetta dell’immenso Andrea Pazienza in cui Dio prende a calci il Mondo come fosse un pallone. Si intitolava “Giudizio Universale”.

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