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Casarsa celebra la ‘meglio gioventù’

Lusignis è il titolo della rassegna che punta a far conoscere i luoghi in cui il poeta e intellettuale visse e scrisse, unendo cultura e turismo: al centro, il suo romanzo ‘marxista’

Casarsa celebra la ‘meglio gioventù’

Nel 1949, settant’anni fa, Pier Paolo Pasolini scriveva a Casarsa il suo unico romanzo d’ambientazione friulana, poco prima di dire addio per sempre alla terra dove, dopo tante estati trascorse nella casa dei nonni materni, si era trasferito sette anni prima. Originariamente titolato I giorni del lodo De Gasperi e uscito solo nel 1962 per Garzanti, Il sogno di una cosa è il lavoro narrativo più apertamente marxista dell’autore a partire dal titolo, citazione letterale di una frase di Karl Marx, e dal tema: la lotta dei contadini friulani contro i grandi proprietari terrieri.
Fatti, personaggi e luoghi reali del dopoguerra nel Friuli occidentale si intrecciano in un romanzo dalla scrittura tradizionale, che celebra l’idillio friulano e al tempo stesso lo nega, visto che, di lì a poco (gennaio 1950), Pasolini sarà costretto dagli eventi a lasciare la sua Casarsa e la sua ‘meglio gioventù’, già celebrata in diverse raccolte poetiche e nella saggistica, ma mai più al centro della produzione narrativa.

Una ‘prima’ teatrale
Per celebrare l’anniversario letterario, la città ha organizzato una rassegna, Lùsignis - A Casarsa nei borghi di Pasolini, che punta a far conoscere e apprezzare i luoghi in cui il grande intellettuale visse e scrisse, unendo cultura e turismo, attraverso le sue prime opere in prosa e in versi. Le lucciole del titolo sono ovviamente un riferimento al famoso articolo pubblicato sul Corriere della Sera in cui Pasolini lamentava la loro scomparsa, come simbolo dell’inaridimento della cultura popolare a causa del progresso.
Il calendario prevede appuntamenti fino al 30 settembre, seguendo il filo conduttore del tema di quest’anno, il romanzo ambientato tra Casarsa, San Giovanni, San Vito al Tagliamento... Proprio le pagine de Il sogno di una cosa sono al centro della prima nazionale dello spettacolo Nini e Cecilia (la meglio gioventù), curato da Massimo Somaglino, che sarà proposto domenica 25 in piazza Vittoria a San Giovanni di Casarsa nello stesso punto in cui sono ambientate alcune pagine del romanzo, tra il duomo e l’antica loggia comunale.

I turchi e la summer school
Il programma prevede lo stesso giorno una Pedalata pasoliniana sempre nei luoghi del romanzo (con un’anteprima venerdì 23); convegni a cura del Centro Studi Pasolini il 12 e 13 settembre con Lisa Gasparotto e Gualtiero De Santi, Paolo Desogus e Franco Zabagli; la mostra La forma del borgo con le fotografie di Giovanni Castellarin; una visita ai luoghi pasoliniani col treno storico il 15 settembre.
Il 30 la chiusura della rassegna con Spetànt il Turc/Aspettando il turco di Angelo Floramo e Luca Altavilla, nel giorno in cui cadranno 520 anni dall’incursione dell’esercito Ottomano in Friuli: fatto storico che ispirò a Pasolini il suo dramma teatrale I Turcs tal Friûl, dove l’invasore di un tempo viene utilizzato per ricordare quello nazista della Seconda guerra mondiale. Sempre a settembre, dall’11 al 14, Casarsa accoglierà accademici da tutta Europa per approfondire l’opera poetica di Pasolini nella seconda edizione della Summer School dedicata a Pasolini, promossa dal Centro Studi pasoliniani.

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