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È Elisabetta Braidot la nuova maestra di ceramica di San Pier d'Isonzo

Già alcune idee in mente. "San Pier può diventare il paese della ceramica"

È Elisabetta Braidot la nuova maestra di ceramica di San Pier d\u0027Isonzo

Si è concluso il lungo iter per l’assegnazione del nuovo posto di ceramista a San Pier d’Isonzo. Dopo le varie prove, sia scritte che orali, l’apposita commissione, nominata per vagliare i nomi dei numerosi candidati che si sono presentati per succedere alla storica maestra Paola Masetti, è Elisabetta Braidot la nuova insegnante ceramista. Con 59,96 punti è risultata la prima in graduatoria, seguita a ruota da Michele Potleca, 51,40 punti, Tiziana Tsssini, 50,04 punti e Coceancig Tnia, 46,60 punti.

Braidot, goriziana classe 1985, ha frequentato dapprima l’istituto d’arte Max Fabiani di Gorizia per poi specializzarsi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove, tra l’altro, ha avuto modo di seguire i corsi di didattica per l’arte per i bambini. Tra le varie esperienze da segnalare anche laboratori al Pecei di Prato, a Faenza, dove ha seguito i corsi di ‘Giocare con l’arte’ di Bruno Munari, e alla Scuola del Fare di Mestre.

Nell’ultimo periodo, dal 2016, ha lavorato anche direttamente in laboratorio nella scuola di ceramica di San Pier d’Isonzo con vari progetti annuali, oltre che seguire il corso del venerdì pomeriggio e da circa due anni anche varie iniziative per coinvolgere genitori e bambini nei laboratori proposti.

“Voglio dare la mia impronta – sottolinea Elisabetta Braidot – e San Pier ha le carte in tavola per poter diventare anche un centro da sfruttare in modo sovracomunale”. Per quanto riguarda il futuro ci sono già i presupposti per l’avvio di ottimi progetti, “oltre che il discorso del Paese della Ceramica e la prosecuzione dei pannelli per le case”.

Braidot, come detto, succede a Masetti che dopo ben quarant’anni di onorato servizio potrà andare in pensione. Una vita dedicata non solo ai bambini ma anche all’arte e alla sua trasmissione e conservazione alle future generazioni, coltivata nella scuola intitolata a suo padre, Germano Masetti, che nel 1970 l’aveva creata assieme alla lungimiranza del sindaco di allora, Dante Cian, e al segretario comunale Antonio Marin. Progetto che è proseguito fino al 1979 quando, con la scomparsa di Germano, è stata proprio la figlia a proseguire.

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