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E se anche Amleto fosse friulano?

Graziano Urli, scrittore di Lestizza, ha pubblicato un romanzo originale e dagli scenari inediti: 'The Case of Friulian Hamlet/Il Câs dal Amlêt Furlan'

E se anche Amleto fosse friulano?

‘The Case of Friulian Hamlet/Il Câs dal Amlêt Furlan’ di Graziano Urli (ed. Europe Books) è un romanzo breve, scritto e pubblicato in inglese e friulano, ambientato in un solo giorno d’estate a Londra. La peculiarità è che le vicende narrate prendono spunto dallo studio del professore Cecil Clough, secondo il quale la tragedia ‘Romeo and Juliet’ di Shakespeare farebbe riferimento a una vera storia d’amore successa in Friuli all’inizio del Cinquecento.

Prendendo l’abbrivio da questa tesi, nel romanzo un neocostituito comitato è convinto che anche la tragedia ‘Hamlet’ di Shakespeare abbia origine da uno scenario tutto friulano. Farebbe, infatti, riferimento al presunto fratricidio del marchese Rizzardo Secondo da Camino, su mandato di suo fratello Guecellone all’inizio del Trecento.
Anche il castello di Amleto non si troverebbe a Elsinore in Dannimarca, ma nei pressi di Camino in Friuli, luogo dell’anima dei nobili trevigiani.

In questa complicata situazione si inserisce anche il vaneggiare di Amleto, un povero giovane del posto, che afferma di essere l’unico erede dell’estinta famiglia dei marchesi da Camino. Da qui si dipana il racconto, condensato nell'arco temporale di un giorno e che trova nei valori della tradizione il collante.

Graziano Urli abita a Lestizza e dopo aver dedicato la sua vita all'insegnamento dell'inglese, prima al Liceo ‘Martin’ di Latisana e poi, per quasi trenta anni, al Liceo Linguistico ‘Caterina Percoto’ di Udine. Fino al 2015 ha insegnato anche il friulano nei Corsi Serali organizzati dalla Società Filologica Friulana. Prima di The Case of Friulian Hamlet, Urli ha pubblicato
scritti e interventi nelle riviste della Società Filologica, e nel 2005 il Liceo ‘Percoto’ un volume, sempre in marilenghe, di un lavoro sugli antichi mestieri fatto con le classi, dal titolo ‘Mistîrs di une volte’.

“Senza avere minimamente la pretesa di mettermi al livello dei classici – spiega l'autore -, il mio lavoro ha tanti riferimenti storici, e frequenti collegamenti con opere di Shakespeare e di altri autori modernisti del Novecento inglese. L’uso frequente di citazioni fa riferimento alla tecnica della ‘fragmentation’ di Thomas Stearn Eliot, e al suo concetto di storia come la ripetizione di avvenimenti passati, e il passato come premessa del presente. James Joyce ha ispirato l’idea del viaggio di un giorno per Londra, e l’uso dell’inconscio che svela i ‘moments of being’ dei personaggi, e rivela la loro vera natura. Tuttavia, William Shakespeare è il vero protagonista del lavoro, e le citazioni dalle grandi tragedie (soprattutto Hamlet e King Lear) meglio rappresentano la crisi sociale del primo Seicento inglese, e rendono visibile la crisi esistenziale e di valori della realtà che stiamo vivendo”.

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