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Emilio Rigatti debutta con 'Retromundi'

Uno degli autori di viaggio più amati in Italia con oltre 10 libri alle spalle si è ispirato al retrobottega di una drogheria di paese, un luogo che ha vissuto e abitato fino alla sua estinzione

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Retromundi (Bottega Errante Edizioni) è il primo romanzo di Emilio Rigatti, ispirato dal retrobottega di una drogheria & ferramenta di paese, un luogo che ha vissuto e abitato fino alla sua estinzione. Uno degli autori di viaggio più amati in Italia con oltre 10 libri alle spalle in cui racconta il viaggio lento in bicicletta, a piedi, con il kayak, con libro culto come Minima Pedalia o La strada per Istanbul si cimenta con il suo primo romanzo.

Retromundi è un contenitore di storie e di tempo che scorre: invenzione, ricordo, rielaborazione, memoria. Un omaggio a uno sparuto gruppo di marinai di terraferma che, anche se molti non ci sono più, sono vivi nel suo affetto. La Drogheria & Ferramenta è un luogo accessibile a tutti. Il suo retrobottega, invece, solo a uno sparuto numero di personaggi. Tutti affabulatori, bevitori, amici tra loro, buontemponi ma anche filosofi di strada. Lì si beve, si raccontano storie, si ricordano i cari estinti ma soprattutto ci si sente parte di un gruppo obliquo, fuori dallo scorrere del tempo, tanto che il Narratore (il Professore) lo percepisce come “un sommergibile che naviga sotto il pelo del tempo”. Lo stare insieme attraverso la narrazione e il convivio sono una delle anime del romanzo e il sommergibile è un “contenitore di vite”. È caduto l’Impero romano, figuriamoci se non s’incaglierà fatalmente anche il sommergibile-retrobottega, affondato dai centri commerciali e dalla modernizzazione. Dalla nascita alla sua fine, un intreccio di storia e storie che ha come protagonisti “gli uomini del sommergibile”.


Il Droghiere nacque settant’anni fa nel retrobottega, sullo stesso tavolone dove oggi imbottiglia il vino e taglia le lastre di vetro, la tela plasticata e la rete d’ottone per le zanzariere. Dove mescola alcol e gomma, acquaragia, petrolio e altri liquidi odorosi e infiammabili. Nacque un giorno di giugno, mentre l’Italia contadina e operaia, fuori dal retrobottega, arava e forgiava per fornire ai soldati dell’Impero grano e moschetti, immersa in nugoli di pula dorata trasportata dal vento e accesa dalle scintille che scoccavano dai martelli sulle incudini. Nanda, la levatrice, aveva soppesato quel corpicino umido, ne aveva scrutato il volto bianco e pieno di rughe come quello di un vecchietto appena spirato. Neanche Dio in persona avrebbe mai detto che quello, un giorno, sarebbe diventato un Droghiere, e del resto non c’era nessun indizio che lo suggerisse.
(da Retromundi di Emilio Rigatti)

Sarà un’estate di presentazioni per Retromundi: a Pordenone alla Quo Vadis? Libreria del viaggiatore venerdì 11 giugno alle 19:45, ad Aquileia alla Cantina Vini Brojili mercoledì 16 giugno alle 18:30, a Monfalcone per Aspettando Geografie venerdì 18 giugno alle 18, a Cervignano del Friuli al Giardino dei diritti giovedì 24 giugno alle 21.

Emilio Rigatti, insegnante e scrittore, ma soprattutto cicloviaggiatore, ha pubblicato 10 libri, tutti per Ediciclo Editore, dedicati all’andamento lento in bicicletta, a piedi, con il kayak. Tra di essi ricordiamo quello d’esordio, La strada per Istanbul (insieme a Paolo Rumiz e Tullio Altan, premio “Albatros” per la letteratura di viaggio); Minima Pedalia; Dalmazia Dalmazia. Ultimo libro è Ichnusa, un viaggio in bicicletta in Sardegna. Ama definirsi uno scrittore di confine. Oltre a viverci, sul confine, ha nel suo DNA tracce di croati, dalmati, serbi, ebrei e veneti.

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