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I codici danteschi friulani in mostra a Cividale

Dal 19 settembre al 7 novembre, il Museo archeologico nazionale ospita quattro pezzi unici presenti nelle biblioteche della regione, oltre al gioiello trascritto da Nicolò de Claricini

I codici danteschi friulani in mostra a Cividale

In occasione del suo 50° anniversario, la Fondazione de Claricini Dornpacher ha ideato il percorso Tutte quelle vive luci, una ricca serie di iniziative per il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri. Un filo rosso lega infatti la famiglia de Claricini al Sommo Poeta: il letterato Nicolò de Claricini, nel 1466, trascrisse la Divina Commedia, l’unico codice dantesco editato e commentato in latino in Friuli. Il manoscritto è tra i pezzi pregiati esposti nella mostra Codici friulani della Commedia.
Un itinerario dantesco da Nicolò Claricini (1466) a Quirico Viviani (1823), che apre al pubblico domenica 19 al Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli. Fiore all’occhiello delle manifestazioni dantesche organizzate dalla Fondazione, la mostra curata da Matteo Venier, docente di Letteratura italiana del Rinascimento, raduna per la prima volta tutti i codici danteschi attualmente conosciuti, prodotti o custoditi in Friuli, fra i quali proprio quello editato da Nicolò de Claricin, dal 1971 di proprietà, per lascito testamentario, della Biblioteca civica di Padova.

Oltre al prezioso codice Claricini, un manoscritto corredato di miniature di grande pregio, al Museo di Cividale saranno esposti altri quattro codici custoditi in Friuli: il Fontanini della Biblioteca civica guarneriana di San Daniele del Friuli, risalente alla fine del secolo 14°-inizi secolo 15°; il codice Bartoliniano dell’omonima biblioteca udinese; il codice Florio della fine del secolo 14°, conservato nella biblioteca della Università degli Studi di Udine; il codice Sonnino, attualmente conservato a Roma, ma precedentemente proprietà della biblioteca del Seminario di Udine. Vi è poi il frammento del Paradiso conservato nella Biblioteca Civica ‘Joppi’ di Udine. Al nucleo dei codici danteschi sono affiancati alcuni manoscritti copiati in Friuli e connessi variamente con il poema dantesco che, seppure indirettamente, ne testimoniano la diffusione e la lettura.
“È la prima volta che l’antico codice Claricini ritorna nella nostra regione – sottolinea il presidente della Fondazione Claricini Dornpacher, Oldino Cernoia - e lo fa nel contesto di una mostra unica nel suo genere. L’esposizione offre a tutti la possibilità di ammirare queste importantissime testimonianze della nostra cultura e della nostra storia, beni dal valore inestimabile che in questo modo diventano patrimonio di tutti”.
“Obiettivo principale di questa mostra – spiega il curatore Matteo Venier – è documentare e far conoscere al pubblico la fortuna e l’incidenza che l’opera di Dante ebbe nella cultura friulana tardo medievale, moderna e contemporanea. Ed è anche l’occasione per ripercorrere, attraverso appositi pannelli espositivi, la diffusa leggenda del soggiorno di Dante in Friuli all’epoca del patriarca Pagano della Torre”.
A completare l’esposizione, un video che offre al pubblico la lettura di alcuni passi danteschi a cura di Angelo Floramo (Inferno), Antonella Sbuelz (Purgatorio) e Gian Mario Villalta (Paradiso). Codici friulani della Commedia. Un itinerario dantesco da Nicolò Claricini (1466) a Quirico Viviani (1823) è realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine – Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale, il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli e i Comuni di Cividale, Moimacco, San Daniele del Friuli, Udine e Padova, e sarà visitabile fino al 7 novembre. 

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