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Il bando non ha prodotto genialità

C’è grande perplessità tra chi fa cultura in regione sui risultati portati dai progetti su Leonardo

Il bando non ha prodotto genialità

“Cosa ha portato il bando su Leonardo al Friuli-Venezia Giulia? – si chiede Alberto Bevilacqua, presidente del Css Teatro stabile di innovazione -, quanti turisti italiani e stranieri sono venuti nella nostra regione per partecipare a uno spettacolo o a un incontro organizzato qui?”
I bandi tematici devono avere obiettivi precisi. L’abbinamento cultura e turismo può essere un obiettivo, e “quando ha annunciato il tema – continua Bevilacqua -, l’assessore Gibelli ha spiegato che il Friuli si sarebbe potuto agganciare alle altre iniziative promosse a livello nazionale. In realtà, non so se l’obiettivo sia stato raggiunto”.
Non nasconde, quindi, la sua perplessità il presidente della prima associazione tra le 57 giudicate ammissibili, ma non sostenute per mancanza di risorse.  
“Il Friuli-Venezia Giulia – continua Bevilacqua - finanzia la cultura più di altre Regioni in Italia. Non vedo il bando tematico come una ‘costrizione’, piuttosto sarebbe bene che la Regione sapesse cosa vuole per il futuro. Il bando su Leonardo ha abbracciato tanti ambiti culturali. La fine del Patriarcato di Aquileia (tema proposto per il 2020, ndr) è sicuramente più stringente. Il tema di un bando dovrebbe essere meno specifico. Non si possono escludere sezioni di default”.
Per Bevilacqua, però, “è normale che un interlocutore pubblico che finanzia un privato possa decidere il contenuto del bando che propone. Sarebbe meglio, però, avere a disposizione una triennalità, per decidere con calma contenuti e stringere collaborazioni. Così il bando sarebbe uno strumento che potrebbe essere utilizzato meglio”.
Per quanto riguarda il tema del bando per il 2020, “la fine del Patriarcato di Aquileia – conclude Bevilacqua - potrebbe servire a finanziare progetti per Aquileia. Il bando non è ancora uscito, vedremo a cosa porterà. Bisogna essere fiduciosi”.
Già autrice e produttrice dello progetto ‘Il Cenacolo’ ispirato a Leonardo, la coreografa e danzatrice Marta Bevilacqua di Arearea - intervistata da Andrea Ioime durante il programma ‘L’uomo delle stelle’ su Telefriuli - risponde di non essere preoccupata dal rischio di omologazione vista l’indicazione precisa del bando.
“La difficoltà – spiega Bevilacqua - è sempre la modalità in base alla quale i temi sono scelti. Io non vivo mai il limite come privazione della libertà. Anzi, per me è molto stimolante riuscire a scavallarlo. Però ritengo – conclude la coreografa - che dal punto di vista culturale e politico ci siano priorità sulle quali gli artisti dovrebbero concentrarsi e che ci siano attinenze con l’ambiente in cui vivono. E su questo ho qualcosa da dire”.

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