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Il corpo come opera d'arte

Il weekend Zeropixel, da giovedì 25 a domenica 28 l'inaugurazione della mostra del fotografo e viaggiatore tedesco Jan Schlegel

Il corpo come opera d\u0027arte

Il fiore all’occhiello sarà l’inaugurazione, venerdì 26 novembre alle 18 allo spazio d’arte trart (viale XX settembre, 33) della mostra personale del noto fotografo tedesco Jan Schlegel. Ma il programma di Fotografia Zeropixel si estenderà per tutto il weekend, da giovedì 25 a domenica 28, con laboratori e iniziative per il pubblico.

Partiamo dalla mostra “Il corpo come opera d’arte”, che curata da Federica Luser e Giacomo Frullani, presenterà una serie di raffinatissimi scatti del noto fotografo e viaggiatore, affascinato dai corpi, spesso usati come tela, dalle pitture sulla pelle. Le foto di Schlegel fissano la bellezza plastica di torsi di uomini e corpi di donne nella loro unicità di esseri umani. La scelta del bianco e nero, il ritocco a pennello e la stampa al platino palladio gli permette di concentrare tutta la sua passione per quei corpi, scrive Luser nella sua introduzione critica alla mostra. Il soggetto è immobile davanti alla camera e a volte l’occhio del fotografo non vuole nemmeno incontrare i suoi occhi, ma si limita a raccontare la storia del suo corpo, che è una storia individuale, ma anche quella di un popolo o di una tribù specifica che si esprime attraverso i segni e disegni dai significati più diversi. Jan Schlegel ha viaggiato e viaggia molto, conosce a fondo molte tribù africane e popoli asiatici. Gioca, anche, con il corpo femminile, creando composizioni di una bellezza eterea e senza tempo: li colloca su un piedistallo e li modella con il mezzo meccanico al posto di martello e scalpello; li inserisce in fondi neutri fra cascate di fiori e foglie. Agisce come fosse un pittore quattrocentesco con le sue donne delicate e armoniose in un’atmosfera contemplativa. Se nei cicli Tribes of our generation e Essence mantiene una tensione emotiva sospesa tra ritualità passata e presente nelle opere che verranno presentate qui, parte della serie Muses, l’intenzione estetizzante è più evidente e ci coinvolge in una sensazione di morbido piacere. La mostra sarà visitabile dal 29 novembre all’8 gennaio 2022, dal lunedì al sabato dalle 17.30 alle 19.30. Venerdì e sabato sarà presente in mostra il fotografo e la galleria aprirà alle 16 per permettere l'accesso a un maggior numero di persone. E' necessario prenotare la visita scrivendo a edizioni.trart@gmail.com indicando un orario di massima.


Il giorno precedente, giovedì 25 novembre alle 16, alla Fototeca del Comune di Trieste (Palazzo Gopcevich - Via Rossini, 4), FZP proporrà il laboratorio “Il corpo della fotografia”, con Barbara Cattaneo ed Eugenia Di Rocco, dell’Associazione Fotonomia di Firenze e con Claudia Colecchia, responsabile della biblioteca e fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte del Comune di Trieste. Sarà proposto un percorso nella storia della fotografia e delle sue tecniche attraverso l'osservazione diretta dei materiali fotografici storici della Fototeca dei Musei Civici di Trieste. L’indagine sul corpo della fotografia si svilupperà analizzando sotto la superficie dell’immagine e guardando oltre il soggetto ritratto. Massimo 20 partecipanti.

Sabato 27 novembre alle 16, al Magazzino 26, sarà proposto un workshop dedicato alla “Introduzione alla stampa su carta salata”, sempre tenuto da Barbara Cattaneo, Eugenia Di Rocco dell’Associazione Fotonomia di Firenze, e con Manuel Fabbro. Un laboratorio dedicato a chi vuole cimentarsi nell'antica tecnica della stampa su carta salata, tecnica madre e base del concetto di negativo/positivo fotografico. La tecnica verrà inquadrata storicamente (dai disegni fotogenici alle carte salate, dalla calotipia alle carte salate albuminate), descritta e infine praticata: ogni partecipante avrà la possibilità di realizzare una propria stampa su carta salata. Massimo 10 partecipanti.

Domenica 28 novembre infine, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, all’esterno del Magazzino 26, Daniele Sandri, fotografo Minutero per passione, sarà presente con le sue fotocamere auto-costruite e con il suo camper/studio “Piciuluti”, per una dimostrazione pratica e realizzazione di fotografie analogiche immediate. Chi vorrà potrà farsi ritrarre e riceverà gratuitamente una stampa ai sali d’argento. Per quest’iniziativa non serve l’iscrizione. Per tutte le altre invece è richiesta, inviando una mail a info@fotografiazeropixel.it e indicando nome, cognome, attività che si vuole seguire e data. Il calendario completo e aggiornato delle attività del festival, tutte gratuite, è disponibile sul sito www.fotografiazeropixel.it. L’accesso agli spazi è consentito, come da normativa vigente, previa presentazione del Green pass.

Organizzato da Associazione Acquamarina, Fotografia Zeropixel quest’anno ha ampliato ancora le sue collaborazioni internazionali, con nuove partnership prestigiose al di qua e al di là degli oceani - con l’associazione Gabinete fotográfico di Puebla (Messico), l’associazione 120Love di Tokyo (Giappone), la Galerija Fotografija di Lubiana (Slovenia) - che si aggiungono a quelle consolidate con la Biblioteca Statale “Stelio Crise” di Trieste, la Grin Gallery di Umago (Croazia), e, in Italia, con il Circolo Culturale Fotografico Carnico, l’Associazione Fotonomia di Firenze che organizza anch’essa un festival fotografico analogico, l’Associazione Silver Age, l’Associazione Prologo, l’Associazione Leali delle Notizie, lo Spazio d’arte trart, l’Associazione TriesteAltruista e RDT Radio Station di Trieste. Fondato da Annamaria Castellan, Massimiliano Muner e Michela Scagnetti, il festival si avvale della conduzione artistica di Ennio Demarin e viene realizzato grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e del Credito Cooperativo di Trieste e Gorizia, in coorganizzazione con il Comune di Trieste, Comune di Tolmezzo, Consorzio Culturale del Monfalconese/Ecomuseo Territori e con l’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia.


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