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Il Friuli riscopre il sangue blu

Gianni Virgilio dà voce ai discendenti di dieci casati nobiliari locali per raccontare il passato e il legame ancora vivo con la nostra terra

Il Friuli riscopre il sangue blu

Legata a doppio filo con la storia del Friuli c’è quella dei casati nobiliari che ne sono stati protagonisti. Questo è logico e ovvio nel passato, quando le vicende storiche avevano sempre a che fare con i nobili che controllavano un territorio, ma ha un doppio significato anche oggi. Il primo è l’impegno nel conoscere la storia e nel preservarne la memoria, il secondo è avere la capacità di leggere il presente. In questo ci può essere d’aiuto un testo come ‘Breve storia di casati friulani… ovvero nobiltà del Friuli’ curato dall’architetto Gianni Virgilio e pubblicato da Andrea Moro editore.
Da tempo impegnato in un lavoro di ricerca su dimore, palazzi e castelli della nostra regione, Virgilio ha voluto compiere un ulteriore passo avanti, narrando cosa succedeva all’interno di quelle antiche e illustri mura.

Frammenti di storia
Per farlo, ha voluto coinvolgere in prima persona i diretti protagonisti, cioè i discendenti di dinastie e casati che rievocano vicende antiche e poco conosciute in una terra dal destino molto particolare, come la nostra. Si tratta di un ritratto composito e variopinto, quasi un affresco monumentale, poco conosciuto al di fuori dei nostri confini, ma affascinante e ricco di spunti.
Le famiglie nobiliari giunsero in Friuli a seguito degli imperatori tedeschi nel basso medioevo oppure acquisirono i quarti di nobiltà durante il Patriarcato di Aquileia. E’ per questo motivo che Virgilio sceglie il periodo tra l’XI e il XII secolo per iniziare la sua rassegna, comprendente il 1077, l’anno –chiave della storia friulana. Una dettagliata introduzione spiega poi il contesto storico dell’affermazione dei nobili in Friuli. Nei vari saggi presentati ulteriori elementi per contestualizzare le vicende delle famiglie, intrecciate con quelle della ‘piccola patria’ e delle sue comunità.

I protagonisti
Castelli, ville, palazzi, chiese, monasteri, città e paesi contribuirono, attraverso i propri abitanti, a scrivere importanti pagine di storia e che confluirono poi nella nascente identità friulana.
“Della ventina di casati dai quali ho iniziato – spiega l’autore – sono sceso a 14, perché alcuni si sono estinti nel corso dei secoli. Di questi, alcuni non hanno voluto partecipare alla stesura, così sono arrivato a un elenco di 10 famiglie delle quali si racconta la storia. I protagonisti sono i casati d’Arcano, di Caporiacco, Frangipane di Castello e Tarcento, Colloredo Mels, Savorgnan Cergneu di Brazzà, di Spilimbergo, di Strassoldo, di Porcia e Brugnera, Moraes di Prampero, di Valvasone Cucagna raccontati, come detto, dalla penna dei discendenti. Gli archivi custoditi nei loro castelli e palazzi sono una fonte preziosa sulla vita quotidiana, religiosa, politica e contadina dei secoli scorsi. Ciò che emerge è che i nobili del Friuli sono stati testimoni del nostro passato e delle nostre radici culturali e rappresentano una storia da salvaguardare”
Una storia affascinante dove tutto accade attraverso equilibri e segnali spesso impercettibili.
Il volume sarà presentato mercoledì 6 alla Biblioteca Joppi di Udine in un evento organizzato dall’Ordine degli architetti.

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