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Il Giappone, la patria della fotografia

Alla Galleria ‘Pizzinato’ di Pordenone, immagini fra tradizione e modernità

Il Giappone, la patria della fotografia

A margine della mostra ‘Yume – Sogni giapponesi’, promossa dal Comune di Pordenone - che presenta una significativa selezione di fotografie giapponesi all’albumina colorate a mano, tratte dalla Collezione Vittorio, per la curatela di Magda Di Siena -  nella Galleria d’arte moderna e contemporanea Pizzinato di Pordenone, mercoledì 11 alle 18 si tiene l’incontro ‘Fotografia in Giappone: un passo nella modernità’.

Fabio Amodeo, già docente all'Università Iulm di Milano e all'Università di Trieste, storico della fotografia, analizzerà la coincidenza tra l’introduzione della fotografia in Giappone e i cambiamenti socio politici economici in atto, che determinarono nella seconda metà dell’Ottocento la fine della chiusura del paese del sol levante al resto del mondo.

L’arrivo della fotografia può dunque essere considerato un fattore della modernità, un tassello importante in quel processo straordinariamente rapido ed efficace che nel giro di 40 anni trasformò il Giappone, portandolo all’industrializzazione e all’ingresso tra le grandi potenze mondiali. E proprio la fotografia è stato uno dei settori in cui il Giappone ha saputo diventare leader mondiale, se solo pensiamo a marchi come Canon e Nikon.

L’argomento darà modo di tratteggiare il ritratto di Felice Beato (di cui alla galleria ‘Pizzinato’ sono in mostra diverse opere), nativo di Corfù ai temi del protettorato britannico, pioniere del fotogiornalismo, che fu tra i primi a portare la fotografia in Giappone, dove arrivò nel 1863, gettando le basi di una produzione fotografica affidata ad artisti locali, oggi identificata come Scuola di Yokohama.

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