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Memorie dal sottosuolo, cronache dalla pandemia

Dal 31 agosto al 21 settembre in esposizione presso la Sala Xenia e il Bar Knulp le opere di più di 80 artisti in cui esprimono cosa ha rappresentato per loro il Covid

Memorie dal sottosuolo, cronache dalla pandemia

Il Tact Festival (organizzato dal Cut Trieste) presenta, in collaborazione con l'Associazione Culturale DayDreaming Project e la Comunità Greco Orientale di Trieste, la grande mostra del TACT&ART curata da Giovanni Spano, che si terrà dal 31 agosto al 21 settembre e seguirà il tema della pandemia: il titolo è infatti “MEMORIE DAL SOTTOSUOLO – cronache dalla pandemia”. Ad affiancare Giovanni Spano nella consulenza artistica Giada Caliendo, Antonio Freni, Roberta Pastore e Massimo Premuda.

L'inaugurazione è prevista per il 31 agosto alle ore 19.00 presso la sala Xenia della Comunità Greco Orientale di Trieste. Alcune opere verranno esposte anche presso il Bar Libreria Knulp, con inaugurazione 1° settembre ore 19.00.

Nella sala espositiva Xenia della Comunità Greco Orientale di Trieste verranno esposte le opere di più di 80 artisti provenienti dalla scena triestina e dal tutto il territorio nazionale. L'evento inquadrerà vari settori di diverse discipline artistiche: dalla pittura al disegno di artisti della regione che collaborano con l'associazione da diverso tempo, un nutrito gruppo di illustratori che appartengono al mondo della street art e della graphic novel (tra cui Alberto Ponticelli, fumettista della Marvel), una accurata selezione di street photographers proveniente da ogni parte del globo a cura di Roberta Pastore che gestisce da oltre 10 anni il progetto “Street photography in the world” con 195.000 fotografi iscritti. E ancora una sezione video, di cui farà parte anche un progetto che vede coinvolti gli alunni dell'istituto comprensivo Max Fabiani di Trieste, a cura di Antonio Freni, insegnante e artista. Il progetto video prevede 8 video di circa 3 minuti l'uno prodotti da 8 ragazzi della classe quinta della scuola superiore Max Fabiani (Trieste) che raccontano il loro vissuto in lockdown e la preparazione all'esame.


Durante la prima settimana espositiva, inoltre, si terranno due performance legate a pitture, suoni e danza.

Il curatore Giovanni Spano afferma: “In questo momento storico, volenti o nolenti, siamo stati tutti costretti a fermarci e sono entrati nel linguaggio comune termini come pandemia, covid 19 e, ancora più inquietante, distanza sociale, che implica, nella sua pur asettica formulazione, una serie di traumi emotivi, tra tutti l'impossibilità di poter stare vicini se non a distanza di sicurezza con altri esseri umani. E l'uomo, come ben sappiamo, è l'animale sociale per eccellenza.

Ciò ha spinto tutti a una profonda riflessione in tutti i campi e, nello specifico per le associazioni culturali, sullo stato dell'arte.

Perchè dietro una sigla o una associazione, come il Daydreaming Project e il CUT Trieste, ci sono delle persone che hanno fatto dell'arte uno strumento che in primis è di comunicazione, di socialità, di scambio di esperienze, del toccarsi, condividere, nei fatti e nelle idee, una esigenza che ogni artista sente sua come l'aria che si respira o il pane quotidiano”.

Tutto questo porta tutti, artisti e non, a girare lo sguardo, a voltarsi indietro e fare un bilancio, che non deve per forza essere positivo o negativo, ma vuole piuttosto essere un fermarsi e riflettere su quale sia stato il percorso, dove siamo adesso e quale potrebbe essere l'incerto futuro.

La mostra sarà una “chiamata alle arti” dove gli artisti esprimeranno coi loro strumenti artistici, che spaziano dalla pittura, disegno, fotografia, grafica e scultura quello che per loro è stato il blocco forzato, ben consci che nulla poteva arrestare la loro parte creativa.

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