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Monfalcone capitale della cantieristica

Al MuCa inaugurata la mostra 'Cent'anni dalla fondazione delle officine ferroviarie', visitabile fino al 31 gennaio 2022

Monfalcone capitale della cantieristica

È stata inaugurata questa mattina al MuCa - Museo della Cantieristica di Monfalcone la mostra che celebra i “Cent’anni dalla Fondazione delle Officine Ferroviarie”, alla presenza del Sindaco Anna Cisint e dell’assessore regionale Sebastiano Callari.
La mostra realizzata con la collaborazione dell’Associazione Museo Ferroviario di Trieste e la Fondazione Fincantieri, vuole essere un omaggio alle capacità produttive del cantiere e ai tecnici e alle maestranze che con le loro capacità hanno dato prestigio ai cantieri navali di Monfalcone e ci ricorda che tecnologia, innovazione e lavoro sono i caratteri distintivi del successo e del valore di questo stabilimento, dalla sua fondazione nel 1908 ai giorni nostri.

“Questo museo rappresenta la parte importante del nostro essere monfalconesi, del nostro orgoglio e del nostro senso di appartenenza,” ha dichiarato Cisint. “E lo stesso Cantiere è diventato quello che è oggi anche grazie all’inaugurazione 100 anni fa delle Officine Ferroviarie, che sono felice di poter festeggiare oggi con voi, con questa mostra qui in questo luogo simbolo".

"Se oggi dovessimo scegliere una capitale europea della cantieristica, questa non potrebbe essere che Monfalcone. Una città che ha una storia importante che non va limitata solo alla costruzione delle grandi navi. Nei suoi cantieri sono stati realizzati infatti aerei, treni e carrozze come racconta in modo straordinario il Museo della Cantieristica, il tempio dell'identità e della vita dei monfalconesi", ha detto Callari. "È decisamente riduttivo chiamare museo questo spazio, nato nel 2017 per testimoniare attività, professioni e mestieri ancora vivi - ha sottolineato Callari -. Un luogo che, grazie alla lungimiranza dell'Amministrazione comunale, rende pieno onore alle persone e ai tanti operai che hanno fatto grande Monfalcone".

"Negli anni '20 i cantieri sfornavano un carro ogni giorno. E sempre in questa città si è dato vita a una catena di montaggio che ha fatto scuola nel mondo. Per queste ragioni - ha concluso Callari - è sempre una grande emozione visitare nuovamente gli spazi del Museo della Cantieristica".

Sono trascorsi cent’anni da quando nello stabilimento navale di Monfalcone, nel 1921, vennero aperte le Officine Ferroviarie. Sono state, anch’esse, un passaggio significativo di una storia straordinaria di un cantiere che è stato, e continua ad essere, fra i leader mondiali nella costruzione di navi, - transatlantici e da crociera, - fra le più belle e maestose.

La brillante mentalità imprenditoriale dei Cosulich, allora gestori in prima persona di quello che a quel tempo si chiamava Cantiere Navale Triestino, dopo le distruzioni della Prima Guerra Mondiale portò non solo a ricostruire, in maniera ancor più ampia e moderna, i bacini navali distrutti dai bombardamenti, ma a dar vita a nuove iniziative di successo nel campo aeronautico, elettromeccanico e, appunto, ferroviario. Su quest’ultimo fronte, venne ripreso un progetto di qualche anno prima che prevedeva la realizzazione di un raccordo ferroviario tra la stazione di Ronchi di Monfalcone, come si chiamava allora, e lo stabilimento di Panzano. Le pratiche iniziarono nell’aprile del 1919 e un anno e mezzo dopo il tratto ferroviario era pronto.

Nel 1921 fu la volta delle Officine Ferroviarie nelle quali, in una vasta area nel lato nord del cantiere, vennero realizzati e riparati circa 1800 carri. Questa attività ebbe uno sviluppo anche nel secondo dopoguerra, dal 1947, coinvolgendo oltre al reparto ferroviario, anche le officine elettromeccaniche contribuendo in tal modo alla ricostruzione delle ferrovie italiane con veicoli a trazione elettrica, sino alla fine degli anni’80. Furono costruiti anche autobus e filobus necessari alla rinascita del nostro Paese che, uscito dalla guerra, si avviava al boom economico degli anni Sessanta.

La mostra è visitabile fino al 31 gennaio 2022, dal venerdì al lunedì dalle 10 alle 18.

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