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Per la cultura della pace, in nome di Giulio Regeni

L'assessore regionale all'Istruzione e alla Pace, Loredana Panariti, intervenendo a Zugliano di Pozzuolo del Friuli a un seminario nazionale di studio, ha proposto di dedicare al ricercatore ucciso in Egitto un assegno di ricerca

Per la cultura della pace, in nome di Giulio Regeni

"Occorre sostenere la cultura della pace, troppo a lungo trascurata nonostante a poca distanza dalla nostra realtà, in tempi non lontani, si sia vissuto il dramma della guerra, e ricordare Giulio Regeni finanziando un assegno di ricerca". È quanto ha affermato l'assessore regionale all'Istruzione e alla Pace, Loredana Panariti, intervenendo a Zugliano di Pozzuolo del Friuli al seminario nazionale di studio, formazione e ricerca, 'Conoscere e spiegare le guerre dei nostri giorni', tenutosi al centro di accoglienza Ernesto Balducci. Un evento, rivolto ai dirigenti scolastici e agli amministratori ma perto al pubblico, che è sostenuto dalla Regione e fa parte di un percorso che culminerà il 15 e 16 aprile con il 2° Meeting nazionale delle scuole per la pace, la fraternità e il dialogo, in programma ad Assisi. Il seminario è stato è stato introdotto, nel ricordo di Giulio Regeni, da don Pierluigi Di Piazza, fondatore del Centro Balducci, ed è stato riprendendo le sue parole che l'assessore Panariti ha affermato come occorre -"riprendere il discorso della pace, che negli anni '80 era ben presente nella vita di tutti, per riflettere assieme, confrontarsi sui pericoli della guerra, e condividere il bene comune della pace". "Anche - ha specificato Panariti - coinvolgendo chi non la pensa come noi; oggi, in presenza dell'ospitalità e della convivenza, questo è divenuto un tema centrale per la nostra società". Come raggiungere tale obiettivo? Secondo l'assessore Panariti "non attraverso sterili proclami, bensì partendo dal presupposto che i diritti valgono per tutti, e ricordandoci che la crisi in atto ha messo ai margini tante persone che non sono in grado, da sole, di far sentire la loro voce". In questo senso, per l'assessore regionale la politica svolge un ruolo centrale. Panariti, parlando più specificamente di Giulio Regeni, ha ricordato che "stiamo vivendo in un'epoca nella quale si sostiene che l'economia può fare ameno della democrazia, e occorre poter trasmettere sicurezza e fiducia ai nostri giovani". Ha quindi ricordato le manifestazioni, e il percorso che è in atto per rilanciare la cultura della pace, ricordando il dramma vissuto direttamente in queste terre cento anni fa con la Grande guerra, e ribadendo che l'idea della libertà, come condivisione all'interno di una comunità, consiste anche nel mettersi in relazione con gli altri. L'assessore Panariti ha concluso ribadendo la necessità del confronto, anche con chi non condivide ancora le nostre idee. Nel corso della mattinata esponenti degli enti locali, del mondo scolastico, ma anche storici come Angelo Del Boca, missionari come padre Kizito Sesana, comunicatori, ricercatori e studiosi, si sono interrogati sulla situazione di pace e sulle guerre in atto in diverse parti del mondo, come sui conflitti che sembrano non avere mai fine tra Paesi contermini.

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