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Peter Handke e il teatro

Mercoledì 11 dicembre a palazzo Antonini si parla di descrizione, evoluzione e fasi della produzione teatrale

Peter Handke e il teatro

L’Associazione Biblioteca Austriaca e il Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Ateneo di Udine organizzano una conferenza dedicata a Peter Handke, scrittore e drammaturgo austriaco, premio Nobel per la letteratura 2019. L’appuntamento dal titolo “Peter Handke e il teatro”, è per mercoledì 11 dicembre alle 17.30 nell’aula 7 di palazzo Antonini, in via Petracco 8 a Udine. Relatore sarà Francesco Fiorentino dell’Università di Roma Tre, insigne studioso dello scrittore austriaco.

La conferenza offrirà una panoramica della produzione teatrale di Peter Handke, descrivendone l’evoluzione e le fasi, discutendo le sue forme e suoi aspetti particolari, soffermandosi su alcuni suoi momenti significativi e sui suoi presupposti poetologici.

Nato in Carinzia a Griffen nel 1942, Handke è stato insignito del Nobel «per il suo lavoro influente che con abilità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell’esperienza umana». Handke è autore di prosa e teatro, ma anche saggista e sceneggiatore, spirito polemico e provocatore fin dagli esordi. Negli anni Sessanta memorabile il monologo teatrale Insulti al Pubblico (1966). Con il regista Wim Wenders collabora per molti anni, già nel 1970 dal suo romanzo Prima del calcio di rigore, nasce l’omonimo film; ma il maggiore successo di questa collaborazione è senza dubbio Il cielo sopra Berlino (1987) Tra le sue prose più toccanti il racconto autobiografico Infelicità senza desideri (1976), dedicato alla madre suicida. Il riconoscimento svedese è stato accolto in maniera controversa a causa delle posizioni filoserbe sulla guerra in Jugoslavia (Un viaggio d’inverno ovvero giustizia per la Serbia, 1996). Ma da ricordare, riguardo al politico Handke, anche il pezzo teatrale Ancora tempesta (2010), in cui viene messa in scena la storia poco nota dei carinziani sloveni, partigiani, e della loro “Resistenza” al Nazismo. Da sempre amato, tradotto in Italia e seguito fin dagli esordi si ricordano alcuni dei suoi maggiori successi: I Calabroni, La storia della matita, I bei giorni di Aranjuez, Saggio sulla stanchezza, Canto alla durata, La notte della Morava, Storia con bambina.

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