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Una saga familiare tra le due guerre

‘La maLaluna’, romanzo d’esordio del poeta Maurizio Mattiuzza, racconta un pezzo di Friuli ‘di confine’ di lingua slava da Caporetto al ‘43: una storia di persone ‘vinte’ e della loro lotta per sopravvivere

Una saga familiare tra le due guerre

Un romanzo storico, ma anche un racconto familiare, personale e corale al tempo stesso, per dimostrare come le scelte individuali, anche quelle apparentemente più insignificanti, possono essere determinanti nel movimento inarrestabile della storia con la maiuscola. Dopo aver vinto diversi premi di poesia nazionali (Alda Merini, Carlo Levi, Laurentum...), il poeta friulano ‘plurilingue’ Maurizio Mattiuzza ha scelto per il suo esordio narrativo un racconto che lo riporta alle vicende della sua famiglia di origine, cento anni fa.
La malaluna, pubblicato da edizioni Solferino (la casa editrice di Rcs), sarà presentato sabato 15 a Buttrio, a Villa di Toppo Florio a Buttrio, nel corso di una serata ‘doppia’ che prevede prima il dialogo con Paolo Patui e poi una drammatizzazione teatrale, con l’attrice Carlotta Del Bianco, alcuni elementi della band Luna e un Quarto e l’ensemble sloveno Barski Oktet, affiancato dalla voce di Margherita Trusgnach per riassumere una storia che parte dal Friuli di minoranza slovena negli anni dal 1917 al 1943. Una saga familiare tra le due guerre che racconta l’Italia intera.  


“UNA SCELTA AFFETTIVA” - “Le vicende – spiega l’autore - sono in parte ispirate a quelle della mia famiglia d’origine: è stata una scelta affettiva, visto che le conosco da quando ero bambino, ma è anche paradigmatica del ’900 e contiene molti elementi magici di un Friuli contadino dietro di noi, evaporato decenni fa. Ci sono voluti 6-7 di lavoro e ho fatto tantissima ricerca storica sugli anni del primo dopoguerra e sul fascismo in Friuli, recuperando una bibliografia anche ‘minuta’ fatta di diari di soldati. Un’avventura affascinante diventata romanzo perché la poesia mi sembrava troppo sintetica per contenerla”.

BATTAGLIA ANTI-RETORICA - Ambientato nella località (inventata) di Braide Vueide, un mucchio di case in quella valle slavofona del Friuli che sta tra Attimis, Nimis e Taipana, il romanzo intreccia le vite e le morti di una battaglia per l’esistenza che comincia qui, ai tempi della disfatta di Caporetto, continua nel Ventennio con l’accanimento anti-slavo del regime e finisce la notte dello sbarco alleato del luglio ’43 a Gela, dove è chiamato a combattere il protagonista Giovanni Sbaiz. “Mostra la forza e la resistenza di un popolo abituato a far fronte a grandi difficoltà da solo, in modo eroico. Non è una storia retorica: racconta storie di persone che hanno cercato di sopravvivere in un quadro difficile, che non hanno lasciato tracce nei libri, ma solo in chi le ha conosciute, ma nel loro piccolo hanno cercato in qualche modo di cambiarla. Non c’è neppure uno sguardo nostalgico: erano tempi duri, in cui i diritti che oggi ci sembrano inalienabili non venivano rispettati”.  

‘L’ATTUALITà DEGLI ANNI ‘20-’30 - Questa saga di personaggi ‘vinti’, ma in lotta per i propri diritti, pronti a schierarsi o a scegliere il male minore, ma non ad arrendersi, intrecciano la grande storia e rendono il ‘locale’ nazionale e universale, in un libro attuale sull’inutilità della guerra, la tragedia dei profughi e la follia del fascismo. “Cento anni dopo – conclude Mattiuzza – vediamo come certi tratti degli Anni ’20 e ‘30 tendano a riapparire, modificati. Se ci disinteressiamo della politica, intesa come movimento, rischiano di perdere tutto anche nel quotidiano. Anche perché la luna del titolo, ‘cattiva’ in italiano e ‘piccola’ in sloveno, è seducente, ma non mantiene le promesse quando le decisioni da prendere sono veramente difficili”.

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