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Università, Udine e Trieste al terzo posto in Italia

I due Atenei Fvg ottengono lo stesso punteggio di 91,2. Sono entrambi in ascesa, rispettivamente dalla nona e dalla quarta posizione

Università, Udine e Trieste al terzo posto in Italia

Udine e Trieste salgono, appaiate, al terzo posto nazionale della classifica delle Università, elaborata come ogni anno dal Censis. I due Atenei del Fvg – inseriti nella classifica delle Università statali di medie dimensioni, ovvero quelle con un numero compreso tra 10mila e 20mila iscritti - ottengono lo stesso punteggio di 91,2.

Sono entrambe in ascesa, provenendo dalla quarta (Trieste) e dalla nona posizione (Udine) del 2018. Nel dettaglio Udine brilla per occupabilità, con un lusinghiero punteggio di 102; buone prestazioni anche nella comunicazione e nei servizi digitali (98 punti), nelle strutture (93), nei servizi (87), nelle borse di studio (86); il parametro più basso è quello relativo all’internazionalizzazione (81).

Per Trieste il punteggio più alto è quello relativo alle comunicazioni e ai servizi digitali (98), seguito dalle strutture (95); punteggio di 89 per borse, internazionalizzazione e occupabilità; 87 punti, infine, per i servizi.

A primeggiare nella categoria è l’Università di Trento con un punteggio complessivo pari a 97. Con un incremento di 9 e 7 punti rispettivamente negli indicatori relativi alle strutture per gli studenti e all’internazionalizzazione, l’ateneo guadagna due posizioni rispetto allo scorso anno e rimpiazza l’Università di Siena, che passa al secondo posto con 95,3 punti.

Chiudono il ranking, rispettivamente all’ultimo, penultimo e terzultimo posto, l’Università di Napoli L’Orientale, l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro e l’Università di Napoli Parthenope.

Il Censis offre un’articolata analisi del sistema universitario italiano attraverso la valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensione) relativamente a: servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, strutture disponibili, comunicazione e servizi digitali, livello di internazionalizzazione. Le novità introdotte quest’anno sono: l’occupabilità dei laureati delle università statali, il grado di soddisfazione per i servizi (aule, biblioteche, postazioni informatiche) di chi ha già frequentato l’ateneo, una mappatura di quelli che dispongono della 'carriera alias', ovvero uno strumento Lgbt-friendly per agevolare le persone in transizione di genere (a oggi hanno aderito 42 atenei statali su 58).

Prosegue la crescita delle immatricolazioni. Per il quarto anno consecutivo, nell’anno accademico 2017-2018 si è registrato un aumento delle immatricolazioni (+1,3% rispetto all’anno accademico precedente). L’istruzione universitaria è stata scelta dal 47% dei 19enni. Sono i gruppi disciplinari economico e ingegneria industriale e dell’informazione ad assorbire le quote più alte di immatricolati (rispettivamente, il 15,5% e il 12,5%). La distribuzione delle immatricolazioni non è omogenea sul territorio nazionale. Sono aumentati gli immatricolati negli atenei del Nord (Nord-Ovest +3,2% e Nord-Est +4,1%), mentre sono diminuiti quelli degli atenei del Centro (-1,2%) e del Sud (-0,1%).

Tra i mega atenei statali (con oltre 40.000 iscritti) mantiene la prima posizione in graduatoria l’Università di Bologna, con un punteggio complessivo pari a 90,8. Segue, come l’anno scorso, l’Università di Padova (88,7). Al terzo posto l’Università di Firenze (86,3), che, pur incrementando di 3 punti l’indicatore relativo alla dotazione di strutture per gli studenti, scende di una posizione. La Sapienza di Roma è stabile al quarto posto (84,3), inseguita dall’Università di Torino (83,0), che sale dal settimo al quinto posto e supera Pisa (82,5), che retrocede al sesto.

L’Università di Perugia è ancora al vertice della classifica dei grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti), con un punteggio complessivo pari a 91,2. Tiene la seconda posizione l’Università della Calabria (90,2), che vede aumentare di 4 e 3 punti rispettivamente gli indicatori relativi alle strutture per gli studenti e all’internazionalizzazione. Mantengono la terza e la quarta posizione le Università di Parma e di Pavia (rispettivamente, 89,7 e 88,0 punti).

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