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Vigne Museum, tra musica e 'confine'

Da giugno a ottobre un calendario multidisciplinare animerà il museo a cielo aperto dedicato alla vite e al paesaggio

Vigne Museum, tra musica e \u0027confine\u0027

L’Associazione Vigne Museum annuncia il programma delle attività interdisciplinari che da giugno a ottobre animeranno il museo a cielo aperto dedicato alla vite e al paesaggio - realizzato da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle nel 2014 per celebrare i 100 anni del patriarca della viticoltura Livio Felluga — con una serie di eventi in cui arte, creatività, sonorità e scienza si fonderanno per una rilettura del concetto di “paesaggio”.

Quanti paesaggi ci appartengono? Vegetale, mentale, utopico, architettonico, tante declinazioni di un tema che verrà affrontato nei tre appuntamenti principali: due dedicati alla musica contemporanea e uno alla questione sempre attuale del “confine” in avvicinamento alla celebrazione del 2025 di Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della Cultura.

Un caleidoscopio di proposte tra ricerca, divulgazione, sperimentazione realizzato grazie al prezioso supporto del neonato Comitato scientifico composto da: Cecilia Casorati (Direttore Accademia di Belle Arti di Roma e curatrice d’arte contemporanea), Ariella Risch (consulente e organizzatore di progetti culturali), Edoardo Vigna (Caporedattore Corriere della Sera e responsabile dell’inserto Pianeta 2030) che va ad unirsi alla presidenza di Elda Felluga e alla direzione artistica di Giovanna Felluga.

In collaborazione con il Festival Ephemera, il 21 giugno alle ore 20.00 si esibirà all’interno del Vigne Museum il famoso musicista e compositore statunitense Alvin Curran che farà risuonare le colline di Rosazzo con una performance musicale di estrema intensità. Lo stesso giorno, Solstizio d’Estate e Giornata Mondiale della Musica e dello Yoga - patrimonio immateriale dell’Umanità riconosciuto dall’UNESCO - alle 18.30 nella terrazza dell’Abbazia di Rosazzo, a pochi passi dal Vigne Museum, affacciati sulla bellezza mozzafiato dei Colli Orientali, si terrà un incontro di yoga, con gli istruttori Marco Migliavacca e Alessandra Tisato.

Ephemera è il primo festival italiano dedicato alla Cultura Immateriale curato da Eleonora Cedaro, Michela Lupieri e Rachele D’Osualdo, prodotto dall’Associazione culturale ETRARTE. Ephemera nasce, infatti, dalla necessità di raccontare il contemporaneo, immaginato e progettato come un Festival per tutti: per le comunità che abitano i suoi luoghi, per le persone curiose di tutte le età e nazionalità. In antitesi con le modalità virtuali di vivere la socialità sperimentate durante la pandemia, questo progetto propone forme d’arte che si attivano solo attraverso la fisicità e l’interazione con le persone.

Il palinsesto continua con “Il Contemporaneo al Vigne Musuem” giunto alla settima edizione, anche quest’anno parte del Festival More Than Jazz, organizzato e curato da Simularte. Il 22 luglio alle ore 21 le sound vibes continuano con il concerto/performance di Maria Pia De Vito & Anaïs Drago dal titolo “We Improvise Better at Night”. Un incontro in cui la voce della famosa cantante, compositrice e arrangiatrice Maria Pia De Vito si unirà alle sonorità sperimentali della violinista Anaïs Drago, vincitrice nel 2021 di top jazz, classifica “nuove proposte” della rivista Musica Jazz.

A chiudere il programma del 2022 un nuovo appuntamento del ciclo “Paesaggi Futuri al Vigne Musuem”, incontri pubblici interdisciplinari che ogni anno si svolgono in Abbazia di Rosazzo. Il 22 ottobre alle ore 10.30 si incontreranno personalità del mondo dell’arte, della cultura e della scienza, quest’anno, sotto la regia di Marco Tagliafierro all’interno del suo progetto Confinis.

Per la prima volta Confinis, nato come format editoriale di doppie interviste in cui personaggi di ambiti diversi si cimentano in un confronto aperto, si trasforma in un evento in presenza per analizzare il tema del “confine”, come concetto universale, non solo territoriale, della condizione umana. Nella sua veste editoriale, ospitato all’interno di AtemporaryJournal, Confinis si configura come un’ inconsueta intervista incrociata dedicata ad artisti politecnici, invitati a chiamare in causa come co intervistati figure professionali, le più diverse, che agiscono in zone di confine ambientale, culturale, mediatico, psicologico e che riflettono sulle possibili implicazioni artistiche generate a partire da questa specifica condizione di individui di frontiera.

Marco Tagliafierro spiega: “Il termine “confine” esprime un ossimoro: secondo l’etimologia latina infatti significa “vicino”, eppure noi lo usiamo convenzionalmente per intendere una distanza determinata da un limite fisso e certo, laddove termina una proprietà privata, una provincia, uno Stato. Il confine di stato può essere naturale (il mare, i monti, i deserti, i fiumi, i laghi, le foreste) o artificiale. Esso ha grande importanza perché determina la situazione geografica di uno Stato, la sua superficie e la sua figura planimetrica. Le genti sovente hanno varcato i confini naturali e da sempre hanno tentato di oltrepassare quelli culturali, intendendo con cultura il complesso delle cognizioni intellettuali, tecniche e tecnologiche possedute e personalmente rielaborate da un individuo….”

Come Yona Friedman ha fondato la sua architettura sulle relazioni tra le persone che la abitano, la costruiscono e la vivono, così l’Associazione Vigne Museum porta avanti il suo obiettivo di costruzione di una trama di rapporti e collaborazioni con altre associazioni e entità legate al territorio o internazionali per dare vita a progetti uniti dalla sintonia culturale e valoriale, in cui Il Vigne Museum diventa dimora di sperimentazione e amplificatore di esperienze.

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