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'Ha funzionato l'accordo anti Covid nelle fabbriche'

Promosso il modello, primo in Italia, sottoscritto lo scorso aprile da Confindustria Alto Adriatico e organizzazioni sindacali

\u0027Ha funzionato l\u0027accordo anti Covid nelle fabbriche\u0027

Il modello congiunto di prevenzione dal Covid-19 nelle fabbriche del Pordenonese sottoscritto lo scorso aprile da Confindustria Alto Adriatico e Organizzazioni Sindacali, primo in Italia, ha funzionato.

Fondamentale è stato, nel successo del percorso intrapreso dalle parti sociali, che lo hanno messo concretamente in pratica senza chiacchiere, il coinvolgimento dei lavoratori e la partecipazione delle loro rappresentanze alle attività per evitare il contagio non solo durante la prima fase ma, soprattutto, nella seconda, probabilmente la più complicata, quando nei luoghi di lavoro è stato adottato il pacchetto di misure preventive disciplinate dai protocolli e, contestualmente, precisate nuove modalità di organizzazione del lavoro.

Buone pratiche comunicate questa mattina in conferenza stampa dal Presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti e dal direttore operativo della struttura, Giuseppe Del Col assieme ai segretari sindacali territoriali Flavio Vallan (CGIL), Cristiano Pizzo (CISL) e Roberto Zaami (UIL) e dai componenti l’Organismo Paritetico Provinciale (OPP) Badin e Trevisiol (Confindustria AA), Daniele Morassut (CGIL), Mauro Del Fabbro (CISL) e Paola Mossenta (UIL).

Lo scorso 21 aprile la Territoriale e i sindacati avevano definito con la sottoscrizione di un contratto territoriale – mutuato in seguito a livello nazionale sia dal sistema Confindustria sia da quello sindacale – di adottare delle procedure per favorire le attività di prevenzione nelle imprese di minori dimensioni prive di rappresentanza con l’istituzione dell’RLST.

"L’accordo è stata precondizione necessaria sin dal principio degli eventi pandemici – ha detto Agrusti – affinché i lavoratori potessero accedere agli stabilimenti pur in presenza di provvedimenti legislativi che già glielo consentivano. Diversamente – ha precisato il Presidente – le porte sarebbero rimaste chiuse. I risultati che ne sono seguiti sono frutto di una bilateralità di rapporti estremamente positiva e di una progettualità con i sindacati che avevamo cantierizzato ben prima di Covid19, fattore accelerante la loro concretizzazione anticipata. Un patrimonio, un lascito per il futuro".

Raggiunto l’accordo, l’Organismo Paritetico Provinciale (OPP), a valle di un’attività informativa perfezionata con l’invio di questionari a 300 imprese, ha formulato un programma più ristretto di visite nelle aziende per verificare l’attuazione delle norme di precauzione anti-Covid19. In ragione di ciò sono state costituite tre squadre composte da un rappresentante sindacale e uno di Confindustria Alto Adriatico.

"Tra maggio e giugno – ha precisato Del Col – i team hanno visitato una quarantina di aziende sia di grandi sia di piccole dimensioni, queste ultime caratterizzate dall’assenza di rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza. Le verifiche hanno riguardato le procedure di ingresso e di distanziamento sociale, la presenza di presìdi come gel e mascherine nei posti di lavoro, la verifica della formazione del personale, le ispezioni dei luoghi di lavoro e dei locali con particolari criticità come mense e spogliatoi, le attività di sanificazione dei locali, la cartellonistica e la redazione dei Protocolli".

Tutte le visite hanno avuto un esito positivo con l’accertamento dell’effettiva applicazione delle misure di prevenzione confermata con un’attestazione formale dell’OPP. Alcuni giorni fa l’OPP ha aggiornato l’agenda delle prossime attività, che riguarderanno il censimento effettivo dei Rappresentanti dei Lavoratori della sicurezza in ambito industriale, la specializzazione del ruolo dell’OPP e dell’RLST nell’aggiornamento e nel coordinamento degli R.L.S, il rilancio delle attività dell’O.P.P. in ambito formativo con il coinvolgimento di tutti gli Enti formativi per la verifica dei programmi e l’analisi di iniziative da proporre alla Regione per risolvere criticità organizzative e gestionali e logistiche nelle aree industriali.

"Un’esperienza estremamente positiva e interessante – ha detto Morassut a nome dell’OPP – figlia di venticinque anni di attività del Comitato Paritetico che hanno lasciato il segno, in questo territorio la cultura del lavoro si è diffusa profondamente, anche nelle piccolissime realtà".

Va anche oltre Vallan sottolineando che nel Pordenonese "è stata creata una rete tra associazioni sindacali e datoriali che funziona, occorre comprendere se esiste a livello nazionale dell’interesse effettivo affinché il modello possa replicarsi". Pizzo ha aggiunto che Covid19 "ha costretto tutti noi a determinare una serie di azioni i cui risultati appaiono estremamente positivi ed evidenziano ancora una volta la straordinaria capacità del territorio di produrre relazioni sindacali concrete, non chiacchiere". In linea Zaami che ha chiosato, per i sindacati, spiegando che l’accordo "ha impresso vigore a un organismo paritetico che Pordenone aveva già".

Agrusti, pur ammettendo della preoccupazione per il futuro, ha rilanciato: "Sì, i prossimi mesi saranno complicati ma noi ci stiamo preparando con il piano dei 200 giorni perché riteniamo che anche in questa regione debbano essere compiute scelte immediate rispetto alle risorse che giungeranno dall’Europa, a cominciare dal MES. Sono i 200 giorni in cui determineremo, in Fvg, cosa si potrà fare: essere elementi trainanti o rimanere indietro. Quando è nata la specialità – ha concluso – eravamo vigorosi, oggi molto meno». Interpellato infine sullo smart working, il Presidente di Confindustria Alto Adriatico ha detto che le persone «dovrebbero tornare rapidamente al lavoro, penso che l’unità della fabbrica sia fondamentale per evitare che si crei, o ricrei la distinzione tra colletti bianchi e tute blu".

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