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A Trieste nasce l'Opificio Digitale

Wärtsilä Italia è capofila e sede del progetto sviluppato con Area Science Park, EY e CNR-IOM. Pronto in 36 mesi, punta a innovare la cultura industriale nelle Pmi

A Trieste nasce l\u0027Opificio Digitale

Accelerare la trasformazione del settore manifatturiero italiano, passando dalla “fabbrica 4.0” a una “filiera 4.0” per creare delle extended enterprises. È entrato in una fase esecutiva l’Opificio Digitale, il programma cofinanziato da Mef e Regione che svilupperà a Trieste il primo ecosistema industriale capace di mettere in rete in maniera innovativa le grandi industrie e le rispettive filiere.

Il piano, che vede capofila Wärtsilä Italia, assieme ad Area Science Park, EY e CNR-Istituto Officina dei Materiali si realizzerà in 36 mesi: tre anni che cambieranno il modo di fare industria aumentando la competitività attraverso la digitalizzazione, la tecnologia e l’alta formazione “hands on”, direttamente in fabbrica.

GLI OBIETTIVI - Opificio Digitale si basa su due pilastri: da un lato la creazione di un ecosistema industriale attraverso la realizzazione di una piattaforma software open source di supporto alla produzione, da condividere lungo tutta la filiera produttiva - un “linguaggio comune” capace di scambiare dati, creare previsioni e far dialogare macchine e persone - dall’altro la realizzazione di uno spazio collaborativo, un luogo fisico all’interno degli stabilimenti di Wärtsilä Italia a Trieste, dove gli addetti delle diverse industre che parteciperanno al progetto potranno interagire, formarsi e condividere tecnologie e conoscenze con università, centri di eccellenza e aziende.

Opificio Digitale – Smart Manufacturing Ecosystem (OD-SME) nasce infatti con l’obiettivo di sviluppare nuove soluzioni basate sulle tecnologie digitali per l'innovazione di processo e per offrire prodotti e servizi innovativi nel contesto dell’Industria 4.0, spostando il focus sulle competenze e sulla creazione di network collaborativi. Il piano mira a far lavorare in sinergia le imprese manifatturiere e industriali utilizzatrici di tecnologie digitali, gli integratori di sistema e le imprese ICT che sviluppano nuove tecnologie e applicazioni. Il progetto è stato presentato oggi nel corso di un evento organizzato in collaborazione con il Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente.

I RISULTATI ATTESI - Il risultato operativo di Opificio Digitale sarà la crescita integrata e rapida del settore manifatturiero: condividendo il software open source che costituirà la base dell’ecosistema, le applicazioni avanzate che verranno realizzate nell’ambito del progetto e mettendo a fattore comune le conoscenze e l’esperienza di utilizzo in campo industriale di realtà aumentata, sensori e device IOT, intelligenza artificiale e modelli predittivi - solo per citare alcune tra le tecnologie che permetteranno alle aziende in filiera di interagire tra loro attraverso linguaggi e sistemi comuni - si accelererà la digitalizzazione di piccole e medie imprese che non avrebbero le risorse per evolvere in autonomia, si integreranno i sistemi, si miglioreranno i processi produttivi.

Con la creazione dello spazio condiviso all’interno di Wärtsilä Italia si amplificherà inoltre la capacità di ricerca e sviluppo delle aziende, creando un ambiente industriale dove l’obiettivo sarà quello di co-creare soluzioni per risolvere problemi operativi e migliorare i processi lavorando direttamente in fabbrica e dialogando tra imprenditori e ricercatori, aziende e centri di ricerca.

IN COSA CONSISTE OPIFICIO DIGITALE - Dal punto di vista operativo, l’ecosistema OD-SME si baserà sullo sviluppo, da parte dei partner di progetto, di cinque moduli che costituiranno l’ossatura dell’ecosistema, cinque “step” che permetteranno alle aziende che parteciperanno a Opificio Digitale di raggiungere un elevato livello di digitalizzazione e sviluppare un processo integrato, dove le informazioni viaggeranno non solo all’interno della singola azienda, ma lungo tutta la filiera, migliorando il lavoro e ottimizzando i costi di tutti.

Nello specifico saranno realizzate:
- un’architettura software per facilitare lo Smart Data Acquisition & Analytics;
- una piattaforma software open source per lo smart manufacturing in grado di gestire in maniera semplice l’esecuzione della produzione e i dati di processo interni ed esterni alla fabbrica; la piattaforma sarà costruita da tanti microservizi, come tante tessere di un puzzle, che possono essere usati per costruire la propria realtà produttiva e consentirà la configurazione di sistemi di produzione innovativi in grado di creare valore dai dati condivisi;
- una piattaforma che favorirà lo sviluppo di applicazioni basate su algoritmi di intelligenza artificiale;
- una serie di moduli aggiuntivi basati sugli algoritmi sviluppati che andranno ad aggiungere “intelligenza all’ecosistema”, adattabili a diversi contesti del manufacturing con lo scopo di fornire supporto in tempo reale agli operatori nella risoluzione di problematiche di produzione, certificare il flusso dei dati che verranno condivisi nell’intera filiera (implementando tecnologie di block chain) nonché certificare la fornitura e la qualità dei semilavorati/prodotti della supply chain;
- un modulo per l'interoperabilità con differenti tecnologie di advanced manufacturing (cobot, agv) e l’integrazione con piattaforme e strumenti di realtà aumentata/virtuale al fine di semplificare e rendere più sicure le attività di assemblaggio, il training e migliorare la sicurezza dei lavoratori.

Nella sua completa estensione, l'ecosistema sarà in grado di trasformare ogni postazione (sia essa macchina utensile, robot o postazione fisica di lavoro) in una "postazione digitale" in grado di scambiare informazioni con l'operatore e tracciare l'avanzamento della produzione. Tutte le aziende saranno così connesse internamente e sceglieranno quali informazioni e dati scambiare nell’ambito della filiera grazie a processi e linguaggi comuni, creando una globale e maggiore competitività che deriverà dalla ottimizzazione dei tempi di produzione, riduzione dei costi, diminuzione dei margini di errore, maggiore sicurezza e qualità.

I COMMENTI. “Opificio Digitale - ha dichiarato Andrea Bochicchio, presidente di Wärtsilä Italia - è una grande occasione per tutte quelle industrie e per gli imprenditori che sanno che è il momento di avviare una rapida trasformazione dell’azienda, puntando su digitalizzazione e innovazione. Opificio Digitale renderà disponibili le tecnologie e chiederà agli imprenditori di formare il proprio personale, di mettersi in gioco per co-creare innovazione sul campo: si realizzerà così un ecosistema fatto di persone, innovazione in fabbrica e in filiera, e soprattutto si concretizzerà una nuova cultura industriale. È 'l’inizio di un grande progetto, che condivideremo assieme creando nuova competitività applicando all’intera filiera i principi che hanno trasformato Wärtsilä Italia, tra il 2016 e oggi, in una fabbrica innovativa, interconnessa, che valorizza le persone e innova continuamente i propri processi grazie alla tecnologia”.

“È fondamentale affiancare e assistere le aziende nell’integrazione di processi di trasformazione digitale per colmare un gap che da tempo caratterizza il Paese", ha detto Michele Balbi - Partner EY. "Grazie al progetto di Opificio Digitale, con il team di EY siamo fieri di poter supportare le imprese in un’integrazione digitale a 360 gradi che passa dai processi di sviluppo di tecnologie innovative nell’ambito del manufacturing, alla formazione delle persone e delle loro competenze, raggiungendo benefici impatti in termini di efficienza, competitività e sostenibilità ambientale”.

“Partecipare a questo ambizioso progetto permette di realizzare una delle principali missioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ovvero di sviluppare competenze nell’ambito della ricerca di frontiera e di tradurle in un concreto avanzamento tecnologico, favorendo così la competitività del sistema industriale del Paese - dichiara Stefano Fabris, Direttore dell'Istituto Officina dei Materiali (CNR-IOM). “Nell'ambito di Opificio Digitale svilupperemo algoritmi basati sull'intelligenza artificiale e sull'apprendimento automatico che verranno applicati per ottimizzare la filiera produttiva”.

“Opificio Digitale è un progetto strategico e visionario, al quale Area guarda soprattutto in funzione del mondo delle piccole e medie imprese", ha commentato Stefano Casaleggi. "Vogliamo dare impulso alla creazione di un ecosistema manifatturiero, guidato dalle competenze di una grande azienda come Wartsila, mettendole a sistema con le tecnologie di E&Y e la capacità di ricerca del CNR-IOM. Opificio Digitale è un tassello del programma Argo il cui obiettivo è proprio quello di colmare la carenza di competenze digitali, indispensabili alla competitività del nostro sistema e delle PMI in particolare, rafforzando nuove filiere estensivamente digitalizzate”.

“Open innovation, capacità di fare rete, collaborazione tra imprese di diverse dimensioni e settori, digitalizzazione, contaminazione con il mondo della ricerca: questo progetto parla il linguaggio dell’apertura e della modernizzazione che abbiamo individuato come leve di competitività per il nostro tessuto produttivo anche nella recente legge SviluppoImpresa", ha detto Sergio Emidio Bini. "Il progetto si inserisce nella veloce trasformazione del settore manifatturiero a livello nazionale e regionale in termini di integrazione e digitalizzazione delle fasi produttive e per questo lo consideriamo un tassello fondamentale di un territorio regionale che esprime una manifattura di eccellenza, orientata alle trasformazioni che la digitalizzazione sta introducendo, una vera e propria Advanced Manufacturing Valley. La Regione sostiene l’obiettivo del progetto di accelerare questa trasformazione nella consapevolezza della necessità di investire fondi in questa direzione che presenta vantaggi evidenti per tutto il tessuto produttivo del territorio".

Secondo Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro e alla Ricerca “L’aspetto più importante è la collaborazione tra istituzioni pubbliche, nazionali e regionali e grandi soggetti privati: nel caso specifico Wärtsilä offre alle imprese del territorio la possibilità di approfondire la conoscenza di conquiste tecnologiche e digitali di primissimo livello, nel pieno rispetto della logica “test before invest” voluta dalla Commissione Europea in particolare nei Digital Innovation Hub. Le imprese più piccole, così, non devono investire al buio, ma successivamente alla sperimentazione empirica di strumentazioni o macchinari di altissimo profilo. Questo è un passaggio molto rilevante sotto il profilo culturale, prima che economico”.

L’evento odierno è stato moderato dalla giornalista Giulia Cimpanelli del Corriere della Sera.

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