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A Zugliano il congresso regionale di Legacoopsociali

Il saluto del presidente uscente Gian Luigi Bettoli. Nominato il nuovo Comitato direttivo

A Zugliano il congresso regionale di Legacoopsociali

Si è svolto questa mattina il quinto Congresso regionale di Legacoopsociali Fvg, preceduto da un capillare lavoro sul territorio che si è svolto in un momento particolare della storia della cooperazione sociale e del nostro Paese.

Il riferimento è ovviamente al fatto che si apre una fase di ripresa e ricostruzione a seguito della crisi pandemica iniziata nel 2020 e degli effetti sociali ed economici che essa ha comportato e comporta. Oltre a delineare le future strategie di Legacoopsociali Fvg articola il congresso ha provveduto alla nomina del nuovo Comitato direttivo che provvederà con apposita riunione nelle prossime settimane alla nomina del presidente e del comitato esecutivo.

Va evidenziato che elemento caratteristico dello statuto di Legacoopsociali Fvg è una particolare attenzione al bilancio di genere e in questa occasione per la prima volta è stato attuato un sorpasso, infatti dei 25 membri del Direttivo le donne sono 13 e gli uomini 12. Il congresso, che si è svolto al Centro Balducci di Zugliano, si è aperto con il saluto non rituale di don Pierluigi Di Piazza, Presidente del Centro di Accoglienza “Ernesto Balducci”, per poi proseguire, come da programma, con l'intervento del presidente uscente di Legacoopsociali Gian Luigi Bettoli che, prossimo alla pensione, ha visto il pieno e appassionato riconoscimento del suo lungo lavoro di cooperatore e dirigente.

Praticamente tutti gli interventi hanno fatto riferimento al suo lavoro. Si sono succeduti al microfono l'assessora regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia della Regione Autonoma Fvg Alessia Rosolen, Giuseppe Napoli presidente Federsanità, Luca fontana presidente Confcooperative Federsolidarietà, Paolo Zenarolla presidente comitato regionale del volontariato, Livio Nanino, Presidente di Legacoop Fvg, Monica Emmanuelli, direttrice dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, Diego Dutto, Direttore nazionale di Legacoopsociali.

"La cooperazione sociale esiste e si rafforza dove lo Stato sociale è forte, dove cioè il pubblico comprende qual è il suo ruolo nei confronti di chi non ha bisogno di aiuti e di chi invece è debole, dove la comunità è innovativa in un'accezione di innovazione sociale. Il ruolo della cooperazione, al di là delle posizioni ideologiche, con le sollecitazioni offerte in questi anni, può essere uno strumento che ci consente di immaginare scenari diversi e nuovi con un unico obiettivo: il bene comune a cui si possono dare risposte anche in modo trasversale", ha detto l'assessore Rosolen.

Partendo dalle considerazioni emerse durante il congresso, Rosolen ha rimarcato come, sul tema dello svantaggio e della marginalità, il lavoro dell'Amministrazione regionale sia ampio sia sul fronte della formazione sia sul versante delle risorse da mettere a disposizione affinché tutti possano essere messi nella condizione di partire dalle stesse basi. Un passaggio dell'intervento ha riguardato la valorizzazione del ruolo della cooperazione all'interno della società "da cui possono nascere delle riflessioni su come la società può evolvere; questo non significa essere ideologici - ha detto Rosolen -, significa comprendere che esistono valori, percorsi e obiettivi che tutti insieme dobbiamo perseguire".

"Abbiamo reagito bene alla pandemia, ma dobbiamo fare un salto di qualità e solo con la presenza forte di tutti i corpi sociali intermedi possiamo superare le difficoltà che ancora stiamo vivendo", ha sottolineato l'esponente della Giunta Fedriga ricordando come i corpi intermedi, dai sindacati alle associazioni di categoria fino alla politica, hanno il compito di garantire uno sviluppo armonico della società.

Rosolen ha ripercorso il cammino fatto assieme al sistema delle cooperative "che ha saputo fornire sempre sollecitazioni interessanti e con cui stiamo costruendo le politiche legate al lavoro, allo svantaggio e all'attenzione ai lavoratori 'poveri'".

Sul tema del lavoro Rosolen ha rilevato, infine, la necessità di un confronto anche con il mondo della cooperazione "per costruire insieme una rete a supporto dell'occupazione, la più ampia possibile, con la compartecipazione nei percorsi di formazioni ed educazione di tutti i portatori di interesse".

Dopo gli interventi programmati e prima degli adempimenti congressuali sono intervenuti numerosi rappresentanti delle cooperative. Va detto che Legacoopsociali Fvg rappresenta, tramite l'Area Welfare di Legacoop Fvg (che comprende anche cooperative sanitarie - SANICOOP - di comunità e società di mutuo soccorso - FIMIV): 50 cooperative sociali; 2 cooperative sanitarie; 2 cooperative di comunità non coop sociale (più una sociale, con sede legale a Valle di Cadore); 4 società di mutuo soccorso; una impresa sociale in forma non cooperativa.

Le cooperative aderenti rappresentano 5.656 soci/e e 6.544 lavoratori/trici, in pratica metà delle/i cooperatrici/ori sociali del FVG fanno riferimento a Legacoop Sociali. Inoltre vi sono 8778 soci/e delle società di mutuo soccorso.

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