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Alla piattaforma logistica del Porto di Trieste il Premio Aicap

Progettata dallo studio Alpe e realizzata dalla Icop di Basiliano è stata proclamata la miglior opera in calcestruzzo armato precompresso del 2020

Alla piattaforma logistica del Porto di Trieste il Premio Aicap

È stata appena proclamata la miglior opera in calcestruzzo armato precompresso del 2020 da parte dell’AICAP, l’Associazione Italiana del Calcestruzzo Armato e Precompresso. La nostra regione ha vinto la categoria più prestigiosa, quella delle opere infrastrutturali. Il riconoscimento è andato alla Piattaforma logistica del Porto di Trieste, progettata dallo studio Alpe e realizzata dalla ICOP di Basiliano.

L’AICAP, l’associazione italiana più importante del settore, da molti anni si distingue come l’ente culturale da cui escono le principali indicazioni per la stesura di raccomandazioni e normative nel campo delle opere in calcestruzzo armato e precompresso, ovvero la stragrande maggioranza di tutte le costruzioni in campo edile e infrastrutturale. Nell’ambito dell’ultimo congresso denominato “Italia Concrete Days 2020” - evento che si tiene ogni 2 anni, slittato nel 2021 causa epidemia e svolto in modalità telematica – è stata dunque premiata un’opera infrastrutturale quasi completamente regionale, sia per l’ubicazione, sia per la progettazione e l’impresa esecutrice.

Si tratta, come si diceva, della Piattaforma Logistica appena completata nel Porto di Trieste, una struttura molto estesa, circa 12 ettari, destinata ad ospitare una banchina di attracco per navi Ro-Ro e trasporto container, le zone di parcheggio rimorchi e deposito container, nonché tutta la logistica per il trasporto stradale e ferroviario.
L’opera è stata scelta tra cinque opere infrastrutturali, tra cui anche il nuovo ponte sul Tagliamento, anch’esso realizzato da un’impresa del territorio, la Rizzani De Eccher, il nuovo ponte S. Giorgio di Genova, quello realizzato in sostituzione del “Morandi”, e altri due grandi ponti strallati.

La Piattaforma logistica nel Porto di Trieste è stata in gran parte progettata in regione dalla società di ingegneria Alpe Progetti di Udine, che ha curato tutta la progettazione delle strutture e la direzione operativa durante la costruzione delle stesse, mentre lo Studio Altieri di Thiene ha curato la progettazione generale. L’esecuzione dei lavori è stata realizzata dall’impresa I.CO.P. Spa Società Benefit di Basiliano. Un vanto quasi tutto regionale, dunque, per quella che è considerata la miglior opera infrastrutturale in calcestruzzo armato precompresso degli ultimi anni in Italia.

Durante la premiazione, il presidente dell’AICAP, Marco Menegotto, ha conferito alla Piattaforma Logistica di Trieste l’attestato di miglior Opera Infrastrutturale AICAP 2020 in virtù dell’importanza, della dimensione dell’opera eseguita e dell’utilizzo innovativo delle tecniche di precompressione dei calcestruzzi e isolamento sismico. L’ingegnere Francesco Alessandrini dell’Alpe Progetti, che ha ricevuto il premio, ha tenuto a precisare che “l’opera, grazie ad una squadra di lavoro particolarmente corretta e coesa, è stata caratterizzata da un grande risultato economico, nel senso che il suo costo, a fine opere, è stato sostanzialmente lo stesso di quello previsto inizialmente”.

Un risultato che sembrerebbe ovvio, ma che in realtà è cosa ormai rara nel panorama delle opere pubbliche italiane di questi ultimi anni dove i costi lievitano enormemente durante la costruzione. Alessandrini ha inoltre evidenziato come il risultato finale sia stato di elevata qualità, come dimostrato anche da due approfondite due diligence (esami dettagliati dell’opera finalizzati all’acquisto) condotte da una compagine cinese e da una compagine tedesca, interessate entrambe all’utilizzo della struttura.
L’ingegnere ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno partecipato all’iniziativa e tra essi ha citato i nomi dei principali responsabili come il RUP (Responsabile Unico del Procedimento), l’ingegnere Eric Marcone dell’Autorità Portuale di Trieste, definito come estremamente abile nel muoversi in mezzo alla “giungla burocratica” in cui queste grandi opere sono inserite. Ha poi ringraziato il Direttore dei Lavori, l’ingegnere Carlo Glauco Amoroso, definito come persona di rara competenza e di grande abilità nel riuscire a cucire anche i rapporti personali più conflittuali. E, dulcis in fundo, ha ringraziato l’ingegnere Vittorio Petrucco, dell’impresa costruttrice, descritto come l’“anima” dei lavori alla Piattaforma logistica e di altre grandi opere che si stanno per realizzare nel Porto di Trieste.
Esprime soddisfazione anche ICOP, nelle parole del presidente Vittorio Petrucco: “Questo riconoscimento testimonia e premia il grande valore dei progettisti coinvolti nella realizzazione dell’opera più significativa per l’impresa in regione. L’attenzione all’innovazione e alla tecnologia e la collaborazione con studi d’eccellenza è sempre stato un fattore distintivo importante nella storia della ICOP”.

IL PROGETTO - I lavori hanno consentito la realizzazione di un nuovo accosto attrezzato per navi Ro-Ro e portacontainer, la creazione di nuovi piazzali per merci e container, la possibilità di utilizzare le aree retrostanti per le operazioni portuali e/o l’accatastamento e la movimentazione, l’intermodalità completa tra navi, gomma e ferro. L’area oggetto di intervento rientra nel SIN (Sito di Interesse Nazionale) di Trieste.
Fa parte del “TRIESTE HUB – A EUROPEAN SUPER STRUCTURE”, cofinanziata dall’Unione Europea. Il costo complessivo delle opere è stato di circa 130 milioni di €, coincidente a quello stimato e finanziato inizialmente. Tutti i lavori sono stati collaudati.
In generale i lavori eseguiti hanno compreso la bonifica ambientale dei fondali marini ricadenti nelle aree di intervento e delle aree a terra (bonifica a mare certificata -CAB- e messa in sicurezza provvisoria -MISP- di tutte le aree a terra in concessione anch’esse certificate); realizzazione di una cassa di colmata, di quasi ½ milione di m3, con perimetro a tenuta; realizzazione di una banchina funzionale in cap soprastante la zona di colmata, i cassoni e la zona Ro-Ro; realizzazione di un cunicolo servizi sottobanchina; realizzazione di pavimentazione in c.a. controterra nella zona esterna alla banchina pensile; realizzazione di impianti e di raccolta e trattamento delle acque di falda captate (TAF) e delle acque di colmata (TAC); impianto idrico, elettrico, TCCV, controllo varchi, antincendio; opere stradali e ferroviarie; deviazione e tombamento del torrente Baiamonti e dello scarico a mare di emergenza dell’impianto di depurazione AcegasAPS-AMGA.

LE OPERE IN CALCESTRUZZO - La grande particolarità di questa opera, con specifico riferimento al Premio AICAP, è la realizzazione di una piastra pensile in calcestruzzo continua (senza giunti) della dimensione di oltre 6.5 ettari (65.000 metri quadri). Al di sotto della piastra è stata realizzata una cassa di colmata (non ancora riempita) di circa ½ milione di metri cubi, opportunamente confinata sul perimetro da opere in acciaio e calcestruzzo (palancolate, pareti combinate, pali secanti e CSM).
La banchina pensile presenta la caratteristica di essere appoggiata su pali trivellati mediante dei dispositivi di appoggio a doppio pendolo con funzione di isolatore sismico: siamo dunque di fronte ad una soletta continua della dimensione di circa 65.000 m2 completamente isolata dal punto di vista sismico che è, se non la più estesa, una delle più estese strutture al mondo monolitiche, continue ed isolate sismicamente.

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