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Aziende schedate per lo sconto sulla tassa

Tolmezzo. Il grido d’allarme dell’assessore al Bilancio sull’obbligo di registrazione degli sconti per la Tari. Uffici in apnea e molte imprese a rischio

Aziende schedate per lo sconto sulla tassa

Quando si tratta di usare soldi pubblici la trasparenza è d’obbligo, ma come sempre serve misura, per non scadere nella burocrazia più ottusa. E invece quella denunciata da Michele Mizzaro, assessore al Bilancio di Tolmezzo appare come l’ennesima regola imposta dall’efficientissimo Ministero per la complicazione degli affari semplici.
“Credo sia necessario evidenziare una problematica che forse sta passando sottotraccia, ma che invece riguarda sia le imprese che la pubblica amministrazione - spiega Mizzaro -. Come avvenuto in quasi tutti i Comuni, anche l’amministrazione di Tolmezzo, ha cercato di andare incontro alle esigenze delle imprese del territorio, prevedendo sgravi sulla fiscalità locale. Noi abbiamo esentato del 100% dalla Tari alcune attività economiche, forse quelle più colpite dalla crisi, e abbiamo cercato, nel limite del possibile, di agevolarne altre. Altri strumenti sono stati messi in atto anche su indicazioni nazionali. L’intento del legislatore nazionale, così come quello degli amministratori locali, è quello di agevolare le imprese, soprattutto quelle più piccole”.


Richiesta imprevista
Fin qui tutto bene, anche perché l’aiuto fornito a tante aziende è stato provvidenziale anche quando si trattava di alleviare il peso fiscale. Il problema sorge quando dalla Presidenza del consiglio giunge l’imposizione, a tutti gli enti locali, di registrare gli aiuti concessi ad ogni singolo beneficiario (anche di importo minimo). “L’annotazione nel Registro nazionale degli aiuti (Rna), utile strumento per verificare i cosiddetti aiuti di Stato - conferma l’assessore - diventa di fatto un problema per i piccoli Comuni già sotto organico. Inoltre non sempre gli importi da indicare sono di immediata reperibilità”.

Migliaia di beneficiari
C’è anche un altro problema che riguarda direttamente le aziende interessate: “Questo problema tecnico rischia di far saltare anche molte imprese - spiega Mizzaro – perché c’è chi magari ha fatto un investimento e ha rendicontato contributi restando sotto la soglia che però viene superata se si conteggia anche lo sconto praticato dal Comune. Il problema è che queste cifre sono equiparate agli aiuti di Stato e come tali vanno rendicontate, ma per i Comuni diventa una corsa ad ostacoli. Solo a Tolmezzo la platea dei beneficiari è di 4.600 soggetti. E meno male che per la Tari ho previsto fosse pagata entro il 2020, perché se invece rinviavo una parte al prossimo anno come deciso da altri Comuni, serviva un’altra annotazione. E le aziende, se sono società devo inserire in bilancio la somma scontata. Come amministratore spero proprio che il legislatore nazionale si faccia carico di esentare da questo adempimento i municipi anche per evitare problemi alle aziende e alle partite Iva. Come cittadino, invece, auspico una revisione delle procedure amministrative. Perché se è giusto garantire trasparenza e la legittimità, è ancor più giusto, specie in momenti difficili come questo, consentire alle Amministrazioni locali, le più vicine a cittadini e imprese, di operare in modo efficace ed efficiente”.
Serve insomma una legislazione meno complicata, ma questo lo sappiamo da tempo.

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