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Bini in visita alla Pittini

Si è parlato anche della Cimpello-Sequals, che fa parte delle opere ritenute importanti dalla Regione

Bini in visita alla Pittini

Prosegue il percorso di incontri, visite, sopralluoghi dell'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, alle principali realtà del tessuto manifatturiero del Friuli Venezia Giulia, con l'obiettivo di poter consentire alla Regione di individuare gli strumenti più idonei e atti a favorire la ripresa, la tenuta, la crescita dell'economia locale. Ieri Bini ha visitato lo stabilimento per la produzione dell'acciaio di alta tecnologia Pittini, nella zona industriale di Rivoli di Osoppo. Un'industria, come ha ricordato l'amministratore delegato Paolo Felice, che ha concorso a collocare la provincia di Udine nel ruolo di leader in Italia nella produzione dell'acciaio.

Pittini è stata avviata come trafileria nel 1955 e si è poi sviluppata fino ad arrivare alle dimensioni attuali, con un fatturato di 1,5 miliardi di euro e mille 800 dipendenti distribuiti in 18 stabilimenti, nei quali vengono prodotte 3 milioni di tonnellate di acciaio, servendo 60 Paesi.

La Pittini è sempre stata attenta all'innovazione: nel 1997 ha introdotto in Italia l'acciaio ad alta duttilità (Pittini HD), che anticiperà le prescrizioni oggi imposte per le costruzioni antisismiche; nel 2003 ha istituito l'Officina Pittini per la formazione, una delle prime scuole per la filiera dell'acciaio in Italia, e ha acquisito nel 2013 la maggioranza dell'azienda austriaca leader nella produzione delle reti elettrosaldate.

Tra le altre tappe importanti, l'acquisizione di Acciaierie di Verona, completata nel 2015, e il successivo varo del master plan per il completo rinnovamento dello stabilimento con l'avvio nel sito produttivo di Potenza di Green Steel, un progetto per la riduzione dell'impatto ambientale attraverso l'implementazione di attività innovative.

Nel settore dell'acciaio, Pittini è in grado di riciclare tutto il materiale derivante dalle produzioni: per esempio, gli scarti della fusione, ridotti in granella, sono destinati alla realizzazione del manto stradale drenante.

L'attività della Pittini è dunque articolata, e movimenta ogni anno 120 mila camion, 20 mila carri ferroviari e 200 navi: ciò crea un flusso di mezzi pesanti importante, in uscita dal sito principale di Osoppo e dal Friuli Venezia Giulia, che, come ha evidenziato Felice, è fortemente penalizzato dalla situazione della viabilità nella fascia pedemontana e nella pedemontana pordenonese; si tratta di traffico intenso, che potrebbe essere snellito attraverso il completamento della Cimpello-Sequals, verso Gemona, arteria che favorirebbe lo spostamento dei mezzi pesanti anche dall'attraversamento dei centri abitati e ridurrebbe i costi di gestione della logistica per le aziende, portando così beneficio anche alla produttività e all'occupazione.

Bini, presente all'incontro il presidente del Consorzio di Sviluppo economico del Friuli Renzo Marinig, ha ribadito l'attenzione della Regione per le realtà che compongono il tessuto economico produttivo del Friuli Venezia Giulia: un impegno, ha precisato, che tiene conto della consapevolezza delle difficoltà causate da un sistema logistico penalizzato dalla mancanza di una progettualità mirata, e attenta alle necessità delle realtà esistenti.

L'assessore ha poi ricordato che l'infrastruttura viaria della Cimpello-Sequals fa parte delle opere ritenute importanti dalla Regione, che ha stanziato le risorse per uno studio di fattibilità.

Nel contempo, ha aggiunto "la Regione intende stimolare l'efficacia sul territorio dei Consorzi industriali, ai quali saranno dedicati alcuni articoli del nuovo disegno di legge SviluppoImpresa e che rivestono un ruolo a lungo sottostimato, ma che vogliamo possano esercitare sempre più una funzione di raccordo determinante tra la Regione e le attività produttive assicurando al contempo maggiore efficacia alla politica regionale a sostegno del mondo economico, anche favorendo la realizzazione di infrastrutture e servizi nelle aree industriali e sul sistema logistico, che sono attese da tempo, e in taluni casi ormai improcastinabili: il sistema portuale, degli interporti, viario, con il completamento dei lavori sull'Autostrada - ha concluso Bini - possono e debbono giocare un ruolo determinante per lo sviluppo dell'economia e del ruolo del Friuli Venezia Giulia in uno scenario internazionale".

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