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Biovalley guarda a Piazza Affari

La holding industriale di Trieste lancia una campagna di crowdfunding per diventare gruppo di riferimento nel BioHighTech

Biovalley guarda a Piazza Affari

Si è aperta oggi su CrowdFundMe - unica  piattaforma italiana di equity crowdfunding quotata a Piazza Affari - la campagna per l’aumento di capitale di Biovalley Investments Partner (BIP), la holding industriale di Trieste specializzata negli investimenti in società innovative nei settori delle scienze mediche e della vita, guidata dal presidente Diego Bravar (nella foto), già fondatore e “traghettatore” in Borsa di TBS Group (ora Althea Spa). L’obiettivo della campagna di crowdfunding, che punta a un primo traguardo di 500.000 euro, è quello di raccogliere ulteriori risorse economiche per divenire un gruppo di riferimento, in Italia e in Europa, nel campo del BioHighTech e valutare un futuro sbarco sul listino AIM. Il chip minimo d’investimento parte da 20.000 euro.

Biovalley investe e gestisce, a livello industriale, startup e PMI innovative operanti nei mercati biomedicale e biofarmaceutico, accelerandone la crescita attraverso alcune società di riferimento del settore, delle quali è stato già acquisito il controllo. La holding è nata nel 2017, subito dopo l’OPA (di circa100 milioni) e il delisting di TBS.  Per la creazione di BIP, Diego Bravar ha investito, insieme ad altri imprenditori, 3 milioni di euro, con lo scopo di capitalizzare il grande valore generato dall'importante sistema della ricerca di Trieste e delle regioni circostanti.

Un sistema che vanta 150 imprese attive nei settori del biomedicale, biotecnologico e bioinformatico, con un fatturato complessivo di oltre 800 milioni e più di 5.000 addetti. Trieste, inoltre, accoglie la più grande concentrazione di ricercatori in Europa (37 per 1000 lavoratori, contro una media di 8 in Europa e 6 in Italia), è la sede del Cluster Smart Health (distretto tecnologico biomedicina molecolare), è stata nominata Capitale Europea della Scienza dal 2018 al 2020 e il prossimo anno ospiterà l’EuroScience Open Forum (Trieste ESOF 2020).

Nei suoi primi 18 mesi di vita, BIP ha allacciato relazioni con importanti centri, istituti di biotecnologia, ospedali, università e scuole di studi avanzati in modo da rafforzare il network di innovazione e ricerca e ha svolto un’intensa attività di  scouting, valutando più di 50 aziende e startup innovative con le metodologie della Silicon Valley, grazie all’esperienza dell’amministratore delegato Giovanni Loser, da 25 anni in posizioni apicali di aziende italiane con competenze di finanza aziendale e da 5 anni coinvolto in innovazione. Nel 2019 Biovalley Investments Partner ha un capitale sociale di 6,6 milioni di euro e partecipazioni in 11 aziende che avranno ricavi a fine anno, a livello aggregato, per circa 11 milioni di euro, con una crescita stimata superiore al 20% rispetto all’anno precedente.

I fondi raccolti con la campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe saranno utilizzati per proseguire il processo di creazione del valore delle società controllate e/o partecipate dalla holding industriale e dei futuri investimenti che verranno effettuati in società operanti dell’industria BioHighTech. In particolare il capitale ottenuto sarà investito in società con diverse fasi di sviluppo, o consolidando gli attuali investimenti. Quanto al mercato di riferimento di Biovalley, il settore dei dispositivi medici, nel corso del 2018, ha registrato in Italia un fatturato complessivo di 11,4 miliardi di euro e un valore dell’export pari a 5,1 miliardi di euro, in crescita del 4,7% rispetto all’anno precedente.

L’industria farmaceutica italiana, composta da 291 imprese, nel 2018 ha raggiunto il record storico per valore della produzione, pari a 32,2 miliardi di euro, con una crescita del 3,2% rispetto all’anno precedente (fonte: The European House – Ambrosetti). Il solo settore farmaceutico italiano investe in Ricerca & Sviluppo 1,65 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto al 2017 e del 35% negli ultimi 5 anni, mentre il biotech nel 2018 ha destinato oltre 2,1 miliardi di euro in attività R&D, generando un fatturato pari a 11,5 miliardi di euro, segnando una crescita del +72% rispetto al 2012.

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