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Carlo Cottarelli ospite dell'Università Popolare di Udine

Appuntamento online, lunedì 18 gennaio, per parlare di pandemia e crisi economica

Carlo Cottarelli ospite dell\u0027Università Popolare di Udine

Un tema di stringente attualità, quello della crisi economica come conseguenza della crisi pandemica, sarà l’argomento trattato nella prossima conferenza online organizzata dall’Università Popolare di Udine e avrà come ospite il professore Carlo Cottarelli direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e visiting professor presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi. Il titolo della conferenza è L’economia italiana durante e dopo la pandemia. L’appuntamento è per lunedì 18 gennaio alle 18.00, come detto online, sulla piattaforma Zoom (www.zoom.us): l’invito è per gli associati e può essere richiesto anche dai non iscritti scrivendo a unipop.udine@gmail.com. Le registrazioni saranno visibili in seguito anche sul canale YouTube ufficiale dell’Università Popolare.


La pandemia ha portato e sta portando molti settori sull’orlo della crisi, cosa c’è di buono e cosa no nel recovery plan approvato due giorni fa dal Governo? Come analizzare la situazione attuale e le prospettive future del dopo pandemia?

Parlerò di Italia soprattutto ma anche di Europa, perché i soldi vengono non tanto dallo stesso recovery plan quanto dalla Banca Centrale Europea. Parlerò della nostra situazione finanziaria, del fatto che ci stiamo indebitando, cosa dobbiamo fare perché questo debito sia sostenibile, quali sono i rischi per il futuro e quali le sfide per il nostro paese”.
L’Italia, vista la sua debolezza in campo economico, è uno dei principali beneficiari degli interventi europei e il dibattito sul migliore utilizzo degli aiuti è ampio e diversificato. Come sarà il dopo?

“Una volta risolto il problema del contagio tornare al 2019 non sarà difficile, il problema è invece quello di andare oltre. Erano vent’anni che l’Italia non cresceva, l’ultimo è stato il peggior ventennio dall’Unità d’Italia. Sarà fondamentale intraprendere tutte le riforme che non sono state fatte, quelle della giustizia, della pubblica amministrazione, della tassazione, dell’istruzione: sono previste ma ora occorre realizzarle.”

Sarà una crescita sostenibile con l’impatto ambientale?

“Certamente, il 39% delle risorse del recovery plan hanno iniziative “verdi” mentre tutte le altre devono essere quantomeno neutrali. Detto ciò l’Italia è l’ultimo paese che si deve occupare di avere troppa crescita: Con la pandemia c’è stata una caduta del 10% del nostro reddito, nel 2020 siamo tornati al reddito dei primi anni Novanta. Il rapporto tra consumo energetico e PIL è sceso negli ultimi trent’anni, qualche iniziativa dunque è stata fatta”.

Nato a Cremona, Carlo Cottarelli è attualmente Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (incarico a titolo gratuito) e Visiting Professor presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi per l’a.a. 2020/21. Laureatosi in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università di Siena, dopo il Master in Economics presso la London School of Economics, ha lavorato dal 1981 al 1987 presso la direzione monetaria del Servizio Studi della Banca d’Italia e dal 1987 al 1988 al Servizio Studi dell’ENI. Nel 1988 inizia la sua carriera al Fondo Monetario (FMI), dove opera nel Fiscal Affairs Department, nel Money and Capital Markets Department, nel Policy Development and Re-view Department, e nello European Department (raggiungendo in questi ultimi due dipartimenti il grado di vice direttore). In questo periodo, Carlo Cottarelli è stato responsabile della sorveglianza economica, della assistenza tecnica e di programmi di aggiustamento in svariati paesi avanzati, emergenti e in via di sviluppo, tra i quali Italia, Regno Unito, Rus-sia, Turchia, Portogallo, Grecia, Albania, Croazia, Ungheria, Libano e Serbia. Dal 2008 al 2013 è stato Direttore del Fiscal Affairs Department del FMI, dipartimento che assiste ogni anno un centinaio di paesi nella realizzazione di riforme di finanza pubblica (politiche di tassazione, gestione delle entrate, spesa pubblica, politiche di bilancio, isti-tuzioni fiscali). In tale veste ha sviluppato e lanciato il Fiscal Monitor, una delle tre pubblicazioni flagship del FMI (insieme al World Economic Outlook, e al Global Financial Stabili-ty Report). Nel periodo ottobre 2013-ottobre 2014 è stato Commissario per la Revisione della Spesa Pubblica in Italia. Da novembre 2014 a ottobre 2017 è stato Direttore Esecutivo al FMI per Italia, Albania, Grecia, Malta, Portogallo e San Marino. Ha pubblicato diversi articoli e libri su politiche fiscali, monetarie e di cambio nonché sulle istituzioni per la politica economica.

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