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CiviBank, migliorano tutti gli indicatori

Il Cda ha approvato il bilancio. Il 2019 chiude con 610 milioni di euro di nuovi finanziamenti erogati

CiviBank, migliorano tutti gli indicatori

Il Consiglio di Amministrazione di CiviBank, sotto la presidenza di Michela Del Piero, ha approvato gli schemi di bilancio al 31 dicembre 2019. I numeri indicano nuovi finanziamenti alle imprese e alle famiglie del territorio per 610 milioni di euro (+15% a/a), a testimonianza del ruolo determinante per il supporto all’economia locale. Continua il processo di riduzione del credito deteriorato, in anticipo rispetto a quanto previsto dal Piano Npl approvato nel 2019 che ha permesso di raggiungere importanti obiettivi in termini di “de-risking” che, unitamente alle coperture dei crediti non-perfoming in portafoglio, hanno contribuito al complessivo miglioramento della qualità del credito della Banca. Confermati i dati di crescita in linea con le direttive del Piano Strategico.

Nel dettaglio, si segnalano nuove erogazioni di finanziamenti alle famiglie per 205 milioni (+26,8% a/a); nuovi finanziamenti alle imprese per oltre 405 milioni di euro (+9,7 a/a); in crescita i crediti (+6% a/a), la raccolta globale (+6% a/a), il patrimonio (+4% a/a), i proventi commissionali (+8,3%) e l’utile netto. Sofferenze nette in calo del 38% rispetto a dicembre 2018; Npl in calo del 27% nel periodo; in netto calo l’incidenza del credito deteriorato. L’utile al lordo prima delle imposte è di 7,2 milioni di euro (+73,6%) mentre l’utile netto è pari a 2,73 milioni di euro (+33,8%).

“Si conferma la linea strategica di sviluppo della banca, unico istituto di credito autonomo di Friuli Venezia Giulia e Veneto: un chiaro percorso di crescita finalizzato a dotare il Nord Est del Paese di un istituto storico, solido, autonomo, efficiente e redditizio”, ha spiegato la presidente Del Piero. “Il 2019 è stato un anno di grande lavoro e soddisfazione, anche grazie alla unità di intenti dei 600 dipendenti che hanno raggiunto risultati importanti. Stiamo portando la banca a livelli di eccellenza, crescendo nel contempo nelle dimensioni e dando un contributo determinante all’economia regionale. Tutto ciò non si manifesta ancora abbastanza nell’utile netto, che seppure in crescita (+33%) rispetto agli anni passati, non raggiunge per il momento i livelli che noi abbiamo in mente, in quanto il reddito, pur importante, viene destinato a manovre di rafforzamento”, analizza ancora Del Piero.

“Sono anni che destiniamo quasi tutto il reddito prodotto ad accontamenti sui crediti, deteriorati erogati in anni lontani a causa della crisi ed erogati. Dal 2012 il totale degli importi destinati a rettifiche è pari a 406 milioni di euro, ed i risultati si vedono chiaramente negli indicatori di quest’anno. Inoltre negli ultimi anni abbiamo destinato oltre 24 milioni di euro, richiestici dai vari Fondi di salvataggio delle banche in crisi”, prosegue ancora la presidente.

“Gli indicatori fondamentali della banca sono tutti in deciso miglioramento rispetto a un anno fa: l’indicatore di solidità patrimoniale, l’indicatore di liquidità, la Npl Ratio lordo (che misura il calo dei crediti deteriorati); il meno noto Texas Ratio è migliorato di quasi 20 punti percentuali nel 2019 e si colloca ora a 65%, metà rispetto a quello del 2016. Anche la Npl ratio netto è stato più che dimezzato fra il 2016 e il 2019. Sono dati di rafforzamento importantissimi e apprezzati da chi ha un po’ di dimestichezza con questi valori ed ha a cuore lo sviluppo di questa banca, premessa sicura per aggiungere i risultati previsti dal Piano Strategico in corso”.

“Ricordo che il percorso di consolidamento della Civibank è quasi un unicum in Italia: è quasi la sola banca nel Paese ad aver conseguito questi livelli di solidità e di crescita senza aver chiesto un euro ai soci durante la crisi: è dal 2006-2007 (13 anni) che Civibank non fa aumenti di capitale, questo è poco noto, ma è importantissimo. E altrettanto la Cividale non ha in essere prestiti convertibili, convertendo o subordinati”, spiega ancora Del Piero.

“Una conferma arriva anche dalle migliaia di imprenditori, artigiani e famiglie locali finanziati da Civibank, che ha erogato nuovi finanziamenti nel 2019 per 610 milioni di euro, un dato di crescita più alto rispetto al sistema. Negli ultimi quattro anni Civibank ha erogato nuovi prestiti per 1.900 milioni, tutti nel nostro territorio, e si conferma la prima banca per l’utilizzo, a favore della propria clientela, delle forme di credito agevolato predisposte dalla Regione. Analoga iniziativa è stata intrapresa con gli strumenti predisposti dalla Finanziaria regionale Veneto Sviluppo. A testimonianza della grande fiducia ricevuta dalla clientela é il dato della raccolta indiretta (+9,5%) che risulta in crescita soprattutto nella componente di risparmio affidata in gestione patrimoniale alla banca e nei prodotti di bancassicurazione. In crescita la raccolta diretta (+4,6%), compresa quella on line, che canalizza in Friuli VG risorse raccolte in Italia e all’estero tramite partnership con Fintech. Il 2019 è stato anche l’anno di apertura di filiali su piazze del territorio considerate ricche e strategiche: Oderzo, Castelfranco Veneto e Vicenza, proprio per aumentare nel tempo la capacità di reddito dell’azienda bancaria. E altre seguiranno a breve con lo stesso obiettivo, in una opportuna strategia di occupazione dello spazio commerciale creatosi con la scomparsa delle due banche venete", spiega Del Piero.

“Abbiamo molto chiaro che il problema dell’azione, continua la Presidente, si risolve alla fine di un serio percorso prima di consolidamento e poi di crescita, ed è proprio questo che stiamo facendo, purtroppo non esistono scorciatoie o slogan demagogici. Tutti sanno che il titolo azionario della Civibank non è quotato in Borsa ma su un MTF (al pari di quasi tutte le altre banche regionali italiane), è diffuso solo in Friuli Venezia Giulia, ed ha uno scarso flottante, Al momento ci sono in vendita meno di 700.000 pezzi, circa il 4% delle azioni in circolazione. Il restante 96% rimane saldamente nelle mani dei nostri soci. Tuttavia bastano questi pochi ordini in vendita a far scendere il prezzo. Per questo non comprendiamo chi getta discredito sulla propria banca, che stimola le vendite delle azioni e fa scendere il prezzo quasi senza scambi, facendo danni a se stesso oltre che a tutti gli altri soci. Certo, il prezzo dell’azione e l’utile netto sono i dati più immediati e di più facile presa, ma bisogna conoscere ed apprezzare i dati di solidità che, in una analisi appena un po’ più attenta, in questa fase sono i fattori più importanti. In una sana gestione dell’azienda bancaria, infatti, la pulizia del bilancio, sotto tutti i parametri di vigilanza, costituisce il prerequisito per ogni discorso sia di rilancio che di riassetto", prosegue Del Piero.

"Bisogna infine sempre considerare il punto di partenza, cioè quali erano le condizioni della banca all’apice della crisi, per esprimere un serio giudizio su dove siamo arrivati oggi, seppure in un contesto di tassi di interesse a zero (ed evidente compressione dei margini della banca) e subendo un po’ di pubblicità negativa, cui si risponde con i fatti. Le prospettive per il 2020 sono positive sia in termini di ulteriore crescita sia di redditività; ulteriori progressi significativi sono attesi in termini di asset quality e solidità patrimoniale, oltre che ovviamente di utile. La strada è stata chiaramente segnata nel Piano Strategico 2019-2022, che stiamo perseguendo con determinazione. Abbiamo spazi commerciali di crescita molto interessanti, il vuoto delle ex banche venete si fa sentire fra gli imprenditori e la clientela, sia in Friuli che a Trieste che in Veneto. Abbiamo in cantiere, come noto, anche delle operazioni straordinarie e di queste parleremo con i nostri soci nel corso della prossima assemblea, che è la sede naturale deputata al confronto fra tutti i soci", conclude la presidente di Civibank.

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