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Commercio ambulanti, peso piuma

Rispetto ad altre regioni italiane, le aziende del settore in Friuli rappresentano il 13,6% delle attività al dettaglio

Commercio ambulanti, peso piuma

Sono 1.536 le imprese del commercio ambulante attualmente registrate in Friuli-Venezia Giulia. Questo modello commerciale, sempre nella nostra regione, rappresenta il 13,6% delle aziende di commercio al dettaglio. Il peso maggiore si registra nelle regioni del centro e sud Italia, con punte che superano il 27% come in Calabria.
Secondo recente indagine Unioncamere-InfoCamere, con oltre 183mila operatori, il 22% delle imprese commerciali del Paese, il commercio in sede mobile si conferma come un canale di vendita sempre più complementare sia al dettaglio in sede fissa sia alla grande distribuzione. Il 95% di queste attività (175mila) è costituito da micro-imprese individuali.

La fotografia scattata sul mondo dell’ambulantato mette in evidenza 6.500 Comuni della Penisola con almeno un’impresa ambulante, ma poco meno di 40 quelli che possono contare almeno su 500 attività economiche: poco più di 58mila operatori che rappresentano il 32% di tutto l’universo delle aziende del commercio itinerante. Il Registro delle imprese mostra che tra i 37 Comuni con più di 500 imprese di commercio ambulante, la graduatoria per peso percentuale pone sul podio più alto Castel Volturno (in provincia di Caserta), dove 2 imprese su 3 sul totale delle imprese commerciali del territorio è ambulante. A seguire, troviamo San Giuseppe Vesuviano (Napoli) con il 58,5% e Quartu Sant’Elena (Cagliari) dove si sfiora il rapporto uno a due (49,2%). Subito dopo, con percentuali superiori al 40% di rappresentatività dell’imprenditoria del commercio itinerante rispetto a quello totale, seguono i Comuni di Lamezia Terme (Catanzaro) con il 49%, Lecce (47,4%) e Agrigento con il 47,2%.

La forte concentrazione di imprese commerciali in sede mobile si accompagna spesso alla prevalenza di una specifica nazionalità di nascita degli imprenditori. A Caserta il 68,2% viene dal Senegal, a Reggio Calabria ha origini marocchine il 65,1% e a Castel Volturno la comunità più rappresentata è quella nigeriana (58,1%).

Presenza straniera
Se a trainare il settore è la forte presenza di operatori stranieri tra gli imprenditori (di poco inferiore alle 100mila unità, il 56% del totale), l’analisi territoriale svela però un’Italia dai profili variegati, con realtà in cui la quota di ambulanti italiani è schiacciante rispetto a quella dei colleghi stranieri. Ad Andria, il 95,3% dei titolari di impresa del commercio ambulante è italiano, a Enna l’82,1% e anche in grandi città si assiste allo stesso fenomeno: a Bari (oltre il 78,7%) e Brindisi (con il 70,6%) ma anche a Torino, dove gli ambulanti italiani sono il 66,6% dei titolari di esercizi mobili. All’altro estremo, i territori con minore presenza di imprenditori ambulanti nati in Italia sono le province di Catanzaro (solo il 20,5% rispetto al totale), Reggio Calabria (21,3%) e Caserta (23,1%).
Tra i Paesi di provenienza degli ambulanti stranieri, quello che presenta di gran lunga il maggior numero di imprenditori è il Marocco (36mila) che concentra quasi il 40% degli ambulanti stranieri a livello nazionale. Seguono a distanza Senegal e Bangladesh, con consistenze analoghe (circa 15mila imprese).

Nella nostra regione la componente di titolari nati nella stessa provincia varia dal massimo di Trieste con il 65,7% al minimo di Udine con il 58,4 per cento.
Sotto il profilo settoriale si rileva un peso significativo dell’ambulantato non alimentare e in particolare il comparto abbigliamento che, nelle sue diverse suddivisioni, rappresenta il 38% del comparto. Al secondo posto, staccata di alcuni decimi di punto, viene la categoria ‘altri prodotti’ (tra cui fiori, cosmetici, detersivi, chincaglieria) con il 37,3% delle attività, e solo al terzo posto il settore alimentare, il cui contributo si ferma al 18,5% di tutti gli esercizi ambulanti (con prevalenza della componente legata ai prodotti ortofrutticoli).

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