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Danieli, utile netto a 63 milioni

Il settore della costruzione di impianti compensa il calo della produzione di acciaio a causa del lockdown. Conversione delle azioni di risparmio in ordinarie

Danieli, utile netto a 63 milioni

Si è chiuso con un utile netto di 62,9 milioni di euro il bilancio annuale, al 30 giugno scorso, della Danieli di Buttrio, fra i primi tre costruttori di acciaierie al mondo. Il bilancio, che registra ricavi per un totale di 2,8 miliardi di euro, un portafoglio ordini di 2,936 miliardi e un patrimonio netto in crescita a 1,936 miliardi di euro, è stato approvato oggi dal Consiglio di amministrazione, riunito sotto la presidenza di Gianpietro Benedetti.

Il cda ha deciso di proporre all’assemblea degli azionisti, convocata per il prossimo 28 ottobre, un dividendo di 0,14 euro per le azioni ordinarie e di 0,1607 euro per le azioni di risparmio, in linea con lo scorso esercizio.

Il Consiglio ha evidenziato che, negli ultimi dieci anni, l’87% degli utili è stato reinvestito in azienda e ha nominato, per cooptazione, Antonello Mordeglia, nuovo componente del cda al posto di Alessandro Trivillin, dimessosi lo scorso 17 dicembre.

La Danieli ha contenuto gli effetti della pandemia da Covid-19 nel settore della costruzione di acciaierie chiavi in mano, grazie alla sua organizzazione che – ha evidenziato il cda - ha consentito di continuare le attività negli Stati Uniti, in Russia e Cina nonostante l’impossibilità di viaggiare in Europa. Le attività in questo settore, inoltre, hanno compensato in buona parte la discesa di ricavi e margini in quello della produzione di acciai speciali, in particolare dell’ABS, fortemente compromessa dal lockdown del periodo febbraio-giugno.

L’Abs si conferma comunque tra i leaders europei nel settore dei prodotti lunghi di alta qualità e i suoi investimenti per nuovi impianti in Italia non si sono interrotti per la pandemia. Entro ottobre-novembre entrerà in produzione un suo nuovo impianto, realizzato con investimenti per 190 milioni di euro, il primo del programma che ha l’obiettivo di aumentare il suo fatturato del 50% con il primato di unica acciaieria per la produzione di acciai di qualità.

Il cda della Danieli, inoltre, ha deciso di proporre all’assemblea degli azionisti del prossimo 28 ottobre la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie. Questa è una decisione storica del Consiglio di amministrazione, in quanto, dal 1986 esistono due categorie di azioni: le azioni di risparmio e le azioni ordinarie. Le due azioni hanno quotazioni diverse e comportano diritti diversi per gli azionisti. Tramite la conversione si potrà avere un’unica categoria di azioni, quelle ordinarie, e permetterà un aumento della capitalizzazione di mercato ordinaria con conseguente maggiore peso negli indici e nel portafoglio degli investitori istituzionali.

Da molti anni, infatti, la Danieli riceve richieste da parte degli investitori che domandano la conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie. Per l’operazione è previsto un esborso di circa 74 milioni di euro a favore degli azionisti.

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