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Ferriera, segnali incoraggianti al Mise

Fedriga: "Avanti con la riconversione dell'area a caldo e piena tutela dell'occupazione". Arvedi annucia investimenti per 150 milioni

Ferriera, segnali incoraggianti al Mise

Il Ministro Stefano Patuanelli ha presieduto oggi al Mise il tavolo sulla Ferriera di Servola, per discutere del futuro del sito produttivo, nell'ambito di un percorso che dovrà riconvertire l'area a caldo, salvaguardando l'occupazione dei lavoratori e tutelando il territorio. All'incontro hanno partecipato i rappresentanti del Ministero del Lavoro, del Ministero dell'Ambiente, la Regione Friuli-Venezia Giulia, il Comune e l'Autorità portuale di Trieste, l'azienda e i sindacati.

Nel suo intervento di apertura il Ministro Patuanelli ha dichiarato: "E' importante che il confronto sulla Ferriera proceda in maniera costruttiva e condivisa all'interno di un percorso istituzionale, nel quale il MiSE assume il ruolo di coordinamento per verificare le prospettive future dello stabilimento e del territorio di Trieste. Il percorso dovrà viaggiare su tre binari principali: ambiente, sviluppo della attività portuale e tutela occupazionale".

L'azienda ha confermato la volontà di proseguire il suo impegno sul sito di Trieste, iniziato nel 2014 quando è diventata proprietaria della Ferriera, garantendo la salvaguardia di tutti i lavoratori. Arvedi ha quindi manifestato la propria disponibilità a confrontarsi con tutte le parti in maniera costruttiva, impegnandosi a presentare nelle prossime riunioni il piano delle attività di riconversione.

I sindacati hanno accolto positivamente il percorso proposto dal Ministro e hanno chiesto che il MiSE si faccia garante degli impegni che verranno presi con il gruppo Arvedi. "La proprietà ha confermato di volere procedere con la chiusura dell'area a caldo e di volere lavorare a un piano industriale di rilancio dell'area a freddo, annunciando un investimento di circa 150 milioni, con il parziale riassorbimento delle maestranze eccedenti", confermano Marco Relli, Umberto Salvaneschi e Antonio Rodà di Fiom, Fim-Cisl e Uilm di Trieste. “La proprietà non ha ancora pronto un piano industriale definito e questo ci preoccupa molto".

"Tutto ciò oggi non è supportato da un piano industriale che ci permetta di esprimere una valutazione di merito, né tantomeno le istituzioni sono state in grado di presentare un progetto nel quale si parli di ricollocamento dei lavoratori e di opportunità concrete di riqualificazione dell'area che, a nostro parere, deve essere di carattere industriale e non esclusivamente logistico. Per questi motivi non possiamo che esprimere estrema preoccupazione per uno scenario che si prefigura con poche certezze e tanti buoni propositi", commentano le segreterie provinciali Fim, Fiom e Uilm e le Rsu della Ferriera. "In questo contesto non può essere sufficiente la dichiarata volontà da parte del neo ministro di focalizzare l'attenzione del Governo su una vicenda che rischia, se mal gestita, di mettere a serio rischio il futuro lavorativo di centinaia di posti di lavoro. Abbiamo ribadito ai presenti che il sindacato potrà discutere di riqualificazione dell'area e delle maestranze solo dopo un piano che garantisca piena occupazione e la prosecuzione delle attività industriali".

Al termine dell'incontro il Ministro Patuanelli ha espresso il suo apprezzamento per la disponibilità al confronto manifestata da tutte le parti presenti e ha auspicato che il percorso avviato oggi porti a risolvere in tempi brevi e in maniera definitiva le questioni finora irrisolte riguardanti il sito siderurgico di Trieste, sul fronte ambientale, industriale e occupazionale. A tal riguardo, il Ministro ha annunciato la convocazione immediata per la prossima settimana del gruppo di coordinamento e controllo dell'accordo di programma sottoscritto nel 2014 da azienda e istituzioni, per verificare e rinnovare gli impegni presi a tutela dell'ambiente e dei lavoratori.

La prossima riunione del tavolo convocato al MiSE si terrà nel mese di ottobre per discutere del nuovo piano industriale presentato da Arvedi.

"Il percorso di riconversione, di cui la Regione è stata promotrice, è fondamentale tanto quanto la salvaguardia dei livelli occupazionali: ecco perché il tavolo ministeriale, oltre a definire le tempistiche per la chiusura dell'impianto, dovrà dare risposte in merito al futuro dei lavoratori. Un itinerario che dovrà necessariamente svilupparsi attraverso soluzioni condivise, costruite non su ammortizzatori sociali a tempo indeterminato ma su concrete prospettive di reimpiego del personale". Lo ha sottolineato oggi a Roma il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.

Alla riunione hanno preso parte anche gli assessori regionali alla Difesa dell'Ambiente, Fabio Scoccimarro, al Lavoro, Alessia Rosolen, e alle Attività Produttive, Sergio Emidio Bini, i delegati dei ministeri dell'Ambiente e del Lavoro, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D'Agostino, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, la proprietà di Siderurgica Triestina e le organizzazioni sindacali.

Durante il suo intervento, il governatore ha posto inoltre l'accento sulla disponibilità dell'Amministrazione ad avviare un dialogo con le realtà produttive regionali potenzialmente interessate alla manodopera oggi operativa nell'area a caldo, dislocando le proprie risorse sul fronte della formazione e individuando percorsi personalizzati per il reimpiego della forza lavoro.

"Per raggiungere questi obiettivi - ha concluso Fedriga - è pertanto opportuno che il ministero dello Sviluppo Economico, cui compete il coordinamento del tavolo di crisi, definisca un calendario dei lavori che preveda precise scadenze su una partita che riguarda non solo la città di Trieste ma il tessuto industriale e sociale del Friuli Venezia Giulia".

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