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Ferriera, impegno per la riconversione

Al Mise, i vertici del Gruppo Arvedi hanno illustrato le linee di azione per la chiusura dell'area a caldo

Ferriera, impegno per la riconversione

"A fronte di quanto prospettato dall'azienda con le linee del percorso di riconversione industriale, deve corrispondere un impegno delle istituzioni pubbliche per orientare gli investimenti sullo sviluppo dell'area a freddo al fine di favorire la crescita economica del sito industriale di Servola e salvaguardare gli attuali livelli occupazionali". Lo ha affermato oggi a Roma l'assessore al Lavoro del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, a margine della riunione del Gruppo di coordinamento e controllo per l'attuazione dell'Accordo di programma "per la disciplina degli interventi relativi alla riqualificazione delle attività industriali e portuali e del recupero ambientale nell'area di crisi industriale complessa di Trieste". Nel corso dell'incontro, i vertici del Gruppo Arvedi hanno illustrato le linee di azione finalizzata alla decarbonizzazione e alla riconversione dell'aera a caldo dello stabilimento siderurgico di Servola.

"È un primo passo concreto che vede la realizzazione degli sforzi compiuti dalla Regione per la chiusura dell'area a caldo", ha detto l'assessore regionale all'Ambiente, Fabio Scoccimarro, presente anch'egli alla riunione assieme al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e ai rappresentanti del Comune di Trieste e dell'Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale. Lo stesso Scoccimarro ha anche rimarcato come la Regione sia disponibile a collaborare con l'azienda al fine di accelerare la parte burocratica relativamente agli incentivi e alle agevolazioni previste dalla legge, "con l'obiettivo di far coincidere i tempi e le scadenze a cui deve sottostare l'impresa con quelle che sono le aspettative dei lavoratori".

Il percorso comprende quattro pilastri: la chiusura dell'area a caldo, il rilancio dell'attività logistica, il potenziamento dell'area a freddo e la riconversione della centrale di produzione di energia elettrica. Accanto a una quota di investimenti aziendali concentrati nella prima fase del progetto, è previsto il concorso di supporti economici pubblici e privati.

Il passaggio successivo, come sottolineato da Rosolen in accordo con Patuanelli, delinea un iter dedicato agli approfondimenti tecnici presso i ministeri competenti (Ambiente, Lavoro, Infrastrutture) per verificare la fattibilità e i tempi di realizzazione di quanto illustrato oggi dall'azienda.

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