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Ferriera, serve un nuovo accordo di programma

Riunione interministeriale al Mise, dove a breve sarà convocato un nuovo tavolo. Si punta a creare una cabina di regia

Ferriera, serve un nuovo accordo di programma

Il Ministro Stefano Patuanelli ha presieduto oggi al Mise il gruppo di coordinamento e controllo relativo all'Accordo di programma per la realizzazione di interventi di tutela ambientale e di riconversione industriale dell'area della Ferriera di Servola, sottoscritto da Arvedi e dalle Istituzioni nel 2014. All'incontro hanno partecipato il Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial, i rappresentanti del Ministero dell'Ambiente, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione, la Città e l'Autorità portuale di Trieste, Invitalia.

Con l'incontro odierno - annunciato da Patuanelli nel corso del tavolo sulla Ferriera tenutosi lo scorso 18 settembre - è stato avviato un percorso di confronto tecnico tra le istituzioni coinvolte, per verificare lo stato di avanzamento degli impegni a tutela ambientale e dei lavoratori presi dal Gruppo Arvedi nel 2014, quando è diventato proprietario del sito siderurgico triestino.

Il Ministro ha chiesto al Gruppo di coordinamento e controllo di portare avanti, nel corso dei prossimi incontri tecnici, un'analisi approfondita degli strumenti previsti nell'ambito dell'accordo di programma del 2014, e di individuare possibili nuovi strumenti necessari a favorire una accelerazione degli interventi a tutela del territorio e dei lavoratori impiegati nel sito siderurgico triestino. Nel corso della riunione è stato, infine, illustrato un primo cronoprogramma di lavori, che coinvolgerà anche l'azienda, al fine di avviare un confronto tecnico sul nuovo piano industriale presentato da Arvedi in vista del prossimo Tavolo istituzionale che sarà riconvocato nel mese di ottobre.

Alla riunione del Gruppo di coordinamento e controllo hanno partecipato gli assessori regionali Fabio Scoccimarro (Ambiente) e Sergio Emidio Bini (Attività produttive). Come ha affermato Scoccimarro, "all'appuntamento odierno ci ha portati una trattativa tra Regione e proprietà che ha visto quest'ultima comunicare pubblicamente la volontà di chiusura dell'area a caldo dello stabilimento siderurgico, contestualmente all'intenzione di investire ulteriormente sul laminatoio. Un risultato storico per la città. Adesso, fermo restando l'obiettivo occupazionale, sul fronte ambientale faremo tutto quello di competenza per affiancare l'azienda in un percorso che deve puntare alla sostenibilità e allo sviluppo".

Da parte sua Bini, condividendo la visione che allarga all'ex Teseco la zona oggetto del nuovo accordo di programma, ha sottolineato l'importanza di quanto formalizzerà Siderurgica triestina in merito al piano industriale e all'ipotesi di cessione del sito su cui insiste l'area a caldo. "Non ci deve sfuggire - ha detto Bini - che al centro della questione ci sono i lavoratori della Ferriera sui quali ricadono le conseguenze di questa scelta. Quindi, quando si parlerà nel concreto, davanti a un progetto più definito, bisognerà dare certezze sui tempi e le modalità di ricollocazione delle maestranze".

Lo stesso Bini ha poi ricordato il recente contributo della Regione in ordine alla riapertura dell'avviso pubblico che mette a disposizione 15 milioni di euro per realizzare iniziative imprenditoriali nell'area di crisi complessa di Trieste. Infine, relativamente alla possibile intenzione dell'Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale di acquisizione dell'area caldo, il segretario generale dell'Authority, Mario Sommariva, presente anch'egli alla riunione, ha comunicato che entro una decina di giorni verrà portata a termine la due diligence per la stima del valore del sito. Ha partecipato all'incontro, tra gli altri, anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.

"È positivo che la partita della Ferriera sia passata nelle mani del Governo, dove confidiamo sarà gestita con la necessaria terzieta' e nei binari del rigore istituzionale rappresentato dalla cornice di un nuovo Accordo di programma", commenta la deputata Debora Serracchiani (Pd). "Il riavvio di un metodo sperimentato con buoni risultati nel 2014 segna uno stacco apprezzabile rispetto a una situazione di incertezza sulla tutela dell'ambiente e dei posti di lavoro, e sulla prosecuzione della riconversione industriale".

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