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Fincantieri, ricavi a 5,8 miliardi

Pesa la performance negativa di Vard. Attivate tempestivamente iniziative per contrastare l’emergenza, con la sospensione delle attività produttive

Fincantieri, ricavi a 5,8 miliardi

Il Consiglio di Amministrazione di Fincantieri, riunitosi sotto la presidenza di Giampiero Massolo, ha approvato il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2019 e il progetto di Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2019, redatti in conformità ai principi contabili internazionali (IFRS), nonché la Dichiarazione non Finanziaria al 31 dicembre 2019, redatta ai sensi del D. Lgs. del 30 dicembre 2016, n. 254.

Risultati consolidati 2019. Andamento operativo: ordini acquisiti considerevolmente superiori ai ricavi da oltre 5 anni: euro 8,7 miliardi per 28 unità di cui 13 cruise destinate a 6 brand diversi (Oceania, Regent Seven Seas, Viking, MSC Crociere, Princess Cruises, Ponant) e 5 unità militari negli Stati Uniti (programma LCS e MMSC). Carico di lavoro complessivo per 109 navi ed euro 32,7 miliardi pari a quasi 6 volte i ricavi: backlog di euro 28,6 miliardi (+11,8%) con 98 unità in consegna fino al 2027 e soft backlog di circa euro 4,1 miliardi. Consegnate 26 unità da 12 stabilimenti diversi, tra cui 4 navi da crociera, 4 unità expedition cruise e 3 navi militari, e varate 3 unità per la Marina Militare Italiana. Creati in Italia oltre 550 posti di lavoro direttamente e 2.650 nell’indotto con l’incremento degli organici.

Andamento economico-finanziario: ottimi risultati di Fincantieri (Ricavi euro 4,3 miliardi, EBITDA euro 489 milioni, EBITDA margin 11,3% e Utile di esercizio per euro 151 milioni, al netto della svalutazione della partecipazione in Vard per euro 50 milioni e degli oneri straordinari per amianto di euro 40 milioni). Notevole performance negativa di Vard (per la quale è stato implementato un piano di ristrutturazione a valle del delisting a fine 2018) determina i seguenti risultati consolidati del Gruppo: Ricavi di euro 5,8 miliardi con una crescita del 8,0 % rispetto al 2018; EBITDA di euro 320 milioni (euro 421 milioni nel 2018) con EBITDA margin del 5,5% (7,8% nel 2018); Risultato adjusted1 negativo per 71 milioni (euro 114 milioni nel 2018) e Risultato d'esercizio negativo per euro 148 milioni (euro 69 milioni nel 2018) al netto di oneri fiscali (euro 73 milioni), oneri straordinari (euro 67 milioni) e risultato delle discontinued operations negativo per euro 24 milioni; Indebitamento finanziario netto2 di euro 736 milioni che riflette una struttura finanziaria coerente con la crescita dei volumi cruise ed il relativo calendario delle consegne.

Iniziative strategiche: Costituita Naviris, JV paritaria con Naval Group, nell’ambito del consolidamento del settore navale europeo mirato a rendere l’industria navale europea leader mondiale per performance di prodotto e innovazione tecnologica. Indagine delle Autorità Antitrust sull’acquisizione di Chantiers de l’Atlantique attualmente sospesa. Creato un polo di eccellenza nei sistemi elettronici e software, settori chiave per l’innovazione, e acquisita la quota di maggioranza di Insis SpA nell’ambito della strategia di crescita e potenziamento delle attività ad elevato contenuto tecnologico. Raggiunti tutti gli obiettivi 2019 del Piano di Sostenibilità, con particolare riferimento alla gestione della catena di fornitura, le attività sociali e dei diritti umani, la diversity.

Emergenza Covid-19. Attivate tempestivamente iniziative per contrastare l’emergenza e salvaguardare la salute e il benessere delle persone, con la sospensione delle attività produttive a partire dal 16 marzo. Previsti effetti sull’andamento della gestione nel 2020, tuttavia, con la risoluzione della situazione in tempi ragionevoli la struttura patrimoniale ed economica del Gruppo è in grado di fare fronte agli impatti. Priorità e impegno del Gruppo focalizzati sulla cura dei clienti e dei partner strategici al fine di tutelare il carico di lavoro acquisito nel settore cruise, tra i più colpiti dalla crisi.

Piano Industriale 2020-2024 sarà finalizzato non appena gli sviluppi dell’emergenza consentiranno un’analisi più chiara del possibile impatto.

A margine della riunione del Consiglio Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri, ha commentato: “Abbiamo confermato una visione strategica di lungo termine che va oltre la gestione aziendale e ci permette di coniugare gli interessi del Gruppo e dei suoi principali stakeholder con quelli del Paese. Una prova concreta di ciò è stato il nostro ingresso nel settore delle grandi infrastrutture, nel quale un tempo l’Italia primeggiava, un patrimonio però che andava dissolvendosi. Per questo abbiamo messo l’eccellenza del nostro saper fare al servizio dell’Italia per un progetto altamente complesso che stiamo portando avanti in tempi record e con successo: la costruzione del nuovo ponte di Genova, seppure in un frangente storico che vive un'emergenza senza precedenti. Per questo motivo, una volta ancora, voglio manifestare il mio apprezzamento ai nostri dipendenti e a quelli dell’indotto che stanno completando una realizzazione così importante".

"Al termine di essa ancora una volta Fincantieri metterà a disposizione le proprie competenze e le proprie risorse per contribuire, nel più breve tempo possibile, alla creazione del nuovo modello di sviluppo economico nazionale. Infatti, la nostra società, uno dei punti di riferimento e dei capisaldi del tessuto industriale italiano, ha il dovere morale di svolgere un ruolo da protagonista, accanto al Governo, per supportare la ripresa del Paese, contribuendo a trainarla con la protezione dei posti di lavoro e della capacità produttiva nazionale. Pure il lavoro che portiamo avanti con Cdp ed Eni va nella stessa direzione, quella di generare un impatto positivo a livello socio-economico ed ambientale su tutto il territorio italiano. Il comune impegno per lo sviluppo di progetti all’avanguardia legati alla transizione energetica e alla sostenibilità ambientale, unito alla nostra dedizione alla ricerca e innovazione per creare le navi del futuro, ci permetteranno di dare un’importante spinta al percorso che il Paese deve compiere verso la decarbonizzazione e l'economia circolare”.

Bono ha poi concluso: “Per questa enorme responsabilità e per il contributo che ognuno di noi sarà chiamato a dare voglio fin d’ora ringraziare i nostri lavoratori e quelli della nostra vastissima rete di fornitori”.

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