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Gettito fiscale, manca all'appello un miliardo e mezzo

A tanto ammontano le tasse non versate a causa della pandemia

Gettito fiscale, manca all\u0027appello un miliardo e mezzo

Le casse dell’erario nel 2020 hanno registrato un ‘buco’ di 1,5 miliardi di euro in Friuli-Venezia Giulia. Sono le tasse mancate a causa della pandemia e che quindi non sono entrate in circolo per alimentare il sistema della pubblica amministrazione. Molte aziende hanno interrotto l’attività, numerosi lavoratori hanno visto ridursi il proprio reddito, a causa dei lockdown ci si è mossi di meno e non si è usciti a cena o a fare shopping. Il risultato è un vistoso calo del gettito fiscale, prevedibile ovviamente ma che ora ha anche una misura. Ad aver elaborato l’analisi, sulla base dei dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, è Lorenzo Clarich, commercialista e componente del direttivo regionale dell’Associazione dei revisori dei conti degli enti locali (Ancrel).
Potrà sembrare una domanda banale, ma perché c’è stato questo calo di gettito fiscale nel 2020?

“Dai dati emerge nettamente la riduzione di tutte le imposte collegate al lavoro e all'attività di impresa, tra le quali le principali sono l'Irpef privata, l'Ires e l'Irap, che si determinano sui redditi delle imprese, oltre al calo dell'Iva che invece riguarda i consumi privati. Per quanto riguarda l'Irpef, nel momento in cui durante la pandemia, ad esempio, i ristoranti hanno chiuso la conseguenza è che non ci sono state le solite ritenute nelle buste paga dei camerieri e i titolari hanno fatturato meno: tutto ciò ha ridotto il gettito fiscale diretto che colpisce i redditi da lavoro e di impresa. Discorso analogo per l'Iva: se i cinema sono chiusi e la gente deve stare a casa si riduce anche il gettito cosiddetto indiretto da Iva che versiamo in biglietteria. Non si è invece verificato alcun calo delle imposte collegate agli enti pubblici: ciò si spiega con il fatto che durante il lockdown i dipendenti pubblici, magari lavorando in smart-working, hanno continuato a percepire normalmente la busta paga con le relative ritenute fiscali”.
Quali sono le imposte più penalizzate dall'effetto pandemico e perché secondo lei?
“Premesso che, secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, rispetto al 2019 il gettito è diminuito in valore di circa 1,5 miliardi di euro - e potrebbe essere superiore in quanto non è stata conteggiata l'Irpef privata della provincia di Gorizia -, le imposte che si sono ridotte di più sono quelle indirette collegate ai consumi, in particolare Iva (meno 250 milioni), imposta sulle assicurazioni (meno 420 milioni) e le accise varie (meno 280 milioni), che insieme hanno comportato un calo di quasi 950 milioni su base regionale. Poi ci sono le imposte dirette collegate ai redditi da lavoro e di impresa (Irpef, Irap, Ires) che in totale si sono ridotte di circa 500 milioni. Tuttavia ci sono alcuni tributi che invece hanno aumentato il loro gettito, ad esempio le imposte sostitutive (che comprendono il conveniente regime forfettario per le partite Iva), che risulta in aumento di quasi 120 milioni rispetto al 2019. Per quanto riguarda le motivazioni le imposte indirette scontano la riduzione dei consumi causata dai lockdown governativi: se la gente rimane a casa anziché andare al Città Fiera a fare shopping, versa così meno Iva a causa dei mancati acquisti e minori accise sui carburanti perché non muove l'auto. Un discorso a parte va fatto per l'imposta sulle assicurazioni che riguarda soltanto Trieste, sede di importanti gruppi assicurativi. La sua riduzione potrebbe derivare da due motivi: da un lato durante il lockdown molte persone hanno sospeso il pagamento dell'Rca tenendo la propria automobile in garage e in generale un po' tutte le attività economiche da assicurare si sono fermate; dall'altro temo che anche il trasferimento della sede legale di Allianz da Trieste a Milano con decorrenza proprio dal 1° gennaio 2020 abbia inciso negativamente”.
Cosa comporta questa riduzione del gettito fiscale per la nostra amministrazione regionale?
“L'articolo 49 dello Statuto della Regione Autonoma, anche dopo la modifica portata nel 2017, prevede che il Governo versi alla Regione circa il 30% del gettito derivante dalle accise sui carburanti erogati in regione e circa il 60% del gettito derivante dall'Iva, dalle accise sui tabacchi e sull'energia elettrica e dagli altri tributi erariali maturati sul territorio regionale, compresa l'Irpef. Ciò significa che una buona parte delle entrate a bilancio derivano proprio da questi accordi statutari ed è chiaro che se si riduce il gettito fiscale si riducono anche le entrate e la capacità di spesa del Friuli-Venezia Giulia, al netto di eventuali clausole di perequazione oggetto di trattativa politica. Ci sono poi i tributi spettanti al 100% alla Regione, tipo Irap e addizionale regionale all'Irpef, che parimenti sono diminuiti. Per dare un'idea, nel 2019 le entrate regionali accertate derivanti da tributi in compartecipazione ammontavano a circa 5,2 miliardi di euro su un totale di circa 6 miliardi di entrate correnti accertate: circa l'86 per cento ed è chiaro che ciò potrebbe essere un problema per gli equilibri di bilancio dal momento che si tratta della categoria di entrate che vale di più sul bilancio regionale complessivo che nel 2019 totalizzava circa 9,2 miliardi a pareggio”.
Il calo del gettito ha ripercussioni anche sui Comuni?
“Sorprendentemente dai dati che ho ricevuto non si osserva una riduzione delle addizionali all'Irpef così rilevante. L'addizionale regionale all'Irpef privata si è ridotta di circa 4,5 milioni di euro passando da 124,5 a 120 mentre quella comunale è invece rimasta stabile su un gettito annuale pari a poco più di 49 milioni. Mi sarei aspettato una riduzione maggiore. Preciso a ogni modo che la nostra analisi non tiene conto del gettito derivante dai tributi propri comunali quali l'Imu e la Tari”.
Sono previste forme di compensazione da parte dello Stato?
“Per quanto riguarda i Comuni il governo ha istituito il cosiddetto ‘Fondone Covid’ a cui ha destinato circa 2,7 miliardi di euro finalizzato a coprire tutte le minori entrate dei Comuni causate dall'emergenza sanitaria il cui riparto finale sta avvenendo in questi giorni”.
Questo calo importante mette a rischio l'erogazione dei servizi pubblici?
“In linea di principio ci potrebbero essere degli effetti sulla capacità di spesa perché il totale delle entrate si riduce sensibilmente e ciò non potrà non avere effetti sugli equilibri di bilancio, in particolare su quello di parte corrente. È possibile che alcune spese per investimenti pluriennali vengano magari rimandate all'anno successivo, tuttavia mi aspetto che si rendano disponibili altre risorse per far quadrare i conti o che si possa temporaneamente derogare ai vincoli di bilancio previa intesa col governo considerata l'imprevedibilità della situazione. A oggi il problema c'è, visto che la bozza di rendiconto 2020, appena approvata dal Consiglio regionale, presenta previsioni di entrate derivante dai tributi in compartecipazione per 4,6 miliardi di euro per il 2021 e il 2022, in forte diminuzione quindi rispetto ai circa 5,6 e 5,2 miliardi accertati rispettivamente nel 2020 e nel 2019: si tratta di circa 1 miliardo in meno per il 2021 e non è poco”

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