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I tassi volano: come non precipitare

Fisso o variabile? Il rialzo degli indici per combattere l’infazione ha messo in crisi chi voleva chiedere un prestito per comprare casa. Le soluzioni, però, non mancano

I tassi volano: come non precipitare

Il sogno di avere una casa di proprietà per alcuni potrebbe trasformarsi in un incubo. La Banca Centrale Europea ha stabilito, infatti, un ulteriore rialzo dei tassi di 0,25 punti per luglio e ha annunciato un probabile nuovo incremento a settembre. L’obiettivo è arginare l’inflazione, che a maggio ha superato l’8%, ma questo comporterà un aggravio delle rate che potrà superare anche i 100 euro al mese per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile, quindi direttamente esposto alle decisioni della Bce e ancorati all’Euribor che è, appunto, l’indice di riferimento per questi finanziamenti.

Col senno di poi, sarebbe stato, quindi, meglio scegliere un mutuo a tasso fisso, accettando in partenza rate più alte, ma avendo la certezza che non sarebbero cambiate nel corso degli anni. Prima di valutare una rinegoziazione o una surroga bisogna considerare la durata residua del piano di ammortamento e anche lo spread applicato.

Per esempio, se un mutuo a tasso variabile è già stato contratto da qualche anno, potrebbe non essere più conveniente valutare altre soluzioni, poiché con l’aumento dei tassi ci potrebbe essere un aumento della rata, ma molto contenuto. Nel caso si decida una rinegoziazione, si può passare per esempio da un tasso variabile a un tasso fisso, o a un tasso variabile con ‘cap’, ossia strutturato come un tasso variabile, ma che non permette l’applicazione di un tasso superiore al tetto massimo fissato.

Un tetto sulla testa

“Come proteggersi dall’esplosione dei tassi dei mutui? Quali consigli dare ai clienti?”. Abbiamo girato le domande ai direttori di tre istituti di credito presenti sul nostro territorio.

MAI VISTE TANTE INCERTEZZE. “Gli ultimi anni - spiega Francesca Nieddu, direttore regionale Intesa Sanpaolo Veneto Est e Friuli Venezia Giulia - sono stati caratterizzati da tassi di mercato negativi fuori dall’ordinarietà delle dinamiche delle serie storiche dei mercati monetari. I valori del tasso fisso pur incrementati nel 2022 restano comunque non elevati. Il variabile, pur consentendo, almeno per ora, di pagare rate più contenute, presenta maggiore aleatorietà su evoluzioni future dell’Euribor. In fasi d’incertezze sui mercati particolare interesse sta assumendo il tasso variabile con cap”.

PROTEZIONE NECESSARIA. “Da inizio 2021 a maggio 2022 – spiega Maurizio Dilena, vicedirettore generale vicario di BancaTer - abbiamo erogato oltre 2.800 finanziamenti a sostegno di privati e aziende. L’inflazione e, di conseguenza, il rialzo dei tassi ha portato un po’ di disorientamento, in particolare alle famiglie che si accingono ad accendere un mutuo. In questa fase una delle soluzioni che la clientela ci richiede di più, in alternativa al tasso fisso che rimane la forma più sicura ma anche la più onerosa, è quella di valutare il tasso variabile inserendo, però, anche il ‘cap’, ovvero una protezione che consente di mettere un tetto all’eventuale rialzo dei tassi”.

DIVARIO IMPORTANTE. “In un mercato - dichiara Sergio Copetti, vice direttore generale di Prima-Cassa - che inizia a esprimere un divario consistente tra le condizioni applicate ai mutui a tasso fisso e quelle a tasso variabile, accanto alla prima soluzione, che continuiamo comunque a offrire alla clientela interessata, diamo la possibilità di scegliere quella variabile abbinata a una protezione contro il rialzo eccessivo dei tassi, così detto cap”.

I sogni infranti degli aspiranti proprietari

Prima la pandemia, poi il caro bollette e ora il conflitto in Ucraina, con le conseguenze che sono sotto gli occhi e nelle tasche di tutti, hanno messo in ginocchio le finanze personali e familiari. Pur essendo grandi risparmiatori, ora un italiano su due deve ammettere che le proprie uscite sono superiori alle entrate e i propri risparmi diminuiti nell’ultimo anno. Il sogno di una casa di proprietà deve finire nel cassetto? Abbiamo chiesto a Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori attivi, di dare un consiglio a partire dalla scelta del mutuo. Meglio fisso o variabile?

“Il tasso variabile - spiega Puschiasis - è ancora molto conveniente rispetto al tasso fisso. Si prevede, però, un’impennata a breve e un atteggiamento prudenziale è auspicabile, poiché potrebbero così essere cristallizzate condizioni oggi convenienti, ma che non rimarranno tali nel futuro. Quindi, c’è la necessità di tenere monitorato il termometro, così da poter poi procedere con la surroga o con la rinegoziazione non appena i tassi dovessero salire. Due valide opzioni restano, quindi, il tasso fisso, oppure il variabile con cap”.

I primi a pagare le spese dell’imminente rialzo dei tassi annunciato dalla Bce sono i giovani intenzionati a chiedere un mutuo per la prima casa. “Per loro – spiega Puschiasis – sarebbe bene accedere al Fondo di garanzia prima casa, lo strumento gestito da Consap che permette di estendere le garanzie di chi richiede un mutuo allo scopo di offrire una posizione più solida agli istituti bancari. Peccato che le banche non abbiano convenienza economica nel concedere mutui assistiti da tale garanzia. Bisogna intervenire subito per poter garantire l’applicazione del fondo ai giovani e alle categorie più fragili. Chiediamo – conclude Puchiasis - un intervento coraggioso da parte del Governo, affinché si giunga a un’attualizzazione delle rilevazioni dei tassi, ponendo quale obiettivo il contenimento degli stessi, così da permettere al fondo di poter restare uno strumento di aiuto sociale”.

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