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Icop in vetrina al cantiere dell’innovazione

La tappa udinese del roadshow “I 100 luoghi di Industria 4.0” ha acceso i riflettori sull'azienda di Basiliano

Icop in vetrina al cantiere dell’innovazione

Il cantiere dell’evoluzione tecnologica nel settore delle costruzioni al centro del Roadshow “I 100 luoghi di Industria 4.0”, promosso da Confindustria nazionale e il Digital Innovation Hub di Udine, che ha fatto tappa a Udine, in live streaming.

“Questo appuntamento - ha sottolineato la presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, che ha aperto l’incontro - riveste un importante carattere di originalità all’interno del roadshow nazionale: riguarda infatti la trasformazione digitale nel comparto edile e ha come protagonista Icop Spa società benefit di Basiliano, impresa leader nell’innovazione tecnologica applicata alle costruzioni e alle opere speciali di ingegneria. Un vero e proprio caso di scuola, visto che è l’unica azienda del comparto delle costruzioni in Italia ad avere il ruolo di testimonial in questo specifico progetto. Ciò testimonia l’eccellenza dell’impresa, evidentemente orientata dalla vision dell’imprenditore, ma è anche la prova che non esistono comparti produttivi esclusi da una trasformazione tecnologica che attraversa, invece, tutti i settori: esiste l’edilizia 4.0 così come esiste l’industria 4.0. Un nuovo modo di pensare il mercato delle costruzioni che è già realtà”.

Come ha ricordato il moderatore dell’incontro, Stefano Miotto, direttore di Confindustria Veneto, l’obiettivo dell’iniziativa - nata in Confindustria Veneto, individuata da Confindustria nazionale come buona prassi e quindi estesa a tutte le aziende italiane nel progetto "Fabbriche Vetrina" - è quello di dare evidenza alle aziende in cui le applicazioni evolute del 4.0 sono state implementate, mostrando come le tecnologie siano state applicate ai processi produttivi e organizzativi.

Nel suo intervento, Mareschi Danieli, nel ribadire che “la connessione deve diventare un diritto per tutti”, non ha nascosto che in Friuli Venezia Giulia molto ancora debba essere fatto: “Dobbiamo puntare sulla cablatura e sulla cultura digitale”. E ha aggiunto: “Industria 4.0 è già realtà per molte imprese, altre stanno valutando come muoversi. Conoscere gli esempi virtuosi diventa certamente il miglior acceleratore per l’innovazione”.

Dal canto suo, Elio Catania, consulente del Ministero Sviluppo Economico, ha riconosciuto che “da sempre il Veneto e il Friuli Venezia Giulia sono stati antesignani nel promuovere la filosofia dell’industria 4.0 al di là della sua matrice tecnologica. Industria 4.0 è molto di più, è infatti una trasformazione profonda che coinvolge i vertici aziendali in prima persona. La presenza all’incontro della presidente Anna Mareschi Danieli è un segnale forte, che dimostra come questo sia un tema che non possa venir delegato”.

“Le aziende che meglio sono uscite dalla crisi pandemica sono quelle che avevano fatto il pieno di digitalizzazione. I numeri, però – ha aggiunto Catania -, ci dicono che solo il 18-20% delle piccole imprese presenta attualmente un livello di digitalizzazione tale da poter veramente competere”. In aiuto vengono ora i 209miliardi di euro del Recovery Fund che spetteranno all’Italia. Il 20% di queste risorse saranno dedicate al digitale, il 37% alla transizione energetica, che ha nel digitale una sua componente fondamentale, per non parlare poi dei miliardi di euro stanziati per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, per la banda larga e per la formazione.

“Assistiamo – ha sottolineato Catania – a una mobilitazione forte da parte del Governo sia centrale che territoriale per spendere queste risorse. Oltre a tutto sono stati anche allocati 11,3 miliardi di euro per rafforzare il percorso dalla ricerca all’impresa, percorso in cui entrano in campo i DIH e i centri di competenza”.

“Analizzare, studiare e condividere esperienze di digitalizzazione già intraprese da aziende leader di mercato è fondamentale per avviare percorsi analoghi nelle Pmi - ha dichiarato invece Stefano Casaleggi, presidente della cabina di regia del Digital Innovation Hub del Friuli Venezia Giulia e direttore generale di Area Science Park –. Condividendo competenze ed esperienze trasversali, IP4FVG va in questa direzione; mette in cantiere laboratori in cui sperimentare metodi e tecnologie innovative per aiutare le imprese a innovare i loro processi. Lo fa attraverso il confronto e la sperimentazione sul campo, grazie anche ai quattro dimostratori attivati presso i nodi territoriali del sistema e al verticale Cantiere 4.0”.

“Va stimolata la domanda e portare la cultura digitale nelle imprese” ha poi commentato Gianni Potti, advisor di DIH Confindustria Veneto. “Durante il lockdown ben 10milioni di italiani si sono collegati e hanno utilizzato la rete. L’accelerazione che sta producendo il percorso della pandemia ci sta facendo vedere un Paese profondamente trasformato: dobbiamo cogliere questa voglia di cambiamento”.

L’amministratore delegato di Icop, Piero Petrucco e la responsabile dell’Ufficio Informatico, Paola Fontanelli, hanno quindi illustrato, anche attraverso una visita virtuale dell’ufficio tecnico e dei suoi cantieri, come Icop abbia interpretato la trasformazione digitale nel settore delle costruzioni, in cui l’azienda è leader per le opere speciali di ingegneria e microtunnel. Una specializzazione, quest’ultima, – come ha sottolineato Petrucco – “che ha consentito a una Pmi italiana di internazionalizzarsi, di andare all’estero puntando all’eccellenza in un settore di nicchia. L’unico modo, insieme all’innovazione continua, che le imprese delle nostre dimensioni hanno per andare all’estero rimanendo competitive”.

A partire dal 2016, l’ufficio Tecnico della Icop, congiuntamente con il settore R&D e ICT, si è dedicato al progetto di introduzione e implementazione in azienda del BIM (Building Information Modeling), una metodologia e un approccio innovativo alla progettazione, realizzazione e gestione delle costruzioni, e alla digitalizzazione dei processi aziendali. Il progetto di digitalizzazione aziendale è caratterizzato da una costante evoluzione e dall’affinamento dei flussi legati alle novità introdotte, sia dal BIM, sia dalle piattaforme informatiche sviluppate ad hoc per la gestione della produzione, per migliorare l’efficienza della condivisione del dato e per il controllo della qualità.

Tra le novità introdotte in questo processo evolutivo è stata resa ancora più efficiente la collaborazione tra ufficio tecnico e cantiere grazie all’utilizzo di una piattaforma di project collaboration basata su cloud, che permette di condividere in tempo reale i modelli BIM e i dati parametrici in esso contenuti. I tecnici del progetto, durante tutte le fasi della realizzazione dell’opera, dalla progettazione alla gestione, possono infatti facilmente visualizzare, condividere, coordinare e commentare i modelli BIM da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Si crea così un collegamento diretto e rapido tra l’ufficio della sede centrale e il cantiere. Il progetto della Piattaforma Logistica di Trieste è stata la prima opportunità di applicazione estensiva dei nuovi software, al quale stanno facendo seguito ulteriori attività su altri cantieri.

Il percorso intrapreso da Icop per snellire la struttura degli scambi ha come obiettivo principale l’interconnessione delle diverse funzioni aziendali attraverso la condivisione di informazioni. Ad esempio, molte delle sonde di perforazione del parco macchinari Icop per le fondazioni e le macchine per il microtunnel sono state dotate di scambio dati in remoto, permettendo così sia un monitoraggio della produzione dal punto di vista tecnico-manutentivo, sia una più efficiente gestione dei dati relativi alla produzione.

Collegato dall’azienda, Fabio Millevoi, direttore Ance Fvg e coordinatore del progetto “Cantiere 4.0 – IP4FVG”, si è soffermato invece sul tema dell’innovazione tecnologica nel comparto edile. Millevoi ha ricordato che, da quasi 2 anni, opera in regione - all’interno del Digital Innovation Hub IP4 FVG - “Cantiere 4.0”, un’alleanza trasversale fra Ance Fvg, Anci, Ditedi e Area Science Park, che nasce come un “ponte” associativo creato per consentire alle imprese, progettisti e committenti della Regione di passare dalla semplice osservazione di un fenomeno (esistono le imprese 4.0) all’attuazione di un progetto (diventare un’impresa 4.0). In altri termini si è voluto creare un luogo di incontro e di confronto per aiutare la filiera allargata delle costruzioni a vivere il cambiamento.

In questi mesi Cantiere 4.0 ha pianificato un articolato programma di eventi di alfabetizzazione, informazione e formazione che continueranno anche nel corso del 2021 per accompagnare le imprese, i professionisti, le SS.AA. verso la conoscenza delle nuove tecnologie, a partire dal BIM per arrivare al cantiere intelligente.

Le conclusioni del webinar sono state tratte da Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria per le Filiere e le Medie imprese. “Le imprese coinvolte in questo roadshow stanno dimostrano quanto utile sia la digitalizzazione all’interno del proprio processo produttivo – ha detto Marchesini -. Gli imprenditori sono molto curiosi e si fidano delle esperienze dei loro colleghi. Nel caso di I.CO.P. mi ha molto colpito il fatto che l’innovazione 4.0 sia stata applicata in un settore che a, torto, si riteneva impermeabile alla digitalizzazione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: maggiore qualità e puntualità nelle consegne, nonché condivisione delle informazioni tra sede centrale e cantiere. Il mio auspicio è che anche altre imprese del settore edile adottino questi strumenti perché sono, veramente, fattori di crescita e sviluppo”.

Marchesini ha ricordato poi anche il grandissimo lavoro di sensibilizzazione di Confindustria sui temi dell’industria 4.0. “Va sottolineato - ha concluso – che, finora, i Digital Innovation Hub di provenienza confindustriale hanno fatto bene il loro lavoro e meriterebbero di essere premiati dai programmi di sviluppo europeo”.

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