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Il Tar accoglie il ricorso di Zeno D'Agostino

Annullata la sentenza dell'Anac che aveva destituito il presidente del porto per incompatibilità. Ora dovrà essere reintegrato

Il Tar accoglie il ricorso di Zeno D\u0027Agostino

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Zeno D’Agostino, dichiarando l’annullamento della sentenza dell’Anac, l’Autorità nazionale anti corruzione che l'aveva destituito dall’incarico di presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale per inconferibilità, in quanto già alla guida del Terminal Passeggeri (Qui la sentenza).

D'Agostino, rappresentato e difeso dagli avvocati Piero Guido Alpa, Francesco Munari, Federico Tedeschini e Luca Di Donna, aveva chiesto la sospensiva, richiesta che il Tribunale amministrativo ha accolto, ritenendo la posizione dell’ex presidente – sostenuto anche dall’Authority - fondata. D'Agostino dovrà, quindi, essere reintegrato nell'incarico.

Per D’Agostino si erano mobilitati tutti i lavoratori del Porto, ma anche i cittadini e le istituzioni, di ogni colore politico. Pure il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli aveva rinnovato la sua fiducia.

“Grazie alla ministra de Micheli che ha tempestivamente firmato il decreto di nomina di Zeno D’Agostino, che così già da domani 1° luglio torna a ricoprire l'incarico. E' importante per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia aver saputo dare risposte immediate e puntuali a un problema che poteva avere conseguenze pesanti”. Così la deputata dem Debora Serracchiani, in merito ai provvedimenti presi dalla ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, per il porto di Trieste.

Il caso era scoppiato il 4 giugno, quando era stata resa nota la sentenza dell'Anac, pronunciata il 16 marzo. Il Mit, in attesa del pronunciamento del Tar, aveva garantito la piena funzionalità dell’Autorità nominando commissario Mario Sommariva. Nel frattempo, la commissione Bilancio aveva dichiarato ammissibile l'emendamento al dl Rilancio per sanare la posizione di D'Agostino, creando le condizioni per un suo ritorno alla guida del porto.

La sentenza ha accolto soprattutto il primo motivo di ricorso, quello cioè nel quale veniva affermata la non applicabilità del divieto di conferire incarichi quando l’Ente che nomina (nella specie il Mit) è diverso da quello (l’AdSP) che aveva nominato D’Agostino quale presidente senza poteri di società partecipata dall’Autorità (la concessionaria Ttp). Il Tar ha escluso, smentendo l’Anac, che la norma sull’inconferibilità possa essere applicata estensivamente, confermando così le tesi sostenute dagli avvocati dell’Autorità.

Il Tar ha altresì rilevato che, in ogni caso, non erano stati esercitati poteri gestori dal presidente D’Agostino in Terminal Passeggeri, ciò rilevando anche ai fini di escludere l’altra lettura “estensiva” della norma sull’inconferibilità. La sentenza rende giustizia in pochi giorni, della situazione molto delicata creatasi a seguito della decisione dell’Anac, e rimette quindi Zeno D’Agostino nuovamente nella pienezza della carica e dei poteri, nell’interesse della portualità non solo giuliana.

Come ha scritto il Tar, “il provvedimento con cui è stato conferito l’incarico di Presidente dell’AdSP al dott. D’Agostino era senz’altro legittimo”, con ciò respingendo anche possibili interpretazioni della norma volte ad allargare a qualsiasi ipotesi diversa dalla nomina le regole sulla inconferibilità degli incarichi. Anche questo aspetto, in prospettiva, costituisce elemento idoneo e eliminare incertezze e garantire continuità all’azione amministrativa. L’Autorità può da subito quindi ricostituire l’assetto organizzativo precedente alla decisione dell’Anac, con Zeno D’Agostino quale presidente e Mario Sommariva segretario generale, il quale, così, cesserà dalla carica di commissario straordinario dell’Ente, cui era stato nominato dal Ministro De Micheli poche ore dopo la decisione oggi annullata.

"La sentenza del Tar ha il merito di porre fine a una questione che, sorta su un interrogativo di natura tecnico-giuridica, rischiava di generare effetti negativi sul piano della credibilità internazionale del Porto e delle nostre istituzioni tutte. A tirare un sospiro di sollievo non è dunque solo il presidente d'Agostino, ma l'intera comunità regionale". Questo il commento del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. "Oggi - prosegue il governatore - si chiude una parentesi difficile per la comunità regionale, che ha trovato tuttavia la forza di compattarsi di fronte a un'evidenza, quella del lavoro svolto in questi anni a favore del rilancio del sistema portuale e logistico, ritenuta più forte di qualsiasi lettura restrittiva delle norme".

"Il fatto che il più diffuso sentimento dei cittadini del Friuli Venezia Giulia abbia trovato conforto nella pronuncia del Tar del Lazio - conclude Fedriga - appare pertanto di buon auspicio affinché il Porto possa continuare a rappresentare, anche attraverso la continuità di mandato dei propri vertici, un punto di riferimento per gli investitori nazionali ed esteri".

"Una notizia importante e attesa, una sentenza che restituisce - e finalmente lo possiamo dire - al Presidente Zeno D’Agostino il suo ruolo fondamentale nel rilancio dello scalo e nella logistica del Friuli Venezia Giulia". Così Dario Parisini, confermato questa mattina alla guida di Confcooperative Trieste, alla notizia della sentenza del Tar del Lazio. "Siamo soddisfatti - ha aggiunto Parisini - anche alla luce del percorso intrapreso con D’Agostino e il segretario generale Mario Sommariva nel creare opportunità di lavoro nel Porto, uno dei volani principali dello sviluppo economico sia di Trieste, ma anche del Friuli Venezia Giulia".

"Esprimo una grande soddisfazione, ora un grande lavoro può continuare sotto la guida appassionata e capace di Zeno D'Agostino e Mario Sommariva. È stata una svolta fondamentale quella che abbiamo impresso indicando Zeno che ha colpito il cuore dell’immobilismo che bloccava la città. Visione a tutto campo, concretezza dei passi quotidiani, grande importanza attribuita alla buona occupazione: Trieste ha riconosciuto tutto ciò e oggi chiede a D’Agostino e a Sommariva di continuare". A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Roberto Cosolini commentando la sentenza del Tar del Lazio, in base alla quale Zeno D'Agostino dovrà essere reintegrato nell'incarico di presidente dell'Autorità portuale del Mare Adriatico orientale, dopo il suo ricorso contro la sua destituzione da parte di Anac.

"Soddisfazione per il ritorno in sella di una figura cardine per lo sviluppo del porto di Trieste" la esprimono, attraverso una nota, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. Secondo gli esponenti pentastellati si tratta di "una vittoria del buon senso e di una città intera. Lavoratori portuali, cittadini e istituzioni si sono mobilitate, al di là di qualche rara eccezione fortunatamente isolata, per sostenere un presidente i cui risultati parlano da soli".

"Se qualcuno voleva attaccare D'Agostino - conclude la nota del Gruppo consiliare - ha in realtà ottenuto l'effetto opposto. L'auspicio è che l'unità di intenti mostrata in questa vicenda possa rappresentare un patrimonio per il futuro di Trieste e di tutto il Friuli Venezia Giulia".

"Hanno vinto le ragioni del diritto e del buon senso, annullando una sentenza che per motivazioni di carattere formale rischiava di compromettere seriamente il fondamentale lavoro fatto da D’Agostino per il rilancio del porto di Trieste". Il segretario generale della Cgil Fvg Villiam Pezzetta commenta così la sentenza del Tar del Lazio. "Ha vinto – aggiunge – anche la mobilitazione compatta di tutta una città, dalle istituzioni alle forze politiche, dall’economia al mondo del lavoro, che si è battuta per un progetto di rilancio fondamentale per le prospettive di sviluppo economico non solo del porto e di Trieste, ma di tutta la regione".



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