Home / Economia / Imprese Vincenti, quattro friulane selezionate

Imprese Vincenti, quattro friulane selezionate

Alfa Sistemi, Cappellotto, Potocco e Zanutta si raccontano nel programma di Intesa Sanpaolo

Imprese Vincenti, quattro friulane selezionate

Oggi a Mestre la settima tappa del roadshow di Imprese Vincenti, il programma di Intesa Sanpaolo per la valorizzazione delle piccole e medie imprese che rappresentano un esempio di eccellenza imprenditoriale capace di reagire con successo ai delicati e continui cambi di contesto. In questa quarta edizione i filoni progettuali del Pnrr acquistano una rilevante centralità, rappresentando sia alcuni dei parametri di selezione delle aziende sia i temi portanti del tour che farà tappa nelle principali città italiane.

Dopo gli incontri di Milano, Torino, Cuneo, Brescia, Bergamo e Padova la tappa odierna è dedicata alla digitalizzazione ed è ospitata al Museo del 900, nell’Auditorium Cesare De Michelis a Mestre, dove dieci Imprese Vincenti si sono presentate all’ampia platea di presenti raccontando la propria storia aziendale, le scelte strategiche che le hanno portate a consolidare il proprio percorso di sviluppo, le azioni di ricerca ed evoluzione tecnologica messe a punto in questo particolare contesto economico.

Tra loro anche quattro rappresentanti del Fvg, ovvero Alfa Sistemi, Cappellotto, Potocco e Zanutta. Presentata lo scorso maggio, l’iniziativa ha raccolto un ampio interesse in tutta Italia grazie all’opportunità offerta alle imprese di essere inserite in programmi di accompagnamento alla crescita e di visibilità a livello nazionale realizzati da Intesa Sanpaolo e dai partner del progetto. Ben 4.000 Pmi, che complessivamente contano 150.000 dipendenti e registrano circa 35 miliardi di fatturato, si sono auto-candidate sul sito della Banca. Tra queste ne sono state selezionate 140 che spiccano per investimenti in piani di rilancio e trasformazione secondo le direttrici indicate dagli obiettivi del Pnrr.

Si tratta dunque di piccole e medie imprese che hanno avviato progetti o raggiunto risultati in termini di Digitalizzazione e Competitività; Sostenibilità e Transizione ecologica; Innovazione, Ricerca e Istruzione; Welfare e Salute. Queste realtà imprenditoriali, nonostante le dimensioni contenute tipiche del nostro tessuto produttivo, hanno una forte vocazione all’export con un fatturato estero che in media rappresenta il 70% del totale.

Si tratta di aziende dal profilo innovativo e sostenibile, spesso poco conosciute ma capaci di creare valore aggiunto per il Paese e il mercato del lavoro, che valorizzano le specificità del territorio, altro elemento chiave di questa nuova edizione. A queste imprese saranno forniti gli strumenti per affrontare tutte le fasi di vita del business, favorendo l’investimento nei fattori intangibili (immateriali, R&S, Filiera, Formazione) e nei pilastri dello sviluppo, ovvero internazionalizzazione, sostenibilità, innovazione, digitalizzazione e finanza straordinaria.

Il successo del programma Imprese Vincenti, lanciato nel 2019 e giunto alla quarta edizione, sta nella capacità di evolvere adattandosi alle mutate esigenze delle aziende e dei contesti economici. Quest’anno in particolare sarà data voce a quelle imprese che hanno superato la fase del Covid, che hanno accompagnato la ripresa del Pil e oggi si trovano a dover affrontare la crisi energetica e dunque a investire e accelerare scelte di sostenibilità e di innovazione.

LE IMPRESE FVG. Alfa Sistemi, società di consulenza ICT e system integration, specializzata nell’implementazione di sistemi ERP internazionali, che esplora soluzioni inedite e investe in tecnologie innovative. Attiva dal 1995, è capace di modellare progetti unici e personalizzati, garantendo qualità e innovazione grazie all'affidabilità di un team, in crescita anno su anno, composto da 130 risorse.

Cappellotto, si occupa di allestimento di veicoli industriali per la pulizia idrodinamica delle canalizzazioni e delle condotte, per l’aspirazione delle polveri e di materiali solidi, e per trasporto di rifiuti pericolosi. Fondata dai tre fratelli Cappellotto, l'azienda è cresciuta negli anni grazie alla qualità dei prodotti e alla dinamicità commerciale, diventando leader internazionale nel proprio settore.

Potocco, azienda manifatturiera a conduzione familiare che fonda le proprie radici nel 1919. Da oltre un secolo l'azienda studia e crea arredi di design per ambienti indoor e outdoor per la casa ed il contract. Una storia di eccellenza che attraversa tutto il ‘900 italiano, in un percorso di crescita che, dalla partecipazione al primo Salone del Mobile in qualità di socio fondatore, ha portato Potocco a collaborare con importanti firme del design internazionale.

Zanutta, nasce nel 1952 come rivendita di concimi, sementi e solfati per conto del Consorzio agrario. Dopo tre generazioni Zanutta è leader affermato nel Triveneto per la produzione e forniture di materiali per l’edilizia e l'arredo casa. Oltre alla distribuzione dei migliori marchi di ferramenta, termoidraulica, mobili e finiture per la casa, l'azienda è anche produttrice certificata di solai, tetti in legno ed elementi in ferro lavorato per le costruzioni edili.

Francesca Nieddu, Direttore Regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia: “Le imprese che ospitiamo oggi si sono distinte per aver mantenuto il loro livello di competitività reagendo con coraggio ai contesti di difficoltà e investendo in progetti innovativi. Sono realtà che si sono distinte in diversi settori traino dell’economia del territorio facendo leva sulla digitalizzazione per aprire al cambiamento e ripensare in modo creativo i modelli di business e di organizzazione, migliorare i processi e la qualità dei prodotti, ridurre il proprio impatto ambientale, avere un impatto positivo sulla collettività rendendo più attrattivo il territorio. L’avvio di questa quarta edizione di Imprese Vincenti conferma a pieno la nostra fiducia nei confronti delle realtà che realizzano progetti di sviluppo orientati alla transizione ecologica, ai criteri ESG e alle linee guida del Pnrr. Continueremo a offrire ogni forma di supporto all’innovazione e alla progettualità favorendo, in particolare, gli investimenti delle imprese volti ad aumentare la transizione sostenibile, l’indipendenza energetica e l’utilizzo di energie rinnovabili”.

Analisi del contesto economico – A cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo

L’economia italiana si avvia a chiudere il 2022 con una crescita significativa del PIL, intorno al 3,6%, più del doppio di quanto atteso per la Germania. Per il secondo anno consecutivo il PIL italiano mostrerà un andamento migliore di quello mondiale. Sono state premianti la ripresa della filiera del turismo, il traino delle costruzioni spinte dai generosi incentivi attivi e dalla realizzazione del piano di investimenti pubblici previsti dal Pnrr, e la competitività dell’industria manifatturiera.

L’effetto dello shock energetico si farà sentire soprattutto nei mesi più freddi, causando un significativo rallentamento dell’economia italiana. Peseranno inflazione, riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, erosione dei margini delle imprese, rallentamento del commercio mondiale e incertezza. Si tratta di un contesto complesso e difficile, in cui sarà fondamentale non far mancare il sostegno a famiglie e imprese più fragili.

In questo scenario diventano ancora più cruciali gli interventi in digitale, innovazione, transizione green e capitale umano, per poter superare le criticità attuali e tornare a crescere a tassi sostenuti.

Sul fronte digitale l’Italia negli ultimi anni ha mostrato significativi progressi, salendo al 18° posto tra i 27 stati dell’UE (Digital Economy and Society Index DESI-2021), grazie agli importanti miglioramenti sull’automazione e il 4.0, dove riesce a far meglio rispetto ai competitor europei. Le imprese hanno compreso l’importanza degli investimenti in digitalizzazione sia nella fase di vendita, sia nella gestione integrata dei processi produttivi (ad esempio tramite l’utilizzo di macchinari interconnessi, l’impiego di software aziendali specifici o l’acquisizione dei servizi cloud). Il 60% delle piccole e medie imprese italiane ha raggiunto almeno un livello base di intensità digitale. Occorre evidenziare la presenza di notevoli margini di miglioramento su più fronti: le competenze digitali, la diffusione dell’intelligenza artificiale, l’utilizzo del commercio online.

Secondo un indicatore di Banca d’Italia elaborato pre-pandemia sulla base dell’indice DESI, il grado di digitalizzazione complessivo del Veneto si posiziona appena sotto la media nazionale. Pesa soprattutto il minor utilizzo di big data ed e-commerce. Il processo di digitalizzazione in chiave 4.0 delle imprese manifatturiere venete ha però mostrato un’accelerazione durante la pandemia: secondo Unioncamere nel 2020 la percentuale di imprese manifatturiere venete con almeno 10 addetti che dichiarava di aver adottato una o più tecnologie digitali è salita al 52,6 dal 32,8% nel 2017. Più della metà delle imprese manifatturiere venete considera la robotica e l’automazione le tecnologie più importanti da inserire nei propri processi produttivi, in virtù anche della specializzazione regionale nella meccanica. Meno rilevanti vengono ritenute invece l’Industrial Internet of Things ed i servizi cloud (13,8 e 13,5%).

Il Friuli Venezia Giulia, mostra un livello di digitalizzazione per lo più in linea con la media nazionale. La regione si contraddistingue per un uso più diffuso di internet da parte dei cittadini e una quota di utilizzatori con competenze digitali e di base più alta rispetto alla media italiana. Al contrario è bassa la propensione all’ecommerce l’utilizzo di big data, mentre l’uso di software gestionali e di servizi di cloud risulta complessivamente in linea con la media nazionale.

Sono notevoli i margini di miglioramento dal momento che le due regioni possono contare su un buon livello del capitale umano: il 30% della popolazione tra 25-39 anni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia possiede un titolo di laurea, livelli leggermente superiori alla media italiana (28%); la percentuale si alza notevolmente nella provincia di Trieste (42%) e di Padova (39%) sedi di importanti atenei. Occorrerà però porre rimedio alla perdita di laureati che ogni anno emigrano all’estero: nel 2020 in Italia la differenza tra laureati in entrata e in uscita è stata negativa e pari a 16.204 unità. Quasi il 60% degli emigrati laureati sono giovani, con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni.

Il Friuli Venezia Giulia presenta un saldo positivo di 77 laureati come differenza tra il saldo interno (+436) e quello verso l’estero (-359). Un contributo alla propensione all’innovazione e alla digitalizzazione può venire anche dalle start-up innovative attive nel territorio: al termine del secondo trimestre del 2022 alla sezione speciale del Registro delle Imprese ne risultavano iscritte 14.621, 259 unità in più rispetto al trimestre precedente. Gran parte di queste imprese è specializzata in servizi avanzati, principalmente produzione di software e consulenza informatica, attività di R&S, elaborazioni dati, hosting, portali web. In quattro casi su dieci il board di queste imprese vede la presenza di almeno un giovane con meno di 35 anni.

Il Friuli Venezia Giulia con 273 startup innovative è al tredicesimo posto ma sale al secondo posto per incidenza di start-up innovative che è pari al 5,38% sulle nuove società di capitale della regione1, una percentuale notevolmente superiore alla media italiana (3,8%); il Veneto invece è perfettamente allineato per incidenza al dato nazionale.

0 Commenti

L'economia in un click

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Green

Business

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori