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Lavoro, giovani, sostenibilità e digitalizzazione

Queste le parole chiave individuate dall'assemblea delle cooperative associate a Legacoop Fvg

Lavoro, giovani, sostenibilità e digitalizzazione

"Dopo due anni di pandemia e una guerra sulla porta di casa dell’Europa, nei momenti di difficoltà, stringere le fila per collaborazioni sul territorio, stare insieme, come propugna la cooperazione, sono ricette indispensabili per trovare soluzioni innovative e adeguate all’ignoto che si presenta. Questo è il contributo che anche Legacoop Fvg vuole dare e continuerà a dare a salvaguardia delle nostre associate, dei soci e delle socie, del movimento cooperativo nel suo complesso e nel costruttivo rapporto con le istituzioni e le parti sociali".

Così Livio Nanino, presidente di Legacoop Fvg, impegnata oggi, alla Stazione Marittima di Trieste per l'assemblea annuale dei soci. Un'occasione per tracciare un bilancio dell'associazione che conta circa 220 mila soci, un valore della produzione di quasi un miliardo e mezzo di euro, più 16 mila addetti e quasi 200 cooperative associate, di cui 6 ultracentenarie e 21 con oltre 50 anni di vita.

Ma quello di oggi è stato anche un momento per guardare al futuro, visto che il tema scelto quest'anno per il convegno organizzato nella mattinata a margine dei lavori assembleari è stato proprio “La sfida cooperativa: sostenibilità e digitalizzazione”, due dei settori che più di altri rappresentano un'opportunità, quando non anche un obbligo, per guardare avanti. E proprio su questi temi, dopo gli interventi del vicepresidente di Legacoop Fvg e presidente di Legacoop Sociali Fvg, Paolo Felice, e del direttore di Legacoop Fvg, Alessio Di Dio, hanno parlato Enzo Risso, direttore scientifico di Ipsos, Ivana Pais, sociologa dei processi economici e del lavoro all'università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Simona Ceccarelli, responsabile area Sostenibilità di Scs Consulting e Giancarlo Ferrari, direttore Legacoop e presidente della Fondazione Pico.

"Il quadro che sembra emergere – spiega Nanino – è sostanzialmente positivo, sia pur con qualche significativa eccezione. Il lavoro di adeguamento delle cooperative alla situazione straordinaria imposta dalla pandemia, unito alla volontà di ripresa che emerge dal Paese, ha determinato un rimbalzo significativo rispetto all’anno precedente e in alcuni casi, migliorativo anche rispetto alla situazione pre-Covid. Le incertezze legate al futuro hanno spinto le cooperative a bilanci prudenti, con ampio ricorso a rinvigorire, ove possibile, le riserve e i patrimonio. Una conferma della responsabilità dei gruppi dirigenti cooperativi, tanto più alla luce degli effetti negativi che potrebbero palesarsi nel corso dell’anno e nel prossimo autunno in termini di aumento dei costi, reperibilità delle materie prime e incertezze dei mercati".

L’offerta di lavoro in regione continua ad essere elevata. "Diverse imprese – continua il presidente di Legacoop Fvg – offrono condizioni di contratto migliori, per stabilità e salario per reperire personale. Un dato, questo, comprovato dall’esponenziale aumento delle dimissioni volontarie e dalla conseguente percentuale elevatissima di ricollocamento. Ecco perché alcuni comparti, ad esempio quello del turismo sono oggi in sofferenza: spesso le condizioni contrattuali proposte non sono in linea con l’offerta di mercato e non sono soddisfacenti per le aspirazioni dei lavoratori, in particolare dei giovani".

Quello che, per il presidente di Legacoop Fvg, è dunque necessario nel breve e medio termine "sono politiche che pongano un freno all’emigrazione dei nostri giovani per motivi economici e una corretta gestione dei flussi migratori e su entrambi questi temi la cooperazione è in grado di dare un contributo, di offrire soluzioni. Alcune analisi dimostrano, infatti, che il modello imprenditoriale cooperativo è, meglio di altri, rispondente ai desiderata dei giovani. Nel dialogo stringente con le università della regione è apparso chiaro, però, come la cooperazione sconti una scarsa riconoscibilità tra le nuove generazioni. Ecco perché – prosegue Nanino – stiamo co-progettando insieme agli atenei di Udine e Trieste iniziative per promuovere il modello cooperativo come opportunità a disposizione dei giovani".

Tre i grandi obiettivi che attendono Legacoop nel prossimo futuro: la riorganizzazione della propria funzionalità sfruttando al meglio le potenzialità digitali, che Legacoop ha tradotto nel progetto nazionale Pico (Punti di Innovazione Cooperativa); una maggior attenzione ai temi della sostenibilità, declinati "non solo in ambito ambientale di cui vediamo le conseguenze anche in Friuli Venezia Giulia – sottolinea ancora Nanino, ma anche economico, come l'importanza dei criteri Esg per le imprese, ovvero quanto un'azienda è sostenibile e responsabile, e sociale, con maggior attenzione alle persone e ai propri bisogni. Infine, lo sviluppo di soluzioni innovative per fronteggiare le insidie del futuro per le nostre associate, erogando nuovi servizi e elaborando progetti concreti a favore delle cooperative. Se alle cooperative viene chiesto di abbracciare la digitalizzazione – conclude Nanino –, Legacoop Fvg non può essere da meno rispetto ad un percorso dove la tecnologia non è il fine, ma il mezzo per evolvere l’organizzazione, che sia d’impresa o associativa, verso la capacità di gestire dati e costruire relazioni impensabili con i mezzi tradizionali".

“Con una pandemia, una guerra alle porte dell’Europa e il cambiamento climatico che ci presenta il conto, le risorse a disposizione non possono essere utilizzate come in passato: questa è la sfida che la politica, le categorie i cittadini hanno di fronte. La Regione si appresta ad approvare un assestamento di bilancio di quasi 800 mln di euro, che non ha precedenti di questa portata, ma servono scelte innovative e adeguate”, ha detto il consigliere regionale Cristiano Shaurli (Pd) intervenendo all’assemblea 2022 delle cooperative associate a Legacoop Fvg, in rappresentanza del Consiglio regionale.

Shaurli ha indicato come “consorzi, aggregazioni servano anche a fare massa critica, a ‘stare’ su quelle risorse, e ciò vale per le imprese della cooperazione ma anche per gli Enti locali”. Parlando della pubblica amministrazione, Shaurli ha ricordato che “in passato il nodo era la riduzione del debito, meno dipendenti pubblici” mentre ora “ giustamente c’è stata un’inversione, Comuni e Regione stanno facendo concorsi e assumendo”. “Ma questa è una gigantesca sfida” ha precisato “per una PA innovata, rinnovata e efficace ma al servizio di cittadini e imprese, e non sostitutiva di cittadini e imprese. Troppe società in house nel comparto socio assistenziale, troppe nuove società pubbliche 'inventate' in questo periodo riportano in capo alla politica e alla discrezionalità attività che possono e devono essere fatte in collaborazione, copartecipazione e coprogettazione con il privato, a partire da quello sociale”.

In merito alla sostenibilità, per Shaurli “accanto a quella ambientale ce n’è una sociale” puntualizzando che “stipendi troppo bassi e una disuguaglianza verso il basso che non possiamo più tollerare. Non possiamo uscire da questa crisi con ulteriori disuguaglianze ma insieme con rinnovata solidarietà ed anche con la storica ed oggi ancor più moderna mutualità del mondo cooperativo”.

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