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Meno imprese chiedono una valutazione dei crediti

Secondo il Barometro Crif, nel primo semestre del 2019 in Fvg si registra una flessione del 12,6%

Meno imprese chiedono una valutazione dei crediti

Dalle elaborazioni effettuate sul patrimonio informativo di Eurisc - il Sistema di Informazioni Creditizie di Crif - emerge un quadro non confortante relativamente all’andamento delle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane. Nello specifico, dopo un 2018 che si era concluso in crescita grazie alla performance positiva all’ultimo trimestre (che aveva fatto segnare un +4,1%), i dati relativi ai primi sei mesi dell’anno in corso evidenziano un’inversione di tendenza che si concretizza in un calo del -3,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a cui si accompagna anche una flessione dell’importo medio richiesto (-1,2%).

A determinare questa dinamica involutiva può aver contribuito l’incertezza del quadro macroeconomico generale e il peggioramento degli indicatori di fiducia, con le imprese italiane orientate ad adottare un approccio più attendista in questa prima metà d’anno.

Per quanto riguarda nello specifico il Friuli Venezia Giulia, nel primo semestre dell’anno il numero di richieste di valutazione e rivalutazione degli affidamenti presentate dalle imprese è diminuito del 12,6% rispetto al 2018. In tutte le province friulane si osserva un andamento negativo, con Trieste che spicca per la flessione più accentuata, pari a -19,7%, seguita da Udine, con -12,6%, Pordenone con il -10,5% e Gorizia, con un meno 8,1%.

Per quanto riguarda l’importo medio, invece, con 86.813 il Friuli Venezia Giulia si colloca al di sopra della media nazionale. Il valore più elevato si registra a Udine, con 129.175 euro, seguita a distanza da Gorizia, con 54.099 euro, e da Trieste, con 53.849 euro mediamente richiesti dalle imprese. Fanalino di coda Pordenone con 49.136 euro.

“In questa prima metà dell’anno si evidenzia un rallentamento generalizzato del numero di interrogazioni relative alle richieste di valutazione e rivalutazione degli affidamenti presentate dalle imprese. Sull’inversione di tendenza rispetto ai trimestri precedenti pesa anche l’incertezza sull’evoluzione del quadro macroeconomico, che potrebbe aver indotto le imprese, soprattutto quelle di piccola e media dimensione, ad adottare un atteggiamento attendista e a rinviare gli investimenti a momenti più favorevoli”, commenta Simone Capecchi, Executive Director di Crif.

“Sul fronte dell’offerta va sottolineato come il mercato del credito alle imprese stia vivendo una fase di forte cambiamento, accelerata dall’avvento di nuove normative e nuove tecnologie guidate da logiche di Big Data e Machine Learning. Nello specifico, si sta assistendo non solo a un'innovazione nei processi di valutazione del merito di creditizio, ma anche alla ridefinizione della relazione tra imprese e aziende di credito, in uno scenario sempre più competitivo. In questo contesto, l’affermarsi dei paradigmi dell’Open Banking, con la diffusione di soluzioni Business Financial Management (BFM), consentirà alle aziende di credito di raggiungere le imprese in real-time e di comporre nuove offerte a valore aggiunto, ad esempio soluzioni per la gestione del credito commerciale o l’anticipo fatture” conclude Capecchi.

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