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Mobile, in Fvg il 10% delle imprese 'champion'

Secondo la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, tra il 2017 e il 2022 l’export potrà aumentare di quasi 700 milioni di dollari

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In Fvg è presente il 10% delle imprese 'champion' del mobile, con un distretto delle sedie e tavoli di Manzano che tra il 2017 e il 2018 ha mostrato segnali di crescita grazie al traino di Regno Unito e Russia e al consolidamento degli Stati Uniti. Se ne è parlato a Buttrio, all’incontro sulla filiera del Legno-arredo, organizzato da Intesa Sanpaolo, ospite di Cluster Arredo/Casa Fvg.

Sono intervenuti Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Fvg e Trentino AA Intesa Sanpaolo, Anna Maria Moressa, direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, Evelyn Marchesin, Direttore Icide – International Center of Italian Design, e Carlo Bagnoli, professore di Innovazione Strategica Università Ca’ Foscari Venezia e Fondatore di Strategy Innovation.

Nel suo intervento “Filiera del Legno-Arredo, risorsa per la crescita del territorio”, Anna Maria Moressa ha evidenziato che nella filiera legno-arredo del Friuli VG operano circa 3 mila imprese e 18 mila addetti e spicca la specializzazione dell’arredo (circa 2.000 imprese e 13 mila addetti), che si sviluppa attraverso distretti e filiere ben radicate nel territorio che creano valore aggiunto a livello locale. Analizzando oltre 686 mila operazioni di acquisto per un controvalore pari a oltre 3 miliardi di euro (un quarto circa del totale degli acquisti di beni e servizi delle imprese analizzate) sono evidenti i rapporti di fornitura ravvicinati nei distretti del Nord Est e in particolare del Fvg (Sedie e dei tavoli di Manzano, e Mobile di Pordenone) con distanze medie di fornitura di 78 km, vicine a quelle registrate nei distretti del Veneto (Mobile del bassanese, Mobili in stile di Bovolone e Mobile di Treviso) e della Lombardia (Legno e arredo della Brianza). La rappresentazione mappale dei flussi di subfornitura delle Sedie e tavoli di Manzano mette in luce la forte interrelazione presente nella provincia di Udine e i flussi di subfornitura che il distretto ha con le provincie di Treviso, Pordenone e Padova.

Da un’analisi dei distretti italiani del legno e arredo, che mette a confronto l’evoluzione del fatturato tra il 2008 e il 2016 e quello degli addetti a cavallo della crisi, emerge che le imprese che hanno superato la crisi hanno riorganizzato completamente la loro catena di valore e riposizionato il prodotto dalla fascia bassa di prezzo ad una più elevata di qualità, di design e di ampliamento della gamma. Le Sedie e tavoli di Manzano, pur mostrando segnali di crescita tra il 2017 e il 2018 hanno recuperato solo in parte i livelli di esportazioni ante crisi. Tra il 2017 e il 2018 il distretto è cresciuto con un passo migliore del Legno e arredo di Pordenone (+4,9% vs +3,7%) grazie al traino di Regno Unito e Russia e all’ulteriore consolidamento degli Stati Uniti. Nel lungo periodo il maggior contributo alla crescita è venuto dai paesi più lontani sia avanzati sia emergenti che hanno raddoppiato il loro peso sul totale (era del 13,2% nel 2008 e 26,9% nel 2018): tra questi Stati Uniti, Cina, Australia e Singapore i mercati con maggiore crescita.

Secondo la stima della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, tra il 2017 e il 2022 l’export italiano di mobili di prezzo elevato potrà aumentare di quasi 700 milioni di dollari. Questo dato potrebbe crescere ulteriormente se l’industria italiana del mobile saprà rafforzare la propria presenza in Germania e, soprattutto, in Cina e negli Stati Uniti. La sfida dei mercati internazionali e, in particolare, di quelli più lontani può essere vinta con strategie evolute mirate ad affermare il brand e l’unicità del prodotto: è quanto è successo a circa 230 imprese del mobile vere e proprie “locomotive”, che creano occupazione e con ottimi livelli di redditività e patrimonializzazione. Queste imprese sono particolarmente diffuse al Nord e tra le aziende di dimensioni medio-grandi. In Friuli Venezia Giulia è presente il 10% delle imprese “champion” del mobile. La crescita futura del settore dovrà anche misurarsi da un lato con il tema del capitale umano, dall’altro con la crescita sostenibile e dell’approvvigionamento del legno attraverso il riutilizzo del legno riciclato come primo passo verso una progressiva rivisitazione del processo di creazione dei nuovi prodotti in ottica di circular economy. Da questo punto di vista il Friuli VG è già ben posizionato, si colloca infatti al secondo posto a livello nazionale come quantità di legno riciclato ogni 1000 abitanti.

“Il Cluster – commenta il presidente Franco di Fonzo – è un soggetto capace di fare sistema tra imprese e di "mettere a sistema" quelli i principali player della nostra economia regionale, presenti ormai da anni nella nostra compagine sociale. Un ruolo che cerchiamo di interpretare al meglio nei progetti di diffusione di uno sviluppo sostenibile e di crescita attraverso la nostra società Icide, che giorno dopo giorno si sta affermando a livello internazionale”.

Nel suo intervento Renzo Simonato ha ricordato l’accordo in essere con Cluster Arredo per promuovere i processi di internazionalizzazione, innovazione e digitalizzazione delle imprese anche attraverso le opportunità offerte dal programma Industria 4.0. Ha inoltre illustrato il recente accordo con Federlegno che mette a disposizione delle imprese nazionali del “sistema casa” un miliardo di euro per supportare gli investimenti nei processi di innovazione e di economia circolare. “Stiamo organizzando un ciclo di incontri dedicati alle filiere industriali, per offrire spunti di riflessione e azioni concrete per favorirne lo sviluppo in un’ottica di sistema, consapevoli dell’importanza di fare squadra – ha sottolineato Simonato - Siamo convinti che per competere e crescere sui mercati sia importante moltiplicare le storie di successo basate su crescita dimensionale e strategie evolute in termini di internazionalizzazione e innovazione. La nostra industria del mobile può contare sull’alta qualità delle sue produzioni, a cui affiancare adeguati investimenti, con una attenzione particolare all’e-commerce, in forte crescita sia sul mercato interno sia estero. La priorità di Intesa Sanpaolo è favorire sempre il credito e supportare le imprese nella loro crescita, anche attraverso gli accordi con le associazioni di categoria e il confronto diretto e costante con il territorio”.

Nel suo intervento il prof. Bagnoli ha evidenziato che “la crisi prima finanziaria e poi economica, che a partire dal 2008 ha investito le imprese, ha accelerato un’evoluzione già in atto nel contesto competitivo. Infatti, già prima dell’avvento della crisi le imprese italiane si trovavano ad affrontare importanti sfide strategiche imposte dall’emersione di trend quali la globalizzazione dei mercati di produzione e di sbocco, il cambiamento del comportamento del consumatore medio e l’avvento della quarta rivoluzione industriale. La crisi ha quindi solo accentuato la necessità per tutte le imprese di ridefinire il proprio modello di business. Alcune possono limitarsi a perfezionarlo, la maggior parte, soprattutto quelle per cui il prezzo e la personalizzazione artigianale hanno costituito in passato un’importante leva competitiva, sono obbligate a modificarlo radicalmente attuando un’innovazione strategica”.

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