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Monfalcone, storico investimento A2A

Confindustria Venezia Giulia sottolinea l'impegno da 500 milioni, che trasformerà la centrale in un polo moderno ed efficiente di produzione energetica

Monfalcone, storico investimento A2A

"Si discute in questi giorni del futuro della centrale di Monfalcone, dimenticando, però, alcuni degli elementi essenziali del progetto che il gruppo A2A ha presentato pochi giorni fa a Trieste, che ne chiariscono le positività", spiega in una nota Confindustria Venezia Giulia. "Si tratta di un investimento di 500 milioni – un impegno senza precedenti per il territorio isontino – che trasformerà la centrale in un polo moderno ed efficiente di produzione energetica, realizzando il processo di decarbonizzazione chiesto dai monfalconesi e sposato da A2A: un evidente valore, un miglioramento ambientale e territoriale, che favorisce anche gli insediamenti più prossimi al sito, da sempre dichiarati sofferenti".

"Il nuovo impianto a turbogas impiegherà una cinquantina di addetti, ma l’occupazione sarà tutelata grazie allo sviluppo di attività legate all’economia circolare e al porto, che potranno portare a Monfalcone nuove competenze e capacità. L’obiettivo di A2A, condiviso fin dalle prime valutazioni sul futuro del polo, è infatti di mantenere gli attuali posti di lavoro, se non di incrementarli", si legge ancora nella nota.

"Il progetto è accompagnato dall’espressa disponibilità al confronto, per poter accrescere i benefici a livello locale; A2A può mantenere e rafforzare sul territorio la propria esperienza di multi-utility integrata, di azienda i cui servizi hanno ricadute positive sull’area in cui opera, di impresa sempre disponibile ad avviare collegamenti e collaborazioni con il tessuto locale".

"La natura industriale dell’area della centrale di Monfalcone è condivisa da tutti; anche chi ipotizza alternative progettuali la riconosce. La riconversione a gas permetterà di garantire la fornitura di energia in regione, indispensabile a bilanciare la produzione delle rinnovabili e a limitare l’importazione dall’estero. Perché, quindi, cercare di mettere in discussione gli elementi essenziali di un progetto che porta a Monfalcone investimenti di questo calibro, tutela dell’ambiente, posti di lavoro e competenze?", conclude Confidustria Venezia Giulia.

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