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Non ci sarà più nessuno da assumere

Le aziende, già in difficoltà nel reperire lavoratori con una preparazione adeguata alle loro esigenze, tra non molto non avranno giovani da selezionare

Non ci sarà più nessuno da assumere

Oggi le aziende lamentano difficoltà a reperire lavoratori, non soltanto in termini di preparazione alla mansione proposta (la metà delle aziende della regione denuncia ‘difficoltà di reperimento’), ma anche per numero di persone che rispondono alla loro proposta di assunzione. E, in futuro, sarà sempre peggio. Non è la previsione di un economista, ma semplicemente la dura sentenza dell’anagrafe.

In Friuli Venezia Giulia la classe di età attualmente più numerosa è quella che ha 57 anni: sono 20.733. Questo è il picco più alto, frutto dell’epoca del baby boom, poi la consistenza numerica cala progressivamente (anche per ‘cause naturali’). Guardando, però, alle classi più giovani il piano è ancora più inclinato.

Coloro che hanno oggi 40 anni e, quindi, una prospettiva lavorativa di ulteriori 25 sono 13.608, già in numero vistosamente ridotto rispetto ai loro ‘genitori’. Le generazioni che seguono sono ancora più esigue. I 25enni, che si affacciano in maniera massiccia al mondo del lavoro, sono appena 11.271. Poco di meno, precisamente 10.641, sono i residenti che hanno 13 anni, coloro che dopo la scuola media imboccano una specializzazione formativa verso una futura professione. Ma è guardando ai giovani germogli della nostra comunità che il divario è ancora più evidente. La ‘classe’ del 2021 in Friuli Venezia Giulia è costituita da 7.353 bambine e bambini.

Sono anni che si parla di denatalità, guardandone gli aspetti più evidenti, primo tra tutti lo squilibrio generazionale ai fini, per esempio, della tenuta del sistema previdenziale. C’è un effetto, però, ancora sottovalutato. Quello, cioè, della disponibilità non tanto di risorse umane qualificate, ma si ‘risorse umane’ e basta. Il primo effetto è abbassare l’asti-cella (cosa che sta già accadendo): la percentuale di eccellenti tra i giovani è costante, ma se il numero complessivo cala (senza considerare l’emigrazione dei nostri talenti) allora le imprese devono accontentarsi di quello che ‘passa il convento’. La conseguenza di lungo termine sarà più drammatica.

Quali armi hanno a disposi-zione le aziende? La soluzione più rapida è l’immigrazione straniera, ma quella già quali-ficata oggi è merce rara e tutti i Paesi europei se la contendono. L’immigrazione interna all’Italia è un’alternativa, ma il Friuli per i talenti rimane poco appetibile (forse perché poco conosciuto). La ‘vera’ soluzione è invertire il crollo delle nascite, ma una politica efficace in materia non è ancora stata trovata (sempre che la si stia cercando).

5 Commenti
Sandro74

Sono ben poche le aziende che hanno investito nella formazione dei giovani, hanno sempre messo davanti il profitto immediato piuttosto che il profitto futuro, questo è il risultato,, Sarà una selezione "naturale" delle aziende.

Sevi

Si rendono conto le aziende che la situazione è diretta conseguenza delle loro politiche di assunzione e gestione del personale degli ultimi 40 anni, oppure è sempre colpa di qualcun'altra? Il non voler investire nel addestramento, lasciare fuori dal mercato del lavoro le donne, ignorare i cv di persone oltre i 50 anni, sottopagare e sfruttare fino all'osso i neoassunti con contratti di sei mesi all'infinito. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Metà dei giovani è meno giovani sono emigrati a cercare fortuna altrove. Hanno fatto bene. Un po' più di autocritica da parte degli imprenditori non gli farebbe male.

Mag64

Concordo in pieno..e inoltre sottopagati quelli che in qualche modo fortunato hanno trovato il lavoro. Mi ricordo le domande fatte durante i colloqui..ma lei è una donna, è sposata allora vorrà avere i figli..mi dispiace . Questo succedeva già 30 anni fa. Le mie nipoti lavorano in Inghilterra. Al datore di lavoro non importava se hanno o non hanno i figli importante che lavorino e lavorino bene.

Mag64

In certi settori nn assumevano per anni nessuno. Sfruttavano gli impiegati ridotti all'osso e ora di accorgono che non avranno nessuno perché esiste anche la pensione per chi ha avuto la fortuna di arrivarci. Le politiche assurde ed ecco i risultati. Aspettano li immigrati. Quelli vanno nel nord Europa dove pagano bene e esiste welfare aziendale

Mag64

E aggiungo..se disgraziatamente hai 50 anni sei da rottamare invece a 50 anni si può lavorare ancora e anche con esperienza accumulata nei anni

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