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Nuovo Dpcm, i locali studiano le 'contromisure'

La Fipe Trieste: "Abbiamo già avanzato al Comune una richiesta per valutare la possibilità di chiudere i dehors"

Nuovo Dpcm, i locali studiano le \u0027contromisure\u0027

"Per una certa tipologia di locali, per quelli che dispongono di pochi tavoli, è certamente un problema, come per chi ha un’attività improntata soprattutto sul lavoro a tarda sera", è il commento di Federica Suban, presidente di Fipe Trieste.

"Come Fipe cercheremo, dove possibile, di studiare delle soluzioni che permettano di sistemare quantomeno qualche posto a sedere in più, sempre nel rispetto del distanziamento sociale. Abbiamo già avanzato al Comune una richiesta per valutare la possibilità di chiudere i dehors che godono di normale concessione con delle strutture leggere, poco impattanti. Una soluzione che consentirebbe di sfruttare anche con pioggia, vento e rigide temperature gli spazi esterni".

"Inoltre, visto il limite di persone imposto per le cerimonie civili e religiose, è evidente che anche i locali che organizzano i banchetti per battesimi, cresime o matrimoni registreranno una riduzione del lavoro. Sui divieti imposti alle feste, invece, visto che non capiamo se una cena aziendale o quella organizzata per un compleanno con la gente seduta a tavola sia da considerarsi tale, ci stiamo confrontando con gli uffici di Fipe nazionale per una corretta interpretazione del decreto. Quel che è certo, è che le anticipazioni trapelate nei giorni scorsi sul contenuto del Dpcm hanno spinto anche nel mio locale ad annullare cene di gruppo o aziendali, già programmate anche per il prossimo Natale", conclude Suban.

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