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Regolarizzazioni, il 91% nel lavoro domestico

I dati del Viminale - Delle 32mila domande, quelle relative a casa e assistenza alla persona sono più di 27mila

Regolarizzazioni, il 91% nel lavoro domestico

A due settimane dall’apertura della procedura di regolarizzazione dei migranti, il Viminale ha diffuso i primi dati. Delle 32mila domande presentate finora, quelle relative al lavoro domestico e di assistenza alla persona sono più di 27mila: rappresentano il 91% delle domande già perfezionate (21.695) e il 76% di quelle in lavorazione (5.906).

“Numeri importanti – sottolinea Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina, Associazione nazionale famiglie datori di lavoro – che evidenziano la volontà delle famiglie di mettere in regola chi si dedica ogni giorno ad anziani e bambini”.

“Una sanatoria una tantum, tuttavia, non basta – continua Gasparrini –. Da tempo chiediamo una riforma fiscale e sociale strutturale, in grado di far emergere il nero e di aumentare il gettito per lo Stato, salvaguardando sia i lavoratori che i datori di lavoro”.

La percentuale del lavoro nero nel settore del lavoro domestico è molto alta: su 2 milioni di lavoratori stimati in Italia, 1,2 milioni (il 58%) sono irregolari. Considerando che il 75,4% delle badanti e il 67,8% delle colf sono straniere, la necessità di una regolarizzazione appare lampante. Tutti i dati sono pubblicati nel primo “Rapporto sul lavoro domestico”, realizzato dall’Osservatorio nazionale Domina sul lavoro domestico.

Il ministero dell’Interno comunica il trend positivo dell’operazione, in corso fino al 15 luglio. L’andamento giornaliero delle domande per la procedura di regolarizzazione è in costante crescita: il giorno di apertura, il 1° giugno, le domande perfezionate erano 870; venerdì 13 giugno sono salite a 3.229. Nella distribuzione geografica delle domande relative al lavoro domestico, la Lombardia, la regione con più lavoratori del settore in Italia, è al primo posto. I primi Paesi di provenienza dei lavoratori risultano il Marocco, l’Egitto e il Bangladesh.

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